lunedì 3 novembre 2014

A Porta Nuova, stazione torinese in cerca di progetto

Fino al 2016. Così riportano i media cittadini in questi giorni: i torinesi dovranno aspettare fino ad allora, per poter rivedere finalmente la stazione di Porta Nuova senza impalcature né cantieri. Probabilmente si ricorda a fatica l'ultima volta in cui si è vista la bella stazione torinese senza ponteggi e lavori in corso. Personalmente non la ricordo da almeno una decina d'anni abbondante. Porta Nuova è una delle stazioni ottocentesche più belle d'Italia. Fu costruita tra il 1860 e il 1867 da Alessandro Mazzuchetti, per accogliere nella capitale del Regno la ferrovia che arrivava da Genova. La sua posizione fu privilegiata sin dalla sua realizzazione: davanti a piazza Carlo Felice, a chiudere la prospettiva di via Roma, con la sua facciata di vetro, marmi e portici, e lungo il più maestoso corso cittadino, corso Vittorio Emanuele, cerniera tra il centro storico e la città moderna.


Ancora oggi Porta Nuova è un centro nevralgico per Torino. E' la terza stazione italiana per traffico, con circa 70 milioni di utenti all'anno, e, grazie a questo, di qui passano numerosissime linee di autobus e tram, che la collegano con tutte le direzioni cittadine, e qui ha una fermata la M1, l'unica linea della metropolitana. La costruzione del passante ferroviario, che collega tutte le stazioni torinesi, dal Lingotto fino a Stura, passando per Porta Susa, ha isolato Porta Nuova, stazione di attestamento, ma non di passaggio, e le ha tolto molta importanza. Così da un paio di decenni ci si chiede cosa fare di Porta Nuova. Cosa fare di quest'edificio magnifico e solenne, così rigoroso nei movimenti di persone e nei suoi collegamenti e così elegante e torinese nelle sue architetture? Si era parlato di trasformare tutta la sua area in una sorta di Central Park torinese e di spostare nell'edificio il Museo Egizio: un progetto suggestivo per ovviare alle tentazioni di convertire la dismissione della stazione in una nuova operazione immobiliare. Ma è rimasto lettera morta. Tra le proposte più strane, c'è stata anche quella di portare il mare a Porta Nuova, allagando l'area adesso occupata dai binari, fino al ponte di via Passo Buole e dotando di spiagge le zone lungo via Nizza e via Sacchi. E' stato creato anche un apposito canale su youtube, per sostenere il progetto,


Nel frattempo è partito il progetto delle Grandi Stazioni, che ha trasformato radicalmente Porta Nuova, mantenendo intatti la sua struttura esterna e il grandioso atrio d'ingresso. Nella parte mediana, tra l'atrio e l'accesso ai binari, è stato ricavato un centro commerciale su due piani, in cui hanno trovato posto numerosi marchi nazionali e internazionali (ma ci sono anche numerosi spazi vuoti). Sul lato di via Sacchi sarà costruito un parcheggio sotterraneo, con un'area a verde in superficie; un parcheggio è previsto anche sul lato di via Nizza. Sulla carta il progetto di trasformazione di Porta Nuova ha sempre avuto un suo fascino, ma nella realtà suscita parecchie perplessità. Non solo è arrivata la crisi economica, che ha fatto fallire numerose ditte appaltatrici dei lavori, causando ritardi nelle consegne. Ma non c'è neanche stato un progetto chiaro sul futuro della stazione. Mentre si lavorava alla sua ristrutturazione, si parlava della sua dismissione. Mentre veniva trasformata in una sorta di centro commerciale dotato di binari, si sottolineava come Porta Susa sarebbe stata la stazione più importante di Torino e la si dotava di una struttura avveniristica. Ancora oggi non è chiaro cosa sarà di Porta Nuova, una volta completata la ristrutturazione, con la pulitura della facciata e la costruzione dei parcheggi. Sarà il capolinea torinese dei treni a media percorrenza, diretti verso Cuneo, Alessandria e Genova? Sarà il capolinea del Nord-Ovest dei treni ad alta velocità, diretti verso Sud, sia dal lato tirrenico che da quello adriatico, sia verso Venezia? Torino sarà ancora capolinea delle linee nazionali a lunga percorrenza o sarà stazione di passaggio, grazie a Porta Susa, dei grandi corridoi ferroviari europei, che attraverseranno la Pianura Padana diretti verso l'Oceano Atlantico, a Ovest, e verso la Russia a Est? Non è ancora chiaro. Chissà se lo sapremo nel 2016.



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