Eventi    Luoghi   Made in TO   Progetti   Storie   In viaggio               Chi sono  Contatti

mercoledì 2 aprile 2014

Chapeau Madame!: a Palazzo Madama i torinesi riscoprono cappellini ed eleganza

L'ambiente è sobrio e raccolto, illuminato appena. Nella Sala dei Tessuti, al secondo piano di Palazzo Madama, il protagonismo è lasciato ai cappelli, per decenni accessorio indispensabile dell'eleganza sabauda. Sono ancora tante le signore che ricordano come, in gioventù, non andavano a passeggio in via Roma se non erano dotate di cappellino e di guanti.
A quest'eleganza fuggita via, con la globalizzazione e l'affermazione dell'urban look di gusto internazionale, è dedicata Chapeau Madame! - Cappelli di signore torinesi 1920-1970, la bella mostra che espone i cappellini e le acconciature delle signore torinesi, appartenenti alla collezione del Liceo Artistico Musicale Passoni di Torino. Nelle vetrine, davanti ai grandi specchi, e negli espositori centrali, si trovano cloche, cappellini con piume o con veletta, a tesa larga e di paglia, di colori neutri e accesi. In alcuni casi, insieme ai cappellini, sono proposti outfit completi di vestitino e di scarpe, rigorosamente con il tacco. Sembra di tornare indietro nel tempo, fino all'austerità della Seconda Guerra Mondiale o all'eleganza di un film con Audrey Hepburn. Ma, in ogni caso, a un'epoca in cui la femminilità non era omologata e l'eleganza era prioritaria. Si capisce anche perché le torinesi si distinguessero dalle altre donne italiane: ogni città sapeva esprimere un modo di essere, un'idiosincrasia, una mentalità. Ci sono cappellini ancora oggi deliziosi, che sanno di principesse e di Grace Kelly, e magari si sentivano un po' così le loro proprietarie, ma chissà se le ragazze torinesi di oggi avrebbero voglie di indossarli, nonostante Kate Middleton e Philip Treacy.
Da qualche settimana Palazzo Madama, come buona parte dei Musei torinesi, consente ai propri visitatori di scattare fotografie. Durante la visita si è notato un pubblico prevalentemente femminile (ma i pochi uomini presenti erano interessatissimi), di età varia (ma con una certa prevalenza di signore che hanno usato il cappellino e i guanti in gioventù) e in larga parte dotato di macchina fotografica. C'è come l'impressione che la possibilità di fotografare e di mantenere ricordi personali della mostra e del museo, faccia sì che si osservi ogni oggetto con maggiore attenzione, alla ricerca sì dell'angolo e della luce giusta, ma anche alla scoperta di una propria estetica e di una propria idea del bello. Una bella intuizione, questa libertà di foto lasciata dai Musei torinesi.
Nella prima meta del XX secolo, Torino è stata davvero capitale della moda e del gusto. Un grande cartellone, al centro della mostra, ricorda come "le sue sartorie, modisterie e calzolerie abbiano avuto un ruolo trainante nell'economia cittadine, fino agli anni Sessanta". Per questo Palazzo Madama lancia il progetto Un secolo di moda, con cui intende raccogliere notizie sui mestieri della moda torinese, creare un archivio e progettare nuove iniziative. Si può collaborare segnalando al Museo "abiti, cappelli, scarpe e accessori prodotti a Torino tra il 1860 e il 1960" e compilando una scheda distribuita nella Sala dei Tessuti.
Chapeau Madame! rimarrà aperta fino al 1° marzo 2015; il biglietto d'ingresso costa 10 euro (è il biglietto del Museo di Palazzo Madama), ridotto 9 euro, gratuito per gli under 18 e i possessori dell'Abbonamento Musei; gli orari d'apertura sono martedì-sabato 10-18; domenica 10-19, chiuso lunedì.



Nessun commento:

Posta un commento