martedì 19 febbraio 2013

Là, dove c'era Mirafiori sarà tutta campagna

Con la riduzione delle attività degli impianti di Mirafiori, a causa della crisi economica e delle nuove strategie della Fiat, bisogna iniziare a chiedersi cosa fare di questi storici impianti, all'estrema periferia meridionale, dove la grande città inizia a vedere il posto alla campagna. Parte di Mirafiori, su corso Orbassano, è stata ceduta ad attività commerciali;si parla di un interesse di Ikea, ancora decisa a impiantare a Torino il suo store più grande d'Italia, nonostante i vari stop avuti negli ultimi anni, per l'area della Fiat intorno a via la Manta; rimane da pensare l'area tra via Anselmetti e strada del Drosso.
E a un bel concorso di idee ha pensato il Centro di Ricerca e Documentazione in Tecnologia Architettura e Città nei Paesi in Via di Sviluppo del Politecnico di Torino. Lo ha intitolato Tur(i)ntogreen, perché fosse chiaro che il rapporto con la sostenibilità e con l'ambiente fosse indiscutibile e indispensabile. Hanno partecipato 398 studenti di ben 24 Paesi,che hanno presentato ben 109 progetti. "Abbiamo chiesto agli studenti di concentrarsi su Mirafiori Sud,che dagli anni 60 è simbolo dei cambiamenti passati e futuri. La crisi economica ha accelerato la trasformazione degli spazi urbani" spiega FrancescaDe Filippi, che dirige il Centro di Ricerca del Politecnico.
Hanno vinto tre studenti dell'Università La Sapienza di Roma, che hanno proposto un piano in tre tappe, di una decina d'anni l'uno. Si inizia nell'ipotetico anno zero, con il risanamento dell'area, affidato a sistemi naturali: dopo l'eliminazione dell'asfalto si procede all'impianto di alberi, in grado di risanare le terre occupate per anni dagli impianti industriali e gestiti in vista della produzione del legno; allo stesso tempo vengono abbattuti i vecchi capannoni della Fiat e il materiale riciclato viene rivenduto. Dieci anni dopo inizia la seconda fase di recupero dell'area: il programma di riforestazione procede nelle aree mano amano ripulite, mentre al posto dei vecchi capannoni abbattuti vengono realizzate le abitazioni temporanee degli studenti di Agraria che seguono il programma, con tanto di spazi in comune per la condivisione di esperienze; viene anche realizzata una piazza che segna il primo legame esterno di Mirafiori, con il quartiere che lo circonda. Siamo arrivati alla terza fase: sono passati vent'anni dall'inizio del progetto e la riforestazione dà i suoi primi frutti, con la gestione del legno, da usare come materiale edilizio o come combustibile, e con la sostituzione degli alberi abbattuti; vengono realizzati anche un sentiero educativo per apprendere su terra, agricoltura e ambiente, un mercato della terra, in sostegno di un'economia di prossimità e un villaggio ecocompatibile, magari costruito dai suoi stessi abitanti, dotato di orti realizzati in verticale, secondo le ultime tendenze dell'architettura.
Là dove c'era la fabbrica adesso è tutta campagna, si potrebbe dire. E la tendenza è confermata dalla professoressa De Filippi: "Le città devono riconvertire aree dismesse e trovare nuovi tipi di produzione. Allo stesso tempo, si sta affermando un'agricoltura su piccola e media scala". E questo doppio fenomeno potrebbe trovare casa, a Torino, nel più simbolico dei luoghi della città operaia,ancora una volta all'avanguardia d'Italia.
Il progetto vincitore del concorso, come tutti gli altri che hanno partecipato,verrà messo a disposizione di Torino, "penso possa essere un bel contributo per ripensare l'area di Mirafiori" ha commentato il Rettore del Politecnico Marco Gilli.
Le foto dell'area, da Google Earth e Street View.







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