venerdì 16 maggio 2014

I Preraffaelliti e l'utopia della bellezza, in mostra a Palazzo Chiablese, a Torino

Preraffaeliti. L'utopia della bellezza è uno dei grandi eventi culturali di questa Torino avviata verso l'estate. Fino al 13 luglio 2014 sono in mostra a Palazzo Chiablese, in piazzetta Reale, settanta opere della Confraternita dei Preraffaelliti, appartenenti alla Tate Gallery di Londra e di ritorno nel loro Museo dopo un tour mondiale, che ha in Torino l'ultima tappa.
La Confraternita dei Preraffaelliti nacque nell'Inghilterra vittoriana e si sviluppò nella seconda parte del XIX secolo; tra i suoi massimi esponenti, Dante Gabriel Rossetti, considerato il suo fondatore, William Hunt, John Everett Millais, William Morris, Edward Burne-Jones. Tra le caratteristiche più evidenti della sua pittura, l'interesse per la realtà, lo studio della natura, riprodotta con attenzione, il realismo della figura umana, i colori vividi, l'attento studio delle luci e delle ombre; l'obiettivo dei preraffaelliti era riportare la pittura all'epoca rinascimentale e addirittura prerinascimentale, al tempo precedente a Raffaello, quando c'era più attenzione per la rappresentazione reale delle figure e dei paesaggi e meno sforzo per una loro idealizzazione, così come imposto, secondo i Preraffaelliti, dal pittore urbinate.
La mostra torinese è divisa in sette sezioni: La storia, La religione, La società moderna, Il paesaggio, La poesia, La bellezza, Il simbolismo. In ognuna di esse sono esposti i più importanti capolavori, che permettono di approfondire i rapporti dei pittori preraffaelliti con letteratura, religione, paesaggio, capitalismo. La storia espone opere ispirate alla letteratura, in particolare a William Shakespeare e ai miti medievali. Ci sono la celeberrima Ophelia di John Everett Millais, in cui per la prima volta in mostra si vede il volto di Elizabeth Siddal, una delle muse del movimento, il Claudio e Isabella di William Holman Hunt, La belle Iseult di William Morris; sono tutti quadri che colpiscono per i loro colori e le loro atmosfere e in cui, però, ogni dettaglio è simbolo di stati d'animo, eventi, storie. Bisogna essere dotati di cultura e conoscenza, per poter apprezzare davvero a fondo un quadro di un Preraffaellita, proprio per il forte simbolismo, e meno male che viene in soccorso l'audioguida fornita in biglietteria e compresa nel prezzo del biglietto.
La stessa cura dei dettagli si trova anche nella sezione successiva, tutta dedicata alla religione, in cui si trovano gli iper-realisti Gesù lava i piedi di Pietro di Ford Madox Brown e Gesù nella casa dei genitori di John Everett Millais; per dare un'idea dello sforzo dei pittori nella descrizione della realtà: per dipingere San Giuseppe, Everett Millais ritrasse un vero falegname a cui diede il volto suo padre. Nella stessa sala, il luminoso Ecce ancilla Domini, primo incontro con Dante Gabriel Rossetti nella mostra e uno dei quadri più famosi del movimento, con una Madonna fanciulla e smarrita davanti all'Annuncio portatole dall'arcangelo Gabriele.
La vita moderna è una sorta di critica alle disuguaglianze prodotte dal capitalismo, una sorta di rimpianto delle epoche passate, in particolare del Medio Evo, che fu epoca rifugio anche del movimento romantico. Si pensa al romanticismo anche nella sala dedicata al paesaggio, in cui si prediligono le visioni selvagge e quasi mai pacate della campagna e delle scogliere inglesi, sempre con un'attenzione ossessiva per il dettaglio, per la realtà, per la rappresentazione il più possibile naturale di boschi, cottage, campagne, mare. La parte finale della mostra è il trionfo di Dante Gabriel Rossetti e della sua musa, Elizabeth Siddal, che fu sua moglie e che fu malinconica presenza nella sua vita anche dopo la sua morte prematura; eroina ottocentesca quasi letteraria, consumata dalla depressione, dalla malinconia e dal laudano, si suicidò poco più che 30enne, non senza aver prima conquistato l'immortalità nei quadri di Rossetti: per lui è stata Proserpina, L'amata (La sposa), Beata Beatrix, con una bellezza sempre sensuale e lontana, esaltata dai suoi magnifici capelli rossi e dalle labbra sempre carnose e vermiglie. Sono queste opere che avranno poi influenza nel Simbolismo e nell'estetica degli anni a venire. Un'influenza arrivata fino ai nostri anni, come mostra il bel video curato da Luca Beatrice, in cui si parla di quanto moda, costume, musica, cinema contemporanei debbano ai Preraffaelliti (non saltate il video, è molto istruttivo e offre sorprendenti spunti di riflessione).
A esaltare i colori e le atmosfere dei preraffaelliti anche l'allestimento, che punta sull'oscurità, esaltata dalle pareti scure, in modo da concentrare l'attenzione solo sui quadri illuminati.
Anche se appartiene al Polo Reale, Palazzo Chiablese ha una propria biglietteria; gli orari di apertura sono lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì e domenica 9.30-19.30, giovedì, venerdì, sabato 9.30-22.30. Il biglietto intero costa 13 euro, il ridotto 11 euro, gratuito per i possessori delle tessere di Abbonamento Musei, Torino Piemonte 2014, e Torino + Piemonte Card; c'è anche un Prezzo Speciale Famiglia, per 1 o 2 adulti più bambini, per cui gli adulti pagano 11 euro e i bambini 6,50 euro; nel prezzo del biglietto, come già detto, è compresa l'audioguida (prendetela, se volete apprezzare davvero la mostra e la ricca simbologia dei quadri!). In tutto il percorso espositivo, compreso il bookshop, è vietato fare fotografie: una peccato, adesso che molti Musei torinesi stanno offrendo questa possibilità (anche per promuoversi sulle reti sociali).
Tutte le info nel sito www.mostrapreraffaelliti.it.




Nessun commento:

Posta un commento