mercoledì 19 febbraio 2014

La Barriera di Milano che verrà, nei bambini della mostra fotografica alla Biblioteca Primo Levi

Gli anni dell'infanzia e quella stessa scuola, la Gabelli, fanno sì che ci sia un particolare affetto nel segnalare questa piccola mostra fotografica, in corso nella Biblioteca Primo Levi di via Leoncavallo 17, fino a sabato 22 febbraio 2014.
E' una mostra che racconta i bambini della Barriera di Milano, per dare loro "visibilità come cittadini del proprio quartiere e, attraverso i loro occhi, raccontare come vedono la vita, le relazioni con gli adulti e la loro ricerca delle novità in quella quotidianità che i grandi danno per scontata". I loro volti, in bianco e nero, sono stati fotografati da una delle loro maestre, Sabrina Pantano, insegnante precaria, che ha voluto parlare di un quartiere diverso, multietnico e torinesissimo, allo stesso tempo, lontano dagli stereotipi che accompagnano sempre le periferie delle grandi città. "Con il bianco e nero li ho fatti uscire dal buio" spiega.
L'anima di Barriera: i bambini è il titolo della mostra, ma è anche, evidentemente, una filosofia e una visione di vita. I bambini fotografati sono spesso stranieri, molte volte addirittura di altri continenti e vivono con realismo la loro doppia identità. A volte vivono situazioni familiari precarie, troppo spesso è la scuola che fa vivere loro 'prime volte' sorprendenti, come un film visto al cinema o una gita fuori porta.
Ma sono gli stessi bambini che animano il quartiere, riconoscendone pregi e difetti e sentendolo proprio. Raccontano una Torino che davvero non si ferma mai, che sta cambiando vorticosamente sotto i nostri occhi, che sarà amata appassionatamente in altri modi, tutti da scoprire e tutti da imparare. Una Torino che, ancora una volta, non rinuncia all'incontro con lo straniero e si scopre accogliente e, tutto sommato, materna. Viene in mente una scena di Questo nostro amore, fiction andata in onda qualche tempo fa sulla RAI, che aveva Torino come protagonista, oltre a Anna Valle e Neri Marcorè: uno dei personaggi, operaio siciliano emigrato per dare un futuro alla propria famiglia, arriva sotto la statua di Emanuele Filiberto, in piazza San Carlo, per dire a Torino cosa pensa davvero di lei. Riflette e poi, facendo i conti tra rabbia, amarezze, futuro, soddisfazioni e affetti, ammette: "Io a questa città devo tutto".
Gli orari della Biblioteca Primo Levi sono: lunedì 15.00-19.30; martedì - venerdì 8.15-19.30; sabato 10.30-18.00
Alla mostra, Maria Teresa Martinengo ha dedicato un articolo delicato su lastampa.it e vi invito davvero a leggerlo. Ancora su lastampa.it, una bella galleria fotografica su Barriera di Milano e i bambini della mostra.


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