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lunedì 6 ottobre 2014

Daniel Libeskind porta l'arte contemporanea alla Reggia di Venaria

Nel 2010 l'architetto statunitense Daniel Libeskind ha visitato la Reggia di Venaria, rimanendone affascinato. "Il progetto di recupero più ambizioso che abbia mai visto, sia sul piano del recupero che degli investimenti che comporta" aveva detto allora. Ed è stato durante quella visita che è nata l'idea di un suo intervento: si ipotizzava una collaborazione per la riqualificazione nel centro storico di Venaria, si è concretizzato con una scultura che sarà ospitata nei Giardini della Reggia, dietro al Roseto. E' un'opera in calcestruzzo armato bianco, a forma di semicilindro, alta 16 metri e larga 28 metri; la sua parte più alta costituirà una sorta di belvedere  sui giardini e sul complesso della Reggia. Nelle intenzioni del celebre autore è un omaggio a Filippo Juvarra e al Barocco: la sua struttura è infatti una citazione destrutturata dei gazebo dei giardini settecenteschi, che potrà essere utilizzata per ospitare i reperti trovati durante i lavori nei giardini, in una sorta di Antiquarium, o che potrà essere scenografia ideale per le manifestazioni eventualmente ospitate dalla Reggia. "Il Barocco si ritrova in molti miei progetti, dal Museo Ebraico di Berlino al World Trade Center di New York. Il Barocco dà movimento alla forma, cambia la prospettiva, con il suo spazio sfuggente e le sue prospettive distorte" dice Libeskind per spiegare il fascino che il Barocco esercita nella sua poetica.

La nuova struttura verrà collocata nel Parco Alto, in una posizione che ammorbidirà l'impatto visivo del calcestruzzo contro il complesso barocco firmato da Juvarra. Ma la sua presenza rende evidente il tentativo della Reggia di Venaria di dialogare con l'arte contemporanea, pure se nel suo ambito barocco e juvarriano; i giardini sono la location ideale, una sorta di ponte tra passato e presente, perché in essi hanno lavorato progettisti e giardinieri, per ricreare, con gli strumenti contemporanei, un parco di impianto settecentesco. In attesa di vedere il progetto definitivo, la Soprintendenza ha dato il suo via libera all'idea.

Sta bene una struttura di calcestruzzo in uno dei templi del Barocco piemontese? E' giusto che l'architettura contemporanea, per quanto in posizione defilata, sia ospitata in un edificio simbolo di un altro tempo? Domande che ritornano sin dai tempi della piramide di vetro nel cortile del Louvre di Parigi e ognuno ha le proprie risposte sull'argomento.

Recentemente il Ministro della Cultura Dario Franceschini, in visita a Torino per il vertice del Ministri Europei della Cultura, ha ipotizzato il Museo del Barocco come destinazione d'uso della Reggia di Venaria. La scultura di Daniel Libeskind è un omaggio al Barocco e al suo maestro torinese, Filippo Juvarra: un primo passo verso il Museo e una dimostrazione di quanto i capolavori del Barocco, come la Reggia, sappiano essere duttili, morbidi e aperti al mondo contemporaneo?



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