lunedì 22 luglio 2013

Ortiloquiando scopre gli orti urbani, la vera rivoluzione del XXI secolo. Anche a Torino

Ortiloquiando: dell’orto e delle sue declinazioni è un delizioso documentario che racconta un fenomeno quasi invisibile, ma in grande espansione: l'orto urbano. Cortili, balconi, tetti sono diventati luoghi ideali per riprendere il contatto con la natura e con il desiderio ancestrale di produrre quello che si mangia, non del tutto battuto dalla cultura consumistica; architetti, mamme, agronomi, professori, raccontano a Ortiloquiando la loro esperienza di contadini del tempo libero, le fatiche e l'impegno, la passione e la scoperta, anche di se stessi, che un orto comporta. Sono le loro parole a raccontare gli orti urbani e ad appassionare lo spettatore.

Il documentario è stato realizzato e autoprodotto da Dario Cicchero, autore e intervistatore della rubrica oltre il giardino e regista dei video di Torino Medica, creatore con i soci dell'associazione di cui fa parte, ColoriQuadri, del Muuh Film Festival, un vero e proprio 'manovale dell'immagine', come ama definirsi, vista la sua eclettica esperienza professionale (una mostra dei suoi video potete vederla tra i preferiti del suo canale, su youtube).

"A Berlino sono più di 70.000, in Canada è pratica diffusa, in Italia l'orto urbano è un fenomeno in grande espansione che "interessa" circa 4.500.000 persone" scrive nel blog di Ortiloquiando. Ed è un fenomeno che anche a lui era sconosciuto, fino a quando non ha deciso di indagarlo, grazie alle insistenze dell'amica Alessia D'Aleo, diventata entusiasta sostenitrice degli orti urbani a Roma (è una delle protagoniste del documentario). "Non solo non sapevo niente, ma non ero interessato. Poi ho iniziato a lavorarci su e ho contattato lo studio torinese di architettura Studio999, che ha vinto un premio di Best practice di Legambiente per il suo orto sul tetto, a San Salvario, un riconoscimento importantissimo, che in genere viene assegnato solo a grandi progetti; lo studio mi ha segnalato l'ASL TO2, così il dottor Luca Pinciaroli dell'ASL TO2 ha spiegato come l'orto realizzato nel loro cortile sia utile per le terapie dei pazienti e l'infermiere Pietro Sanfilippo ha raccontato come quest'orto sia nato e come sia diventato punto di contatto anche con i cittadini che vivono nel quartiere. Ho scritto a Luca Mercalli, che non solo è stato disponibilissimo, ma mi ha anche segnalato Stella Lin Hung, che ha orto e galline sul tetto dell'azienda di famiglia e si dichiara aspirante agronoma. E' stato tutto molto casuale, da contatto è nato contatto" racconta Dario Cicchero.

In Ortiloquiando si parla di orti da un punto di vista pratico: per realizzarli sui tetti bisogna considerare il peso della terra, se si realizza in un cortile bisogna considerare le conseguenze dell'umidità e del peso sulle pareti di appoggio, se si realizza su un balcone bisogna considerare il tipo di ortaggi che si possono piantare in spazi limitati. Se ne parla anche da un punto di vista filosofico: tutti gli intervistati insistono sul nuovo rapporto che si instaura non solo con la natura, ma anche con se stessi, riprendendo in mano il ciclo della vita e delle stagioni, con i frutti della terra mangiati solo nel periodo in cui sono prodotti.

Che impressione rimane, alla fine di un lavoro così prezioso come questo documentario? Cos'è l'orto, alla fine? "Penso che l'orto sia come una specie di bar. Esprime un bisogno sociale, la necessità di socializzare. Sia nelle esperienze degli orti condominiali che di cortile, si uniscono esperienze, si portano consigli, si chiacchiera, ci si incontra, ci si conosce, come se fosse un bar" dice Dario.

Nel documentario definisci l'orto urbano come la vera rivoluzione del XXI secolo: perché? "E' rivoluzionario perché si torna a fare una cosa che si ripete da migliaia di anni, ma con conoscenze e strumenti scientifici moderni, come spiega anche Luca Mercalli nei suoi interventi. E' rivoluzionario perché fa riscoprire la socializzazione, le esperienze comuni. E' rivoluzionario perché riporta ai cicli delle stagioni, che avevamo perduto, per cui si riscopre che i pomodori si mangiano d'estate e non tutto l'anno. Riporta alla natura, alla riflessione, ai ritmi lenti. La cosa bella del mio mestiere è che mi mette spesso a contatto con realtà lontane dalla mia, che mi incuriosiscono e che finiscono con lasciarmi qualcosa che mi arricchisce. In questo caso trovo molto interessante l'orto come metodo didattico: fa scoprire la natura, i suoi equilibri delicati, gli insetti che aiutano le piante e quelli che bisogna tenere lontani, il rapporto tra la scienza e i cicli naturali, i prodotti della terra, che non è normale trovare sempre al supermercato, perché hanno cicli precisi, che seguono il ritmo delle stagioni".

Hai pubblicato Ortiloquiando nel web, in modo che possa essere visto da tutti. Avendolo realizzato e prodotto da solo, qual è il vantaggio economico di questa scelta? "Non c'è alcun vantaggio economico. Ma ho le idee chiare: questo è il primo documentario che ho girato e realizzato da me, secondo i miei gusti; dice esattamente quello che volevo dire ed è difficile che possa partecipare a Festival: il Torino Film Festival, ad esempio, accetta solo produzioni che non siano mai state viste altrove, il che non mi piace perché riduce la possibilità di divulgare produzioni valide e costringe a 'produrre' in funzione di un festival; le televisioni difficilmente lo manderebbero in onda senza interruzioni pubblicitarie, che io non voglio, così ho deciso di metterlo a disposizione nel web. Senza tagli, senza interruzioni. Anzi, se qualcuno volesse approfondire l'argomento, nel blog che ho creato per il documentario, ci sono le interviste integrali ai partecipanti, perché la cosa bella di questo mestiere è ascoltare le persone e incuriosirsi ai loro racconti, la cosa brutta è dover tagliare le loro parole per stare nei tempi di un documentario".

Ortiloquiando: dell'orto e delle sue declinazioni dura poco più di un'ora e offre un viaggio inaspettato e affascinante sui tetti e nei cortili delle nostre città; alla fine, dopo aver ascoltato persone così entusiaste e così determinate nel realizzare l'idea di un orto cittadino, viene voglia di realizzarlo, un orto, magari anche sul proprio balcone. Da youtube

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