mercoledì 15 ottobre 2014

Il Reggimento Carignano, che partecipò alla conquista del Canada

Nel XVII secolo il Reggimento Carignano dell'esercito piemontese, fondato dal principe Tommaso Francesco di Savoia nel 1642, partecipò alla conquista francese del Canada. Era un corpo speciale, una sorta di Legione Straniera ante-litteram, in cui soldati piemontesi e savoiardi convivevano con svizzeri, tedeschi, irlandesi. Il principe Tommaso pose il proprio reggimento prima al servizio degli Asburgo, in chiave antifrancese, quindi, in uno dei cambi di alleanza tipici della dinastia sabauda, passò alla Francia. Una delle missioni che Luigi XIV affidò al Reggimento sabaudo, che si era già distinto nelle lotte contro i Turchi, fu la conquista del Canada, una terra sterminata e selvaggia, abitata da fiere tribù indigene.

Il Reggimento Carignano lasciò il porto francese di La Rochelle il 13 maggio 1635, disposto a lottare contro gli Irochesi e i Mohawks, per rinnovare nel Nuovo Continente l'eterna lotta tra Francia e Inghilterra. Il viaggio fu avventuroso, con L'Aigle d'or, l'imbarcazione che li trasportava, non sempre all'altezza delle aspettative (mancavano persino i giacigli per tutti gli uomini). Però, nonostante le difficoltà, l'esercito francese arrivò a Québec, dove fu accolto da grandi festeggiamenti in onore del Re Sole. Il Reggimento Carignano dovette fare immediatamente i conti con il clima gelido, che fece ammalare molti soldati (il 9 gennaio 1666 si registrarono 31 gradi sotto zero). "Privi dell'equipaggiamento necessario, con pezze ai piedi e poche gallette nel tascapane, molti soldati ebbero naso, orecchi e dita congelate sin dal primo giorno" scrive Massimo Centini nel libro La Cappella della Sindone.

Arrivati al Fort Saint Louis, decimati dal freddo e dalle fatiche, i soldati furono accolti dal tenente Courcelle, che riprese immediatamente il cammino verso il territorio Mohawks. Era una missione disperata, visto il clima e visti i sacrifici già sopportati da soldati che non erano né attrezzati né abituati alle temperature rigide del Canada settentrionale. Al comando di Courcelle, quello che restava del Reggimento Carignano iniziò ad avanzare in territorio indiano, trovando solo villaggi abbandonati o abitati da vecchi e bambini, con gli indigeni in attesa e pronti a una sorta di guerriglia, così da fiaccare la morale di soldati già provati dagli stenti.

Quando, l'8 marzo, quello che rimaneva della pattuglia partita da Fort Saint Louis fece ritorno al forte, i superstiti del Reggimento Carignano erano poche centinaia. Dopo alcuni mesi, necessari agli ufficiali per rivedere le strategie militari e ai soldati per adattarsi al clima, la marcia verso il territorio Mohawks riprese. Però gli indiani continuarono a utilizzare la loro tecnica: villaggi abbandonati prima dell'arrivo degli invasori bianchi e vedette sulle colline, per seguire il cammino dei soldati e approfittare di ogni fragilità degli europei e ogni vantaggio del territorio. Al rientro al Forte Saint Louis, a ottobre, i villaggi indiani erano già stati dichiarati territorio francese. Il Reggimento Carignano fu impegnato nel Canada fino al 1668, alcune centinaia di soldati rimasero poi nel Nuovo Mondo, contribuendo alla nascita del Canada moderno.

E' una storia piemontese e sconosciuta, riportata da Massimo Centini per spiegare perché Palazzo Carignano, nella parte che si incurva verso le parti piane, all'angolo con i corpi laterali, presenta una serie di decorazioni simboliche, tra cui alcuni Indiani d'America. Benedetto Palazzo Carignano, che non smette mai di sorprendere!

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