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lunedì 17 febbraio 2014

Vivo al Venti: restauro e social housing, a Porta Palazzo

Si chiama Vivo al Venti ed è uno dei progetti più interessanti messi in cantiere recentemente da Torino, perché risponde a due delle esigenze più importanti delle città contemporanee. Il restauro di preziosi edifici del passato e l'urgenza di dare una casa a chi lavora, ma ha difficoltà a reperire un'abitazione in affitto sul libero mercato. Il social housing nel cuore del patrimonio storico e architettonico di una città, insomma.
In questo caso siamo a Porta Palazzo, all'angolo con via Milano. Qui, nell'ambito della rettificazione della Contrada di Porta Palazzo, attuale via Milano, all'inizio del XVIII secolo, si decise di costruire un ingresso monumentale alla città, per i viaggiatori provenienti dal nord. Il progetto fu affidato a Filippo Juvarra, architetto di fiducia di re Vittorio Amedeo II, che costruì due edifici di aspetto aulico, destinati agli affitti e affacciati sulla piazza d'armi d'ingresso alla città, disegnata dallo stesso architetto siciliano. Se si guarda l'ingresso di via Milano, avendo alle spalle corso Giulio Cesare, il palazzo sulla destra apparteneva alla città, quello sulla sinistra all'Ordine Mauriziano. Nel corso dei secoli i due edifici hanno subito vari rimaneggiamenti, per adattarli ai cambiamenti e alle nuove esigenze, ma il loro aspetto architettonico non è sostanzialmente cambiato.
Ed è a questo punto che entra in gioco Vivo al Venti, il cui compito è restaurare l'edificio juvarriano un tempo appartenente all'Ordine Mauriziano. L'ingresso è in via Milano 20 (di qui il nome del progetto) e lo scopo del restauro è non solo restituire alla città un piccolo gioiello architettonico, ma anche riportare l'edificio alla sua antica destinazione. Solo che, questa volta, si tratterà di affitti per quelle famiglie dotate sì di reddito, ma insufficiente per trovare casa sul libero mercato. E' il social housing applicato al patrimonio esistente, l'alternativa che l'edilizia chiede a gran voce, vista la paralisi del settore, e che gli operatori sociali apprezzano e approvano, vista la crisi che travolge molte economie familiari.
"L'edificio a sei piani fuori terra conserva i caratteri costruttivi e tipologici originali con strutture portanti verticali in muratura piena, tetti a falde e manto di copertura in coppi. Le fronti ornate da pregevoli modellati sono finite in intonaco liscio e tinteggiate in bicromia di toni grigi per il fondo, e ocra per l'apparato decorativo composto da lesene di ordine gigante, fasce marcapiano e fregi con triglifi e medaglioni di varia fattura. Le finestre e le portefinestre hanno apertura rettangolare e sono sormontate da timpani triangolari e rettilinei; i balconi sono realizzati con lastre di pietra e ringhiere in ferro battuto" si legge nella descrizione che vivoalventi.it, il bel sito web del progetto, fa dell'edificio.
Gli attuali appartamenti conservano ancora soffitti a cassettoni, mosaici e affreschi. E il progetto prevede di salvaguardare ognuno di essi e restituirgli lo splendore perduto. "Il piano nobile (terzo fuori terra) presenta decorazioni parietali originali di pregevole fattura, che verranno in gran parte recuperate e accuratamente restaurate da personale specializzato secondo un progetto di intervento concordato con gli enti di tutela" spiega ancora il sito web di Vivo al Venti "I soffitti a cassettoni esistenti saranno recuperati attraverso un'accurata attività di restauro, in particolare quelli del piano nobile saranno oggetto anch'essi di restauro delle decorazioni pittoriche laddove esistenti e recuperabili secondo il sopra citato progetto di restauro. Particolare attenzione è stata posta in merito alla scelta delle finiture e dei materiali. L'immobile sarà servito da due ascensori"
Saranno ricavati 46 appartamenti di varie dimensioni, monolocali, bilocali, trilocali e persino quadrilocali, da destinare al 70% all'affitto, a prezzi calmierati, e al rimanente 30% alla vendita, sul libero mercato. Sul sito web di Vivo al Venti ci sono le piantine delle varie tipologie, con interessanti ipotesi d'arredamento (gli appartamenti saranno affittati vuoti). Oltre agli appartamenti, l'edificio ristrutturato offrirà spazi comuni, in cui i residenti potranno organizzare attività condivise, e, al piano terra, spazi per il commercio e per le attività produttive.
E, visto il valore storico dell'edificio e la zona in cui si trova, a fare da cerniera tra il centro storico cittadino e i quartieri settentrionali, davanti allo storico mercato di Porta Palazzo, si tratta anche del più significativo dei progetti di social housing che si stanno realizzando a Torino.
E' un progetto innovativo anche per il finanziamento, affidato al Fondo Abitare Sostenibile Piemonte,
un fondo immobiliare etico nel quale confluiscono risorse provenienti da Cassa Depositi e Prestiti Investimenti SGR e dal patrimonio di diverse fondazioni bancarie piemontesi
Tutte le info, anche per chi è interessato ad abitare in questo nuovo edificio restaurato, sul sito web vivoalventi.it, che è di uso molto intuitivo, è dotato di numerosissime foto.