lunedì 28 luglio 2014

La Biblioteca Civica a Torino Esposizioni: il progetto di ristrutturazione dell'edificio

Si parla da tempo dello spostamento della Biblioteca Civica torinese dalla sua attuale sede di via della Cittadella 5, in pieno centro storico, a Torino Esposizioni, storico edificio costruito nel 1938 da Ettore Sottsass come Palazzo della Moda, trasformato nel 1948 da Pier Luigi Nervi e da tempo senza una funzione ben precisa, nonostante il fascino delle sue strutture. Il trasferimento della Biblioteca, che nei nuovi spazi farà riferimento "a modelli europei più evoluti", implica la trasformazione di Torino Esposizioni e dello stesso Parco del Valentino in un nuovo polo cultural-turistico-ludico. Nello storico edificio dovrebbero infatti arrivare anche varie attività didattiche del Politecnico di Torino e dovrebbe rimanere il Teatro Nuovo.

Nei giorni scorsi il Comune ha presentato il Masterplan, in cui spiega come questa sia "l'occasione per il ridisegno complessivo di un tassello urbano strategico per la città, soprattutto per la sua stretta relazione con l'asse fluviale"; si tratta di "un'occasione emblematica di come un singolo progetto possa, in una visione unitaria, assumere una valenza strategica a scala urbana, grazie alla sua capacità di integrare le risorse e le politiche territoriali e culturali della Città con quelle di formazione e ricerca dell'Università e del Politecnico".

Decentralizzare la Biblioteca, e renderla più lontana a chi abita nei quartieri settentrionali di Torino, così come far convergere migliaia di persone al giorno nel Parco del Valentino, senza un adeguato piano dei trasporti pubblici, non sembra una grande idea. Ma il progetto di ristrutturazione di Torino Esposizioni è decisamente affascinante. Soprattutto perché, riportano i quotidiani torinesi, c'è un accordo di massima con Renzo Piano, che collaborerà, senza ricevere alcun compenso, a parte i rimborsi spese, alla trasformazione dell'edificio firmato da uno dei suoi maestri più ammirati, Pier Luigi Nervi.

Il Masterplan, che trovate in pdf su comune.torino.it, presenta le ipotesi di progetto dei vari padiglioni di Torino Esposizioni. La Biblioteca Civica sarà ospitata nei padiglioni 2, 2B e 4, costruiti nel 1948 da Pier Luigi Nervi, la cui caratteristica architettonica più notevole è la grande volta del padiglione 2, con una luce di 81 metri e 110 di sviluppo longitudinale; si sostiene grazie ad "archi solidarizzati, ciascuno costituito da 13 elementi prefabbricati in ferrocemento. Il senso di profondità di questo spazio è accentuato da enormi ventagli, anch'essi in ferrocemento, che raccordano 3 a 3 gli archi a ciascun pilastro. Le spinte della semicupola dell'abside, con cui si conclude il grande salone, sono contrastate da un grande frontone e dalla resistenze delle travi di bordo e dal solaio anulare piano". Un capolavoro dell'architettura degli anni 40 che non può andare perduto e che il progetto della Biblioteca intende, anzi, valorizzare.

Ed è qui che inizia la parte del Masterplan che interessa questo post: il trasferimento della Biblioteca Civica, la sua trasformazione in una Biblioteca di stile europeo per la fruizione, la ristrutturazione dei padiglioni di Torino Esposizioni per accoglierla.

Secondo il Comune, la nuova Biblioteca Civica Centrale non solo sarà l'elemento centrale della trasformazione dell'edificio, ma approfitterà di questo trasferimento, per assumere "tutte le valenze e le potenzialità attrattive di una moderna biblioteca pubblica, centro culturale e informativo, ma anche luogo d'incontro e socializzazione, facilmente accessibile ad utenti di tutte le età e di diverse condizioni e provenienze culturali e sociali, grazie alla crescita del potenziale informativo, anche multimediale, alla maggior visibilità e capacità di attrazione, al comfort degli ambienti, al maggiore raggio d'influenza".

Si prevede un afflusso giornalieri di 5mila persone, che troveranno circa 1 milione di libri, la maggior parte dei quali sarà consultabile a scaffale aperto, in uno spazio di oltre 28mila metri quadrati; "si porrà al livello delle maggiori 'sorelle' biblioteche pubbliche del mondo occidentale, in quanto è calcolata su una previsione di crescita per i prossimi 50 anni e su una fascia di utenza comprendente l'intera area metropolitana torinese". La nuova sede della Biblioteca, visti i grandi spazi di cui usufruirà, dovrà garantire non solo l'accesso diretto del pubblico a buona parte dei libri, ma anche la disponibilità di documenti multimediali ed elettronici, salette di studio per lavori di gruppo, sala conferenze attrezzata per teleconferenze e traduzione simultanea, n numero adeguato di posti a sedere e postazioni telematiche, spazio espositivo per i giornali, spazi per eventuali mostre temporanee.

Il rafforzamento del ruolo culturale della Biblioteca e la sua capacità d'attrazione saranno sottolineati grazie all'inserimento a Torino Esposizioni, dove c'è già la sede del Teatro Nuovo, e dove confluiranno, poi, come già detto, varie attività didattiche del Politecnico di Torino. Senza dimenticare che l'edificio si trova ai margini del Parco del Valentino, in cui si trovano strutture cultural-turistiche come il Borgo Medievale, vari punti di ristoro, diversi spazi culturali come l'Orto Botanico, e il Castello del Valentino, sede della Facoltà di Architettura. Sulla carta un progetto affascinante.
Le immagini, da Google Earth e dal Masterplan del Comune di Torino.

   


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