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venerdì 7 novembre 2014

Beware Wet Paint, la pittura contemporanea alla Fondazione Sandretto

Con la collaborazione dell'ICA, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta Beware Wet Paint, una collettiva di 11 artisti che indica le tendenze della pittura contemporanea. A questa, aperta fino al 1° febbraio 2015, si affiancano due mostre monografiche, dedicate a Isa Genzken e a David Ostrowski.


"Beware Wet Paint è la tappa più recente di un viaggio alla scoperta della pittura contemporanea che la Fondazione ha intrapreso ormai da qualche tempo, a partire dal progetto Artland Series che ha portato in project room il lavoro di giovani artisti quali Chao Kao e Christian Rosa" spiega la presidente della Fondazione Patrizia Sandretto "La varietà di approcci, tecniche e poetiche in mostra rende infatti evidente la vitalità di questo medium, che accanto a linguaggi apparentemente più attuali, quali video e fotografia, è sempre in grado di offrire uno sguardo critico sulla contemporaneità" E non solo. Questa mostra è il primo appuntamento di una serie di collaborazioni internazionali preparati dalla Fondazione in vista del ventennale della sua attività, che sarà celebrato nel 2015.

Gli artisti selezionati considerano la pittura come parte integrante di una pratica multidisciplinare. Il risultato è una mostra che colpisce, sorprende e disorienta, per le molteplici varietà di colori, pitture, ispirazioni, tecniche. C'è infatti anche il web e ci sono anche le tecnologie digitali a influenzare l'estetica degli artisti. Parker Ito lo dice chiaramente: "Mi piace moltissimo Internet". E infatti molti contenuti delle sue opere arrivano direttamente dal web e sono stati poi interpretati in collage e tecniche varie. Si usa Internet tutti i giorni, soprattutto come fonte di informazione e di conversazione, non si pensa alla sua possibile influenza anche sulle arti. Alla Fondazione Sandretto, invece, si ha davanti agli occhi come tutto sia legato, come tutto sia prodotto di influenze, suggestioni e come l'arte sia, in fondo, la vera interprete delle inquietudini di un'epoca. Gli artisti selezionati sono quasi tutti molto giovani, nati negli anni 80, ma c'è anche il 59enne Christopher Wool, uno degli artisti statunitensi più legati alle nuove tecnologie.

La mostra monografica dedicata alla tedesca Isa Genzken porta per la prima volta in Italia Basic Research, una serie di opere realizzate tra il 1989 e il 1991 con la tecnica del frottage: "Dopo aver posizionato la tela libera sul pavimento del proprio studio, l'artista ha applicato uno strato di pittura ad olio, poi l'ha rimosso con una spazzola lavavetri. Le immagini così prodotte raccolgono le consistenze, la sporcizia e le imperfezioni del pavimento, ma il procedimento del calco le restituisce sotto forma di astrazione".


Anche la mostra dedicata al 33enne tedesco David Ostrowski presenta quadri mai visti in Italia; appartengono alla serie F, che ha contribuito al successo internazionale dell'artista e che nasce da un incendio, nel suo studio di Colonia. Tutte le sue tele sono andate perdute, meno una, danneggiata e coperta di fuliggine. Da quest'opera Ostrowski è ripartito, iniziando una serie di dipinti ancora in corso. In Germania la F indica il voto più basso a scuola, ma è anche l'iniziale della parola Fehlermalerei, che in italiano si può tradurre come pittura sbagliata. La F come simbolo del fallimento e quindi dell'urgenza di una rottura con il passato e di un cambio.

Durante la Settimana dell'Arte, dal 6 al 9 novembre 2014, la Fondazione Sandretto, in via Modane 16, sarà aperta giovedì 6 dalle 12 alle 23 (dalle 20 alle 23 ingresso gratuito), venerdì 7 novembre dalle 10 alle 19, sabato 8 novembre dalle 10 alle 22, domenica 9 novembre dalle 10 alle 19; gli orari abituali della Fondazione sono giovedì 20-23 (ingresso libero), venerdì, sabato e domenica ore 12-10. Il biglietto d'ingresso costa 5 euro, ridotto 3 euro, gratuito per bambini fino a 12 anni e per i possessori della tessera Abbonamento Musei. Per ogni informazione, il sito web è www.fsrr.org.


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