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martedì 16 dicembre 2014

Filippo Juvarra. Fantasia barocca, la mostra virtuale di Palazzo Madama

Ieri si sono celebrati i 300 anni della nomina di Filippo Juvarra a Primo Architetto Civile del Regno di Sicilia. Era il 15 dicembre 1714, Filippo Juvarra era appena arrivato a Torino, invitato da Vittorio Amedeo II. Nato a Messina, Juvarra aveva conosciuto Vittorio Amedeo pochi mesi prima, durante il viaggio del neo-sovrano in Sicilia, la terra che dava il nome al suo Regno (poco dopo la Sicilia sarebbe stata scambiata con la Sardegna e il Regno di Sardegna sarebbe stato protagonista della riunificazione d'Italia). Narrano le cronache che tra il 48enne sovrano e il 36enne architetto fu subito simpatia e chimica, tanto che Vittorio Amedeo volle il siciliano a Torino, per cambiare il volto della capitale del nuovo Regno. E se Filippo lo cambiò!


A lui Torino deve ancora oggi buona parte dell'immagine bella che ha di se stessa e i torinesi gli devono alcuni dei simboli più importanti della propria identità e del proprio immaginario. Vi potete immaginare Torino senza lo sguardo materno e affettuoso della Basilica di Superga? Potete immaginarvi di arrivare a Torino e di non vedere da lontano la sagoma di Superga, che piano piano si fa più definita, e non sentire quel sorriso dentro perché casa è vicina? Potete immaginarvi di percorrere corso Unione Sovietica e non vedere in lontananza il cervo, sulla Palazzina di Caccia di Stupinigi, su cui vegliano le Alpi? E sarebbe davvero via Garibaldi, se al fondo non ci fosse la facciata sontuosa di Palazzo Madama? E San Filippo Neri? E la chiesa di Sant'Uberto, nella Reggia di Venaria? E il Castello di Rivoli, a controllare la pianura e l'incipiente Valle di Susa? Dal sole della Sicilia, Filippo Juvarra portò a Torino un barocco sensuale, rigoglioso, appassionato, mai in contrasto con il rigore architettonico della città, ma, capace di completarlo, di dargli nuove letture e nuove interpretazioni.


Da qualche mese, Palazzo Madama sta celebrando i 300 anni dall'arrivo di Filippo Juvarra a Torino con numerose iniziative, reali (le colazioni prima e le merende adesso, nella veranda juvarriana della sua caffetteria) e virtuali (l'hashtag #juvarra300 per condividere disegni e curiosità sul grande siciliano). L'ultima proposta in ordine di tempo (ma proprio stamattina si annunciava una nuova sorpresa...) è una mostra virtuale, Filippo Juvarra. Fantasia barocca, organizzata grazie alla collaborazione del Google Cultural Institute: disegni, bozzetti, dipinti raccontano la poetica di Filippo, i suoi interessi, la passione per l'architettura classica e per i dettagli; ci sono i suoi capricci architettonici, i suoi pensieri per facciate, chiese e piazze torinesi, i confronti tra i suoi progetti e gli edifici poi realizzati. Le immagini sono accompagnate da brevi didascalie che raccontano, spiegano e approfondiscono la figura del grande architetto siciliano, capace di regalare a una capitale un nuovo immaginario e una nuova identità. Non perdetela, su www.google.com/culturalinstitute.

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