domenica 21 ottobre 2012

Le visite guidate dietro le quinte del Teatro Regio

Il Teatro Regio di Torino fu realizzato per volontà del re Vittorio Amedeo II, che, avendo deciso una ristrutturazione di piazza Castello, affidò all'architetto Fiippo Juvarra la progettazione di un grande teatro, in grado di rivaleggiare con quelli delle più antiche capitali europee. Il progetto fu quindi affidato da Carlo Emanuele III a Benedetto Alfieri e, il 26 dicembre 1740, dopo soli due anni di costruzione, il Regio Teatro dei Savoia fu inaugurato.
Sin dalle sue origini si è caratterizzato per l'assenza di una facciata tipicamente teatrale su piazza Castello: l'architettura uniforme della piazza ne cela infatti la presenza, così come nasconde, sul lato opposto, la sorprendente e barocca architettura interna della splendida chiesa di San Lorenzo. Ma fin dalle sue origini il Teatro Regio ha attirato le attenzioni di viaggiatori ed esperti per le sue caratteristiche tecniche ed artistiche: la sua capienza era di ben 1800 spettatori, una cifra notevole nel secolo dei Lumi, suddivisi tra la platea e i cinque ordini di palchetti; le attrezzature tecniche e gli scenari erano all'avanguardia e le decorazioni interne, tra le quali figurava la splendida volta dipinta da Bernardino Galliari, meravigliavano anche i visitatori stranieri, che includevano Torino nei loro Grand Tour in Italia, rimanendone incantati.
La prima ristrutturazione del Teatro Regio avvenne durante la Restaurazione: dopo l'avventura napoleonica il Regno di Sardegna tornò alla sua legittima dinastia e re Carlo Felice decise di ridecorare il suo teatro in stile neoclassico. Poi ci furono l'epopea risorgimentale e il trasferimento della capitale da Torino a Firenze e quindi a Roma, il Teatro venne ceduto dai Savoia alla Città di Torino. Un'ultima ristrutturazione portò la capienza a 2400 spettatori e alla reazione di tre ordini di gallerie: il prestigio del teatro torinese era al culmine, all'inizio del Novecento il Regio era una delle roccaforti italiane di Wagner, nell'ultimo decennio dell'Ottocento fu sede di due prime assolute pucciniane, la Manon Lescaut e La Bohème. Nel 1936 il devastante incendio che ne causò la chiusura, colpendo al cuore la cultura torinese: il Teatro Regio era stato per quasi due secoli uno dei principali punti di riferimento culturali cittadini.
La Seconda Guerra Mondiale e numerosi intoppi hanno tardato la ricostruzione fino agli anni '60. Il nuovo Teatro Regio è stato disegnato da Carlo Mollino, il più geniale degli architetti contemporanei torinesi, ed è stato inaugurato nel 1968. Il nuovo teatro ha poco in comune con quello voluto da Vittorio Amedeo II. Mollino ha infatti mescolato sapientemente le proprie ossessioni per le linee curve, le invenzioni dell'architettura contemporanea e i richiami alla storia torinese. Se la facciata su piazza Castello, che l'incendio del 1936 non aveva toccato, continua ad essere uniforme alla rigida architettura barocca, nella parte posteriore Mollino ha scatenato la propria fantasia.
Sulla via Verdi e sulla piazzetta dell'Archivio di Stato, che oggi è intitolata all'architetto del Regio, le pareti esterne sono decorate con laterizi e bugnature a forma di stella che richiamano esplicitamente Palazzo Carignano. Le ampie vetrate della parte superiore della strutture creano giochi di rifrazione con le architetture preesistenti e singolari e continui rimandi tra presente e passato del teatro.
All'interno il teatro è il trionfo della visione curvilinea di Mollino. La sala ha forma di conchiglia, può ospitare 1660 spettatori, 200 dei quali trovano posto nei 31 palchetti pensili,disposti su un solo ordine; l'illuminazione è garantita da un originale lampadario composto da più di 3600 steli riflettenti e dalle coppie di globi disposti sui palchi. Il palcoscenico è uno dei più grandi d'Europa, secondo solo a quello dell'Opéra-Bastilled i Parigi. Il golfo mistico, spazio riservato all'orchiestra, poggia su un piano mobile, che può scendere fino a tre metri sotto il livello del piano di scena. Le strutture tecniche, che permettono cambi di scena e di luci, sono notevoli: sei ponti mobili possono alzarsi e abbassarsi, creando infiniti tipi di scenografia; una torre di scena alta 32 metri contiene un gran numero di macchinari, fondali, quinte e luci.
Il foyer è decisamente originale: è un grande spazio aperto distribuito su quattro livelli, senza corridoi o divisioni di piani, con giochi di scale e di prospettive. Ospita, oltre a due bar e a un ampio guardaroba, anche due saloni per conferenze, il Foyer del Toro e la Sala del Caminetto, così chiamata per la presenza di un caminetto un tempo collocato nel Palco Reale dell'antico Teatro Regio.
Il colore dominante di tutto il teatro è il rosso, colore tipico dei teatri italiani, qui utilizzato forse per rassicurare lo spettatore colpito da tanta originalità e tante novità.
Inaugurato nel 1973, con I vespri siciliani di Giuseppe Verdi, per la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano, il Teatro è tornato ad essere uno dei principali enti della cultura torinese. Nella sua stagione figurano gli allestimenti di Spettacoli d'Opera e di Balletto (una decina i titoli per ognuna delle due stagioni) e la presenza di alcune delle più prestigiose compagnie internazionali: il Royal Balet di Londra, il Bejart Ballet di Losanna, la Compagnia di Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca, il White Oak Dance Project di Mikhail Barishnikov. Tra le voci che si sono esibite nel Teatro di Mollino, quelle di Luciano Pavarotti, Renata Tebaldi, Mirella Freni e Placido Domingo.
Il Teatro Regio può essere visitato, con itinerari guidati, dal martedì al sabato alle ore 15 (il sabato anche alle 11), tranne nei giorni festivi e nei giorni di spettacolo pomeridiano. Info pre le prenotazioni, nel sito web del Teatro Regio.

Nessun commento:

Posta un commento