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venerdì 31 ottobre 2014

Fashion TOur, breve guida tra gli atelier e gli stilisti della moda torinese

E se agli itinerari torinesi, tra caffè, mostre, musei e ristoranti, si aggiungesse un percorso nella moda, tra gli stilisti, che rendono la moda torinese originale "per l'attenta ricerca, la creatività e l'innovazione?" Lasciando da parte gli stereotipi di Torino capitale di quasi tutto, possiamo però dire che la moda ha una lunga tradizione in città, dalle prime sfilate dell'alta moda italiana alle sartine immortalate da Cesare Pavese all'eleganza sobria, e allo stesso tempo ricercata, delle torinesi, ancora in grado di colpire gli stranieri e i turisti di passaggio.

Per far emergere tutto questo e, in particolare "l'unicità dei fashion designers di Torino", è nata una nuova guida, Fashion TOur, ideata dall'associazione Arte In Voce e distribuita gratuitamente da novembre negli alberghi del centro cittadino e negli Uffici del Turismo. L'itinerario che propone si muove tra il centro, Vanchiglia, Borgo Po e Borgo Aurora ed è davvero facile seguirlo per i turisti che visitano Torino e non hanno tempo di allontanarsi dalle principali attrazioni cittadine (nella mappa della guida sono segnalati, oltre agli atelier, anche i luoghi turistici simbolo di Torino). In questo modo, seguendo la guida, possono aggiungere agli itinerari turistici più tradizionali, un ulteriore elemento di conoscenza, un po' insolito e generalmente poco considerato, dell'anima e delle inquietudini di Torino.

Gli stilisti e atelier proposti sono Bibi Gramaglia selezione, Born in Berlin, Diderot Maison, Jamais Sans Toi, Maria Teresa Grilli, Na2rale, Ombra di foglia, Trakatan, Turin Eyes e Walter Dang. Come vedete ci sono anche alcuni dei nomi più noti del made in Turin emergente ed è bello che sia stato dato spazio sia ai veterani che ai più giovani, in modo da avere un quadro eterogeneo della moda prodotta in città. In realtà, spiega Francesca Petrone, responsabile della comunicazione, non c'è stata una vera e propria selezione: "Il progetto sperimentale è partito come 'progetto pilota' prevedendo l'inclusione di 10 atelier. Lo abbiamo presentato agli atelier che avevano le caratteristiche di unicità che cercavamo e ha avuto buon riscontro con le relative prime dieci adesioni. E' possibile che una futura edizione della guida includa molte più realtà".

Per ogni stilista la guida contiene una scheda, in italiano e in inglese, che racconta sinteticamente la sua storia e gli obiettivi della sua ricerca. Così si scopre l'artigianato che consente di plasmare a proprio gusto le montature degli occhiali di Turineyes, la passione per la maglieria innovativa di Mariateresa Grilli, l'interesse per un pret-a-porter non convenzionale di Ombradifoglia, l'indipendenza dei tagli di Born in Berlin, la sperimentazione nelle forme e nei materiali di Bibi Gramaglia, la libertà espressiva di Walter Dang. I fashion designers che hanno aderito alla guida sembrano avere in comune la passione per la ricerca e per la sperimentazione e sembrano voler vestire persone consapevoli di se stesse, che amano l'originalità, che non temono l'anticonvenzionalità, che si sentono libere nelle proprie scelte. E, viene da pensare, al seguire la guida: non sarà che i nostri atelier e i nostri stilisti parlino, in fondo, anche di noi torinesi, di come siamo e di cosa amiamo?



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