lunedì 17 novembre 2014

Costruiamo CasArcobaleno, il crowdfunding per il polo LGBT, a Torino

Nel cuore di Porta Palazzo, in via Lanino 3, ha preso vita uno dei progetti più importanti della Torino inclusiva e aperta. CasArcobaleno è un polo di associazioni e di servizi rivolti ai cittadini LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) e di servizi creati dai cittadini LGBT e rivolti alla popolazione. Già la definizione di CasArcobaleno dà un'idea del suo scopo finale: creare una rete di collaborazioni, realizzare un flusso di informazioni, che permetta alle associazioni LGBT di inserirsi nella vita cittadina e che permetta alle altre associazioni di entrare nelle dinamiche LGBT.

L'obiettivo, insomma, è l'abbattimento delle barriere e dei tabù, attraverso la collaborazione e la conoscenza. "E' un luogo pubblico e privato, abitato da una o molte associazioni, a seconda del momento scelto per visitarlo, è un luogo mentale, che presuppone la presenza di una modalità di ragionamento inclusivo e di valorizzazione delle differenze di chi lo compone; ed anche un luogo fisico che obbliga tramite la configurazione degli spazi e dei tempi a una contaminazione di proposte e identità" spiegano i suoi creatori. Attualmente partecipano al progetto Arcigay Torino, che lo ha lanciato, Agedo Torino, Associazione culturale e ricreativa 011, Badhole Video, Coogen - Coordinamento genitori Torino, Famiglie Arcobaleno, Franti Nisi Masa, Giosef Unito, Gruppo sportivo Gatto Nero, Odv Casa Arcobaleno, Polis Aperta, Quore, Rete Genitori Rainbow, Trepuntozero.

E' il primo polo nato in Italia per promuovere collaborazioni e reti tra associazioni LGBT e non. Mi piace come Arcigay spiega perché sia proprio Torino la città sede dell'iniziativa. Non è casuale, ovviamente. "Il capoluogo subalpino è da sempre all'avanguardia per quanto riguarda la costruzione dei sentimenti di cittadinanza, le lotte per l'autodeterminazione delle persone e per i diritti della comunità LGBT. È infatti la Torino degli anni Settanta, in un momento tra i più tragici della propria storia sociale e politica ma denso di fermento culturale, che vede nascere il Fuori! Prima forma associativa nella storia dell’attivismo omosessuale nel nostro Paese".

E non è neanche casuale che CasArcobaleno abbia trovato sede a Porta Palazzo, uno dei quartieri storicamente più legati alla convivenza tra diversi e all'accoglienza, più o meno riuscita (ma almeno sperimentata): "E' un quartiere fitto di contrasti e di dialoghi, di incontri e di necessità: Porta Palazzo, la porta più larga e aperta di Torino, da sempre luogo di arrivo e di lavoro di migliaia di emigrati, donne e uomini tanto dal resto d'Italia quanto dal più vasto mondo, sempre più vicino e presente, sia esso Mediterraneo o Estremo Oriente, America Latina, Europa dell'est o Africa. Un quartiere dove non mancano i problemi, una frontiera culturale ma non un limite, un luogo dell'anima e dei corpi ricco di possibilità, di storie e di lingue, di religioni e costumi, profumi e distanze da colmare".

CasArcobaleno ha molti progetti da realizzare, il più importante di tutti è trasformare la battaglia per i diritti dei cittadini omosessuali e transessuali in una battaglia di tutti, al di là dei pregiudizi, dei tabù e dei limiti. E' una battaglia contro l'indifferenza, contro il "ma a te cosa viene in tasca se i gay si sposano o no", contro una malintesa idea di società, secondo la quale ci si mobilita solo se sono in pericolo i propri piccoli vantaggi e non per realizzare un modello di società inclusiva, in cui siano riconosciuti il diritto di tutti di vivere secondo i propri valori. I suoi ideatori considerano il progetto un bene comune, al servizio di tutta la cittadinanza. Per realizzarlo stanno ristrutturando gli spazi di via Lanino 3 e per questo chiedono l'aiuto dei torinesi, attraverso il crowdfunding.

"Dobbiamo creare un bagno per le persone diversamente abili, in modo che CasArcobaleno sia accessibile a 360°, dobbiamo costruire un bancone a norma in modo da poterla utilizzare anche come circolo per autosostenerci, dobbiamo ridipingere le pareti, costruire i mobili, sistemare l'impianto elettrico, ristrutturare una stanza per aprire uno studio di registrazione, dobbiamo rimettere in sesto il cortile e cambiare alcuni serramenti. Molto del lavoro già fatto, e che faremo, è e sarà volontario, ma per alcune cose ci appoggeremo esternamente. Per questo abbiamo stimato in 10.000 euro i costi vivi della ristrutturazione, ed è per coprire questi costi che abbiamo avviato una campagna crowdfunding" spiegano.

E benedetto crowdfunding, che a Torino permette di realizzare tanti progetti. La pagina per versare il proprio contributo è su www.produzionidalbasso.com, dove troverete anche le ricompense previste per le donazioni, a partire da un minimo di 20 euro.

Da youtube, il video della campagna crowdfunding.




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