mercoledì 12 novembre 2014

Tre film da vedere, al 32 Torino Film Festival

Non ci saranno stars&glamour, ma semplicemente cinema. Sarà un Torino Film Festival austero e concentrato esclusivamente sui film, lasciando passerelle e flash ad altre manifestazioni omologhe.

I numeri del primo festival diretto da Emanuela Martini, dal 21 al 29 novembre 2014 nei cinema Massimo e Reposi, parlano chiaro: 197 film, 45 anteprime mondiali, 70 anteprime italiane, selezionati dopo aver visionato ben 4000 pellicole. I media hanno già segnalato alcune delle chicche da non perdere, iniziando dal nuovo film di Woody Allen, Magic in Moonlight, con Emma Stone e Colin Firth, passando per The Disappearance of Eleanor Rigby: Her, con Jessica Chastain, accompagnato dagli altri due film della serie, The Disappearance of Eleanor Rigby: Him e The Disappearance of Eleanor Rigby; ci sono poi la versione 2.0 di Gemma Bovery di Anne Fontaine, che aprirà il Festival, e Wild di Jean-Marc Vallée, con Reese Whiterspoon, che lo chiuderà.

Tra i numerosi film in programma, ne vorrei segnalare tre, che mi spiacerà molto perdere (non sarò a Torino nei giorni del Festival) e che avrei fatto di tutto per vedere, quale che fosse l'orario. Sono tre piccoli film indipendenti e di grande fascino. Dalla Spagna Estrella fugaz (Stella cadente) di Luis Mañarro è una riflessione sulla Spagna di Amedeo I di Savoia: chiamato a sostituire sul trono i Borboni, il giovane principe piemontese si trova al centro di giochi di potere e di lotte politiche più grandi di lui e fondamentalmente ancora irrisolti in Spagna (di questo breve regno si è parlato su Rotta su Torino); un film che riflette, con colori e scelte stilistiche curiose, su un periodo che, per dirla alla Arturo Pérez Reverte, è stato una delle tante occasioni mancate dal Paese iberico per raggiungere l'Europa, dopo la Rivoluzione Francese e la Costituzione di Cadice e prima della sconfitta di Cuba e la perdita dell'impero.

Susanne Bier, regista danese premio Oscar per In un mondo migliore, porta a Torino En chance til / A second chance (26 novembre ore 22 e 27 novembre ore 14, al Reposi 3), già presentato a Toronto e a San Sebastián, in cui segue il dilemma morale del poliziotto Andreas, che ha perso un bambino da poco e lo sostituisce con quello trovato in un appartamento di drogati, circondato da sporcizia; il protagonista del film è Nikolaj Coster-Waldau, il Jaime Lannister del serial cult Il trono di spade, tornato a recitare in patria dopo dieci anni; a Torino ci sarà Susanne Bier, non accompagnata da Coster-Waldau, con lei sia a Toronto che a San Sebastián, dove ha ricevuto un'accoglienza trionfale.

Di Mirafori Lunapark di Stefano Di Polito (26 novembre ore 19.45 Reposi 2, 27 novembre ore 11.30 Massimo 2) si era già parlato su Rotta su Torino qualche tempo fa; tre operai della Fiat decidono di occupare la fabbrica in cui hanno lavorato per decenni prima che venga abbattuta e la trasformano in un lunapark per bambini: è una fiaba un po' nostalgica e un po' amara ed è una dichiarazione d'amore per il quartiere, Mirafiori Sud, in cui il regista è cresciuto.

Il programma completo del Torino Film Festival lo trovate, in pdf, sul sito ufficiale. Se siete soci di CartaFreccia, grazie a un accordo con Trenitalia potete acquistare i biglietti a 5 euro, invece che a 7, e l'abbonamento a 60 euro invece che a 80 (escluse le cerimonie di inaugurazione e premiazione).

Il Torino Film Festival, infine, ha stretto quest'anno una collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, tempio torinese dell'arte contemporanea: una performance della cineasta Josephine Decker, il 20 novembre alle 19 alla Fondazione (via Modane 16), e il secondo premio del concorso lungometraggi, il Premio della Giuria - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, sono il primo risultato di questa inedita alleanza torinese.


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