lunedì 13 ottobre 2014

Il progetto della Porta Europa (in stand by), sulla Spina 1 di Torino

Torino come sarebbe stata se non ci fosse stata la crisi economica e finanziaria che ha travolto l'Europa e, in particolare, il Sud del continente.

Laddove corso Lione e corso Mediterraneo si uniscono, per dare vita alla Spina 1, sarebbe dovuta sorgere la Porta Europa. Il punto è davvero scenografico, soprattutto arrivando dal nord della città, in direzione sud: il grande viale, l'igloo di Merz che si avvicina, il corso che si divide in due. Si è pensato subito a una torre per segnalare in modo scenografico l'inizio della grande Spina. Prima doveva esserci la torre della Regione, disegnata da Massimilano Fuksas e poi finita al Lingotto, poi si è progettata la Porta Europa, frutto di una consultazione internazionale vinta dal tedesco Jan Störmer. Il progetto di Störmer, sviluppato poi da Benedetto Camerana & Partners per Franco Costruzioni, prevedeva la costruzione di due torri, di altezza differente, una destinata a uffici e una di carattere residenziale, unite da una piattaforma commerciale sottostante.

Nel definitivo progetto di Camerana, le due torri sono ampiamente più basse della Mole Antonelliana (e già questo è fonte di gratitudine per il torinese medio), quella per gli uffici è alta 95 metri, quella per le residenze 60. Al di sotto due parcheggi sotterranei, uno per gli uffici e l'altro privato, danno posto a oltre 500 auto. La parte più interessante del progetto, come sempre accade negli ultimi anni, riguarda le soluzioni adottate per il risparmio energetico. La doppia facciata delle torri ha schermi solari mobili, in grado di adattare l'aria dell'intercapedine alle variazioni della temperatura esterna e dell'irraggiamento; le solette, percorse dalle tubazioni, contribuiscono al riscaldamento o raffreddamento degli ambienti, rilasciando il caldo o il freddo; l'acqua di falda viene utilizzata per gestire le temperature interne, con uno scambiatore di calore sotterraneo. Con questi accorgimenti sia la piattaforma commerciale da cui partono le due torri sia i due edifici non usano l'aria condizionata, ma l'energia geotermica, risultando così indipendenti da un punto di vista energetico.

Il progetto, datato 2009, ha subito numerosi ritardi a causa della crisi finanziaria; pochi mesi fa è fallita la ditta Franco Costruzioni, un tempo una delle più potenti di Torino, e la Porta Europa è al momento un'operazione sostanzialmente fallita. E' un bene, è un male? Dipende dalle opinioni personali circa la presenza di torri avveniristiche in contesti urbani che hanno un'altra storia. Sono davvero un segno di modernità punti di rottura così dirompenti? Bisogna conservare il paesaggio urbano così come l'abbiamo ricevuto, con le sue proporzioni, per le generazioni future? Personalmente considero che non siano i grattacieli i segni di modernità di una città: probabilmente lo sono di più la presenza di servizi efficaci, di edifici anche antichi, dotati di tutti gli accorgimenti necessari al risparmio energetico, di una rete di trasporti sotterranea e di superficie veloce e utile. Alle torri, insomma, preferisco due o tre linee di metropolitana, una rete di scuole, ospedali e servizi sociali efficiente, edifici magari sorprendenti, però con dimensioni che rispettano la storia di Torino. Ma sono opinioni ed è interessante vedere i progetti della Torino che sarà (o, come in questo caso, che sarebbe stata).




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