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lunedì 7 luglio 2014

Il progetto Friendly Piemonte. Omofobia, no grazie, per accogliere i turisti omosessuali

Friendly Piemonte è un progetto nato nel 2009, per promuovere Torino e il Piemonte tra i turisti omosessuali, che costituiscono una delle nicchie più importanti per lo sviluppo del turismo. Vi do qualche cifra non italiana per farvi un esempio. Sul blog Rotta a Sud Ovest, qualche tempo fa è stato pubblicato uno studio della Camera di Commercio e Turismo Gay e Lesbiche dell'Andalusia, riguardante Siviglia: "Nel 2012 i turisti omosessuali hanno lasciato in città un totale di 68,6 milioni di euro e si prevede che nel 2013 le loro visite cresceranno del 10%, perché l'aumento del segmento omosessuale segue ritmi esponenziali, in Andalusia, una delle regioni più gay-friendly di Spagna". A Siviglia il turista omosessuale spende il 40% in più di quanto speso dai turisti degli altri segmenti, perché, come spiega Juan Pedro Tudela, che ha presentato lo studio, "c'è una grande confusione riguardo al turismo omosessuale: molte persone lo identificano con chi sta sulle carrozze nelle Giornate dell'Orgoglio Omosessuale, ma la maggior parte delle persone non è così". L'identikit del turista omosessuale è quello di una persona "con più di 30 anni, con un alto potere d'acquisto e che non deve spendere i propri soldi negli studi dei figli".

Secondo il sito quore.org, che si occupa della promozione sociale dei LGBT, ci sono trend specifici dei turisti omosessuali: hanno l'abitudine di scegliere destinazioni con presenza di eventi LGBT o di prediligere luoghi caratterizzati dalla presenza di comunità locali LGBT, effettuano prenotazioni per lo più online, si muovono soprattutto a ottobre, settembre e febbraio, hanno una media di dieci pernottamenti, con numerosi weekend e short breaks; anche il loro profilo presenta tratti comuni: hanno una maggiore concentrazione di single (28% di media), hanno un livello di istruzione più alto (il 28% è laureato, contro il 22% della media italiana), hanno una concentrazione maggiore nelle professioni creative e dirigenziali, sono DINK (doppi ingressi e nessun figlio), hanno maggiore disponibilità economica, hanno stili di vita ispirati dall'innovazione e dalla creatività.

Cosa fanno Torino e il Piemonte per attrarre i turisti omosessuali? Quali strategie hanno attuato per soddisfare le loro esigenze? Sapete, per esempio, che a Madrid, nei giorni dell'Orgoglio Omosessuale arrivano ben un milione di turisti, grazie a decine di iniziative studiate ad hoc e a strutture di accoglienza che preparano offerte, reti e card apposite? L'Italia, rispetto ad altri Paesi europei, è molto in ritardo nelle politiche per il turismo omosessuale. Come sottolinea Quore, "le opportunità sono legate sia all'aspetto meramente numerico ed economico, sia ai contenuti sociali e culturali connessi alla qualità ed alla composizione di tale pubblico. Parlare di accoglienza del turista LGBT non significa pretendere trattamenti speciali ma parità di rispetto e considerazione. Talora sono piccoli gesti, sguardi, parole che marcano la soglia di una buona accoglienza o, al contrario, determinano una percezione di sgradevole disagio".

Da questo parte Friendly Piemonte. Omofobia no grazie, un progetto che, indirizzato a operatori turistici ed esercenti, intende diffondere la cultura del rispetto delle differenze, in modo da rendere più accogliente il territorio. Per i Comuni e le Associazioni che ne faranno richiesta, ci saranno anche incontri e percorsi di sensibilizzazione, in modo da informare e migliorare le pratiche di accoglienza di operatori turistici ed esercenti.

Al momento il progetto coinvolge Torino e nove Comuni della sua cintura: Beinasco, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino, Rivolie Venaria Reale. Sono coinvolti anche Turismo Torino e l'Ascom Torino, che rendono più capillare la diffusione della campagna di informazione. Gli esercenti, le istituzioni e le associazioni che agiscono nel territorio possono utilizzare una vetrofania, Omofobia No Grazie, con il loro di Friendly Piemonte, che risulta perfettamente comprensibile al turista straniero e che dà al turista LGBT la certezza di trovarsi davanti a una struttura che rispetta e accoglie le sue esigenze.

Il progetto è stato lanciato a dicembre 2013 e da allora vi hanno aderito importanti realtà territoriali. La GTT ha annunciato a maggio che esporrà le vetrofanie con il logo Omofobia. No grazie in tutti i suoi 1750 mezzi di terra e proietterà il video del progetto sugli schermi presenti nelle stazioni della metropolitana. La Sagat, che gestisce l'Aeroporto di Caselle, ha deciso di esporre le vetrofanie ed i materiali di comunicazione del progetto non solo nell'area degli arrivi, ma anche in tutti i negozi interni dell'aeroporto, dando così una bella immagine di accoglienza e di calore ai turisti in arrivo. L'ultimo ad aderire, un paio di giorni fa, il Museo Egizio, che in una fase di encomiabile rinnovamento, ha deciso di partecipare alla vita cittadina anche con questo riconoscimento dei diritti individuali.

Su quore.org, nella sezione Friendly Piemonte Map, ci sono due cartine, continuamente aggiornate di enti, istituzioni, associazioni, locali, che aderiscono a questo progetto e a questa campagna, a Torino e nei suoi dintorni. Dategli un'occhiata: ci sono librerie, ristoranti, teatri, cinema, bar, una Torino sempre in movimento, aperta, colta, tollerante, che ha fatto della mescola e del confronto un vantaggio. E' la Torino migliore, che merita l'applauso non solo degli LGTB, ma di chiunque, a prescindere dalle proprie scelte sessuali, creda in una società aperta e tollerante, in cui ci sia spazio per tutti.



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