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giovedì 7 agosto 2014

Turismo in Piemonte: una navetta da Avigliana alla Sacra di San Michele

Se volete andare alla Sacra di San Michele lasciando l'automobile a casa, finalmente è possibile! Fino al 12 ottobre 2014, tutti i sabati e tutte le domeniche, ci sarà una navetta che, dalla Stazione Ferroviaria di Avigliana (TO), porterà fino alla Sacra, in circa 40 minuti.

Da Avigliana ci saranno quattro corse, con i seguenti orari di partenza: alle 9.30, alle 14.30, alle 16.30 e alle 18 (con arrivi al monastero, rispettivamente, alle 10.10, alle 15.10, alle 17.10 e alle 18.40); altrettante le corse dalla Sacra di San Michele: gli orari di partenza sono alle 12.00 (arrivo ad Avigliana alle 12.45), alle 15.15 (arrivo alle 16.00), alle 17.15 (arrivo alle 17.55) e alle 18.45 (arrivo ad Avigliana alle 19.30). Ci sono anche alcune fermate intermedie, tra Avigliana e la Sacra, in corso Laghi, all'altezza del centro storico e all'altezza dell'Ufficio del Turismo, e al campeggio Avigliana Lacs. Il prezzo del biglietto è di 2 euro andata e ritorno, con riduzione a 1 euro. E' previsto uno sconto per chi sarà arrivato in treno ad Avigliana: basterà presentare il biglietto per avere una riduzione all'entrata della Sacra di San Michele.

L'introduzione di questa navetta, che speriamo non si limiti solo al periodo agosto-ottobre, è un importante sostegno ai turisti della Valle di Susa e di Torino, che hanno così l'opportunità di visitare l'abbazia, prima impossibile se non si era dotati di mezzi propri. Ed è anche un chiaro invito ai torinesi a lasciare a casa l'auto, per riscoprire uno dei più importanti monumenti della Valle di Susa e uno degli elementi caratterizzanti il profilo delle Alpi, viste dal capoluogo subalpino. Basterà infatti utilizzare la linea 3 del Sistema Ferroviario Metropolitano, che collega Porta Nuova a Susa e a Bardonecchia e che parte con cadenza semioraria, scendere alla Stazione di Avigliana e di lì utilizzare la navetta fino alla Sacra (gli orari della linea 3 li trovate, in pdf, su sfmtorino.it). E, considerando che il Sistema Ferroviario Metropolitano collega Torino a buona parte della sua provincia, con 'incursioni' anche nelle province di Asti e Cuneo, è evidente come la semplice introduzione della navetta abbia allargato il numero di potenziali visitatori della Sacra (e di Avigliana, dotata di splendido centro medievale e di lago premiato dalle 5 Vele di Legambiente).

Sin dall'alba della storia, il monte Pirchiriano, su cui sorge la Sacra di San Michele, ha avuto un ruolo strategico di enorme importanza per i traffici e i collegamenti tra l'Italia e la Francia. Essendo il monte che 'chiude' la Valle di Susa, prima della Pianura Padana, viene fortificato addirittura in epoca pre-romana, dai Liguri e poi dai Celti. E' solo nel X secolo che la vocazione militare lascia spazio a quella religiosa. Intorno al 1000, il conte Ugo di Montboissier costruisce un'abbazia, in segno di penitenza per i suoi peccati, affidata poi ai benedettini. Questi riescono a rendere l'edificio e i suoi possedimenti autonomi da Roma e da Torino, raggiungendo l'epoca di massimo splendore intorno al XIV secolo. La decadenza culmina nel 1622, con la soppressione del monastero, decisa da papa Gregorio XV su influenza del cardinale Maurizio di Savoia. Dopo un paio di secoli di decadenza, il Monastero viene affidato ai rosminiani, a cui vengono attribuite anche le rendite rimaste dell'abbazia; Carlo Alberto fa anche trasferire alla Sacra alcune salme dei principi di Savoia, tra cui lo stesso cardinal Maurizio.

In stile gotico, con i resti di costruzioni precedenti, la Sacra conserva anche alcune leggende, la più famosa delle quali riguarda la bell'Alda, una giovane che era salita all'edificio per pregare contro la guerra. Qui, aveva incontrato alcuni soldati nemici e, per sfuggire alle loro attenzioni tutt'altro che galanti, si era gettata dalla torre a strapiombo sul precipizio, raccomandandosi a San Michele e alla Madonna. Con grande sorpresa era sopravvissuta alla terribile caduta e, vittima della vanità e dell'orgoglio, decise di riprovarci, per mostrare, a pagamento, ai suoi paesani come era sopravvissuta. Fece molto male: per vanità, e non per fede, si gettò di nuovo dalla torre e trovò la morte.

Visibile da buona parte della pianura torinese, la Sacra di San Michele è oggi il simbolo della Regione Piemonte. E, per chi sta tornando in Italia dalla Francia, è un punto di riferimento dal grande valore affettivo: quando, in Valle di Susa, inizia ad apparire, significa che Torino e la sua pianura sono ormai a poca distanza.

Per informazioni, Turismo Torino: tel 011535181, sito web www.turismotorino.org




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