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sabato 1 novembre 2014

Pentesilea: le nostre voci narranti, che diffondono cultura e ricerca

L'incontro con Pentesilea è avvenuto su Twitter. E' bastato un hashtag, #sulletraccedeisolari, per incuriosirmi. Senza avere la minima idea di cosa fossero i paliotti di scagliola, sono andata alla presentazione del progetto cultural-divulgativo Sulle tracce dei Solari, che per qualche mese ha spiegato ai piemontesi influenze e culture che le migrazioni stagionali portano con sé e che è terminato pochi giorni fa, con un incontro di studi a Palazzo Chiablese. E da allora non ho perso di vista Elena Di Majo e Federica Tammarazio, le due anime di Pentesilea, un'associazione culturale che intende divulgare la cultura attraverso incontri e conversazioni d'arte gratuiti e che ogni stagione propone visite, percorsi e chiacchierate con storici dell'arte e giovani ricercatori. Entrambe storiche dell'arte (Elena ha un dottorato in Storia dell'arte moderna, Federica sta concludendo un dottorato  in Storia dell'arte contemporanea, ed entrambe hanno conseguito il diploma della scuola di archivistica a Torino), hanno fondato Pentesilea nel 2011.

Perché è nata Pentesilea?
Durante il dottorato ci è sembrato chiaro che non ci fossero possibilità di rimanere all'Università per fare ricerca, vista la continua riduzione dei fondi. Abbiamo continuato a studiare per approfondire la nostra formazione e abbiamo avviato insieme alcuni progetti di ricerca, perché abbiamo intenzione di vivere di questo. Perciò è maturata l'idea di creare una nostra associazione, per promuovere la cultura e i valori a essa legata, che più sentiamo nostri. Abbiamo intenzione di vivere di cultura.

Ed è possibile vivere di cultura nel nostro Paese?
Siamo entrambe convinte di sì. Certo, se si arriva da determinati milieu sociali e familiari è molto più semplice. Ci sono reti di contatti che facilitano l'affermazione e la buona riuscita dei progetti e che invece sono da costruire se si arriva da altri intorni sociali. Dal punto di vista finanziario al momento per noi è piuttosto complicato sostenere la mole di lavoro senza un budget adeguato; abbiamo alcune collaboratrici che nel tempo ci hanno affiancato, ma non avendo possibilità di strutturare del personale, non possiamo garantire loro sicurezza e continuità. Anche per questo motivo abbiamo scelto di destinare il budget per le risorse umane ai collaboratori considerando il nostro lavoro (che ora non è retribuito) come un investimento, perché siamo contrarie al lavoro gratuito e difendiamo il principio secondo cui la competenza dev'essere riconosciuta anche economicamente. Crediamo che sia possibile avere una vita piena, parlando di cultura, diffondendola tra i nostri soci e tra il pubblico che si avvicina a noi. E' giusto che le ricerche abbiano poi come sbocco naturale la divulgazione, affinché abbiano uno scopo finale e diano consapevolezza a tutti di quello che siamo, del nostro passato e del nostro patrimonio.

Per promuovere la Cultura avete numerosi progetti
Quelli non ci mancano mai! Abbiamo sempre molte idee su quello che si può fare per valorizzare il nostro patrimonio, non sempre troviamo i finanziamenti adeguati, ma le idee non mancano! Siamo molto fiere di due progetti che hanno avuto successo e che stiamo portando avanti nel tempo. Mille lire l'uno è stato il nostro primo progetto: si chiama così perché la partecipazione ad ogni incontro prevedeva una quota simbolica di 50 centesimi, a significare come con poco si possa avere molto in cambio. Ogni anno, alla Casa del Quartiere di San Salvario, in via Morgari 14,  proponiamo una serie di incontri d'arte, storia e attualità, legati da una sorta di fil rouge. Quest'anno abbiamo scelto il confine, non solo fisico e politico, ma inteso anche come mutamento culturale o sociale e abbiamo scelto come titolo Hic sunt leones; i relatori sono sempre ricercatori e storici che scegliamo per la loro competenza. Dopo ogni incontro, c'è un aperitivo facoltativo ai Bagni Municipali, in cui si può conversare con il relatore e magari approfondire le tematiche affrontate. Ci sembra sia un bel modo di avvicinare l'arte e la storia al pubblico. Voci narranti, l'altro progetto che portiamo avanti, racconta le collezioni permanenti dei Musei piemontesi. Siamo sempre distratti da grandi mostre mediatiche o da eventi puntuali e dimentichiamo i tesori che possediamo e che raccontano la nostra storia. Con Voci narranti 2014 abbiamo avvicinato i partecipanti alle collezioni dell'Armeria Reale, di Palazzo Mazzetti ad Asti, dei Musei Leone e Borgogna di Vercelli; siamo stati a Villa della Regina e alla Reggia di Venaria e concluderemo l'anno ad Artissima (8 novembre) e al Museo d'Arte Orientale (13 dicembre).

E per il 2015 c'è qualche progetto nel cassetto?
Ovviamente sì! Stiamo chiudendo la progettazione del nuovo calendario di Voci narranti, mentre per Mille lire l'uno per ora abbiamo qualche idea, ma è ancora presto. Se poi potessimo chiudere gli occhi e non preoccuparci dei finanziamenti necessari, riprenderemmo il discorso di Sulle tracce dei Solari, affinché la ricerca sui paliotti di scagliola possa portare come risultato la loro conservazione, il restauro ove necessario. Nel cassetto c'è l'idea di creare una rete di soggetti per un progetto per la tutela e la valorizzazione del Cimitero Monumentale di Torino; recentemente l'hanno definito come una GAM a cielo aperto e siamo perfettamente d'accordo: meriterebbe un'attenzione e una considerazione maggiori.

Una curiosità, perché avete scelto Pentesilea come nome dell'associazione?
Non c'entra niente la mitologia (Pentesilea era la regina delle Amazzoni, uccisa da Achille sotto le mura di Troia). Lo abbiamo scelto pensando a Le città invisibili di Italo Calvino: Pentesilea è una città dai confini indefinibili, che non si sa se si è raggiunta ed è una metafora della stessa ricerca, "come un lago dalle rive basse, che si perde in acquitrini" (qui potete leggere la pagina dedicata da Italo Calvino a Pentesilea ne Le città invisibili). Per noi significa che la ricerca non propone mai una risposta finale e che non bisogna mai smettere di cercare e di conoscere. Quello che facciamo noi, in fondo.

Pentesilea ha un sito web, www.pentesilea.org, in cui trovate tutte le informazioni sulle sue attività culturali e si suoi obiettivi.




Pubblicato su Made in TO