domenica 28 ottobre 2012

L'isola della Bertolla, il regno degli aironi

Chiudete gli occhi e immaginate un'isola silenziosa, immersa in un paesaggio collinare verdeggiante e toccata dalle acque tranquille di un fiume. Ora muovetevi in quest'isola e scoprite i suoi alti pioppi, i suoi salici e i suoi ontani e, sulle rive, le canne che giocano con la corrente maliziosa del fiume. Il silenzio ovattato è rotto dai suoni di una natura insolita e sconosciuta per noi cittadini di metropoli stressate: anatre di tutti i tipi, cormorani, aironi, trampolieri, germani reali, gabbiani, svassi... quasi 150 specie di uccelli che animano l'isola e il fiume che la circonda. Un sogno di altri tempi? un'immagine di qualche sperduto Sud mediterraneo? Naturalmente no, siamo sull'isola di Bertolla, alla confluenza del Po e della Stura di Lanzo, tra Borgata Sassi e borgata San Mauro, all'estrema periferia nord di Torino, su un lembo di terra rimasto isolato dal canale dell'AEM.
Qui il Po, ostacolato dalla diga del Pascolo, costruita alla confluenza con la Stura, crea un bacino piuttosto profondo, diventato col tempo meta di numerosi animali. L'isola della Bertolla è oggi uno dei più singolari ecosistemi presenti in una città europea, complice anche, bisogna ammetterlo, la progressiva scomparsa dell'attività umana. Per proteggere quest'area, di grande interesse faunistico e paesaggistico, è stato istituito il Parco del Meisino: oltre 550mila metri quadrati di verde alla destra del Po che, secondo i progetti, dovrebbero arricchirsi di piste ciclabili che uniranno Torino a Verrua Savoia senza mai abbandonare il grande fiume.
Signore del Meisino è l'airone cenerino, che ne è anche il simbolo: quella presente sull'isola è l'unica colonia urbana di aironi cenerini presente in Italia, seconda in Europa per numero di esemplari solo a quella di Amsterdam. I nidi della colonia, circa un'ottantina, sono ben visibili anche dal piazzale di Borgata Rosa e sono stati costruiti sui pioppi impiantati anni fa per produrre legname per stabilimenti ora scomparsi. Prima di diventare un'incredibile oasi di fauna e flora, l'isola e l'area adiacente sono state infatti zona di filande, di industrie e di edilizia abusiva, di orti disordinati e di scampagnate, di lavandaie e di traghettatori: un mondo vivace che è stato travolto dal progresso e dai ritmi cittadini e che ha lasciato progressivamente spazio agli aironi cenerini e a tutte le specie che sono la gioia dei bird-watchers, attivi su queste sponde in ogni stagione dell'anno.
L'isola della Bertolla permette infatti di osservare, oltre agli aironi cenerini, presenti anche d'inverno e signori litigiosi dei pioppi nel periodo riproduttivo, specie di uccelli fino a qualche anno fa piuttosto rare in Piemonte. E' il caso dei cormorani, appartenenti alla famiglia dei pellicani, che in alcuni periodi dell'anno sfiorano il migliaio di esemplari o dei trampolieri, dagli aironi alle nitticore. Sono inoltre presenti rapaci diurni e notturni; le canne delle sponde sono il regno degli eleganti svassi. Numerosissime specie di anatra sono attirate dalla ricchezza delle acque. Il Meisino è anche meta di passaggio per il nibbio bruno, che arriva qui in primavera e parte per l'Africa ai primi segni dell'autunno, in settembre.

Nessun commento:

Posta un commento