venerdì 14 novembre 2014

L'Avanguardia russa della collezione Costakis a Palazzo Chiablese

Avanguardia Russa. Da Malevič a Rodčenko capolavori dalla collezione Costakis è uno dei grandi eventi culturali in corso a Torino. Aperta al pubblico fino al 15 febbraio 2015, a Palazzo Chiablese, in Piazzetta Reale, raccoglie 300 opere appartenenti alla collezione di George Costakis, l'appassionato collezionista d'arte di origini greche, che, con il suo lavoro di ricerca, salvò numerose opere di grande pregio, disprezzate da Mosca perché non assimilabili al concetto sovietico di arte. "Siate i promotori più attivi della trasformazione della coscienza degli uomini nello spirito del socialismo" aveva detto Andrej Zdaneiv, commissario per la Politica culturale di Stalin, agli artisti russi. Così, con questo diktat, gli artisti dell'avanguardia (Nuovo impressionismo e simbolismo, Suprematismo, Cosmismo), furono considerati formalisti, e, spiega la direttrice del Museo Statale d'Arte Contemporanea di Salonicco Maria Tsantsanoglou, "il formalismo in un momento in cui pittori e scultori erano tenuti a propagandare e rappresentare gli ideali della nuova società sovietica, era un'accusa pari al tradimento nazionale".

Tra gli autori che devono a Costakis la sopravvivenza del proprio lavoro ci sono i più grandi artisti russi di quegli anni: Malevich, Popova, Rodčenko, Rozanova, El Lissitzky, Stepanova. Nel 1981 fu organizzata al Guggenheim di New York la prima grande mostra delle loro opere e fu solo allora che in Occidente si conobbero le correnti artistiche che si erano opposte al regime sovietico.

I quadri e le opere venivano conservati da Costakis nel proprio appartamento, in Vernadskii Avenue, che divenne una specie di museo privato, frequentato anche da grandi personalità come Marc Chagall, Edward Kennedy, David Rockfeller, Igor Stravinsky, Henri Cartier-Bresson, che ammirarono la straordinaria collezione d'arte del padrone di casa. Nel 1977 Costakis si trasferì in Grecia, lasciò parte della propria collezione alla Galleria Tretyakov e portò con sé 1277 opere, che, dopo la sua morte, avvenuta nel 1990, furono acquistate dalla Grecia ed esposte nel Museo di Salonicco. Le opere in mostra a Torino provengono dal Museo greco.

Ci sono dipinti, guaches, acquarelli, documenti, bozze, una straordinaria panoramica sui fermenti dell'arte russa all'inizio del XX secolo. Per il pubblico italiano è un'occasione più unica che rara per avvicinarsi all'arte russa della prima metà del XX secolo: alcuni quadri sono esposti per la prima volta nel nostro Paese. “Ci sono ancora moltissimi aspetti dell'avanguardia russa da comprendere e da studiare: il dialogo estetico, le differenze tra gli artisti, il loro rapporto con l'arte occidentale, le ispirazioni tratte dalla scienza e dalla filosofia o le politiche delle istituzioni e degli atelier. La collezione Costakis, rappresentativa di tutti i periodi e tendenze dell'avanguardia e di quasi tutti gli artisti, contribuisce in maniera determinante a rendere possibile questa comprensione, con alcune focalizzazioni importanti come per la grande artista prematuramente scomparsa Ljubov' Popola, di cui è possibile seguire l'intero percorso, o per Ivan Kljun che amico di Malevic aderirà al suprematismo e Guastav Klucis che con i suoi "disegni assonometrici" tenta di combinare la pittura con l'architettura” spiegano gli organizzatori.

Avanguardia Russa. Da Malevič a Rodčenko capolavori dalla collezione Costakis è aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 19.30, il venerdì l'orario è prolungato fino alle 22.30, il lunedì è chiusa. Il biglietto costa 12 euro, ridotto 9,50 euro, gratuito per i bambino minori di 6 anni, per i possessori delle tessere Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card, per giornalisti e guide muniti del tesserino professionale. A disposizione del pubblico ci sono le audioguide, che costano 5 euro a persona. Il sito web della mostra è www.mostracostakis.it, su cui è possibile comprare il biglietto.


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