sabato 16 marzo 2013

Il Re e l'Architetto, l'appassionante nascita di una capitale, all'Archivio di Stato di Torino

Il Seicento e il Settecento sono due dei secoli più appassionanti della storia di Torino, sono quelli della trasformazione della piccola città ancora chiusa nelle mure romane in capitale del Ducato dei Savoia. E' la Torino del XVII e XVIII secolo, che si amplia prima verso Sud e poi verso il Po, a Est, e che cerca nelle sue nuove piazze, l'odierna piazza San Carlo verso sud e l'odierna piazza Carlina verso est, nuovi poli d'attrazione e nuovi simboli del potere del sovrano. E diventa, attraverso ampliamenti e nuove concezioni urbanistiche, uno dei più importanti esempi europei dell'uso dell'architettura a gloria del potere assolutista.
A raccontare le trasformazioni della città, c'è, fino al 2 giugno 2013, una bella mostra, bella sin dal titolo, Il Re e l'Architetto, Viaggio in una città perduta e ritrovata. L'ha organizzata l'Archivio di Stato, nella sua sede di piazza Castello, e mostra numerose carte originali, con i progetti dei più importanti edifici dell'epoca, alcuni realizzati e altre no, che hanno creato l'immagine della capitale sabauda. Un'immagine che l'Archivio di Stato vuole far conoscere come se fosse davvero un viaggio attraverso il Settecento torinese e, dunque, dalla Porta Susina, da cui i viaggiatori del Grand Tour in Italia, di moda nel XVIII secolo tra gli aristocratici del Nord Europa, entravano in città. Poi, già dentro Torino, i documenti originali mostrano i progetti per la realizzazione del Palazzo Comunale, con un bel modello ligneo della Torre Civica, distrutta dalle truppe napoleoniche, della facciata juvarriana di Palazzo Madama e di quella, non realizzata, verso via Po, del Teatro Regio di Castellamonte e del Palazzo Reale. E' un bel viaggio alle origini del centro monumentale di Torino, con la città romana ancora protagonista, grazie al suo tracciato ortogonale, capace di imporsi anche negli ampliamenti: in mostra il progetto originario di piazza Carlina, concepita come una piazza di stile parigino, chiusa e ottagonale, per esaltare, al centro, una statua del sovrano, un progetto abbandonato per ragioni pratiche, perché, al di là dei disegni assolutisti della dinastia sabauda, nessuno era interessato a investire in isolati di forma irregolare a causa della piazza ottagonale.
L'importanza della Torino romana, nella creazione della capitale barocca, è esaltata anche da un bel video, che, attraverso la realtà virtuale, ricrea i 72 isolati di Augusta Taurinorum, il suo Forum, il suo Teatro, ancora visibile tra il Palazzo Reale e le Porte Palatine, e, addirittura, nei pressi dell'attuale Scuola di Applicazione d'Arma, l'anfiteatro in cui i gladiatori si sfidavano. C'è anche un bel plastico che ricostruisce quella città romana a cui anche la città del XXI secolo deve ancora buona parte del suo tracciato e delle sue idiosincrasie.
Sono numerosi i plastici che aiutano a dare immagine ai progetti che i preziosi documenti dell'Archivio di Stato mostrano; tra tutti sono da segnalare quello grandioso della Cavallerizza Reale, realizzato poi solo in parte, a poca distanza dall'Archivio di Stato, e quello della Palazzina di Caccia di Stupinigi, una delle più belle residenze reali del barocco europeo (provate ad arrivarci in una giornata limpida, da Corso Unione Sovietica, con le Alpi che si stagliano dietro al grande cervo che sormonta il tetto e a rimanere indifferenti alle sue curve barocche e alla sua eleganza regale). Si arriva in questa stanza che ospita il plastico della Palazzina, con le sue scuderie che accompagnano verso la 'sorpresa' dell'edificio juvarriano, si vedono la grandiosità del parco e delle curve dell'intero complesso, nella concezione settecentesca del potere e dell'architettura e si rimane senza fiato. Stupinigi è bella anche in un plastico.

Il Re e l'Architetto, Viaggio in una città perduta e ritrovata
Archivio di Stato - piazza Castello 209 (piazzetta Mollino)
8 marzo – 30 aprile 2013 (prorogata fino al 2 giugno!)
Ingresso: libero
Orario: mar-ven 10-18; sab-dom 15-19
Info: tel 011 540382; archiviodistatotorino.beniculturali.it

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