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giovedì 12 giugno 2014

Le lunette coloratissime di Mauro Chessa, nella Galleria Umberto I, a Torino

Torino ha tre storiche gallerie commerciali: la Galleria Subalpina, che collega piazza Castello con piazza Carlo Alberto, la Galleria San Federico, che si affaccia su via Roma, via Santa Teresa e via Bertola, e la Galleria Re Umberto I, a Porta Palazzo. Di queste tre, l'ultima è la più antica ed è stata a lungo la galleria commerciale più grande della città.

La Galleria Re Umberto appartiene al Palazzo dei Cavalieri, un edificio dalla storia piuttosto intensa, costruito nell'isolato Santa Croce, tra piazza della Repubblica e via Milano, e appartenente all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Dal XVI al XIX secolo, l'edificio ha ospitato l'Ospedale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, il primo ospedale cittadino. Tra le numerose trasformazioni che ha subito, c'è quella realizzata durante il raddrizzamento di via Milano, in epoca juvarriana, con l'introduzione di una grande crociera, formata dai suoi corridoi.

Quando poi, nel XIX secolo, ormai inadeguato alle esigenze di Torino, l'ospedale venne chiuso e trasferito in una nuova sede (adesso l'Ospedale Mauriziano è in corso Turati), sulla grande crociera delle sue corsie, venne realizzata una galleria commerciale. A forma di T, su progetto di Lorenzo Rivetti, ha il braccio lungo che si apre su piazza della Repubblica e via della Basilica, mentre, al termine di quello perpendicolare, si trova la più antica Farmacia cittadina, la Farmacia Mauriziana, aperta dal 1575. L'illuminazione viene garantita dall'alto da una bella copertura in vetro e ferro; l'architettura interna, tutta giocata sui colori chiari, ha decorazioni eclettiche, con il ritmo stabilito dalle aperture dei negozi e dalle finestre superiori e accompagnato dai piccoli lampioni, che rendono l'atmosfera gentile ed elegante. Nella Galleria si trovano negozi di vario genere, con ristorante e caffè.

Lo sguardo del passante viene attirato anche dalle lunette nella crociera di intersezione tra i bracci della T. Coloratissime e con figure stilizzate, catturano l'attenzione per il contrasto evidente con i colori chiari delle pareti. Sono state aggiunte tra il 2006 e il 2007 nell'ambito di The Gate, un progetto di recupero di Porta Palazzo. Le ha realizzate il pittore torinese Mauro Chessa, che ha voluto ispirarsi a persone e luoghi intorno alla Galleria, ovvero ai Mercati e ai Negozi. Il suo obiettivo, ha spiegato l'artista a suo tempo, è stato quello di creare, "in assoluta libertà d'espressione, un'opera che risultasse innovativa e, soprattutto, in contrasto con l'architettura tradizionalmente ottocentesca del luogo in cui sarebbe stata collocata". La soluzione adeguata, dunque, è stata quella di raccontare cosa succede quando c'è un negozio in una strada, con la gente che passa davanti e guarda le vetrine.

L'ispirazione, però, ha spiegato ancora Chessa, è arrivata addirittura da Gene Kelly che balla sotto la pioggia. Vista l'altezza in cui sarebbero state poste le lunette, l'osservatore in basso avrebbe visto le figure disegnate come schiacciate, perciò Chessa si è immaginato che "se la realtà che fingevo era un gioco della fantasia, tanto valeva fare un passo più avanti e sovrapporre le figure alle vetrine come per caso, senza legami con la forza di gravità e, perciò, le ho circondate con un rettangolo, come si fosse trattato di figurine da appiccicare". La sorpresa finale è stata così scoprire che i suoi personaggi "sembravano ballare, con la gioiosa leggerezza e la stessa irrealtà pop di Gene Kelly con l'ombrello, sotto la pioggia".

Magari la citazione cinematografica sfugge, a chi passa per la Galleria Umberto I, ma la gioiosa leggerezza delle figure che sembrano ballare è tutta visibile e trasmette la stessa spensieratezza.

 



2 commenti:

  1. Passo spesso nella Galleria, ma non conoscevo la storia delle lunette. Grazie.

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  2. Prego! :) Sempre bello scoprire cose nuove sui posti in cui si passa tutti i giorni, no? ;)

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