sabato 20 dicembre 2014

Al Castello di Miradolo, una mostra su San Sebastiano

Ai piedi delle Alpi pinerolesi, il Castello di Miradolo, ospita fino all'8 marzo 2015, una mostra singolare, San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra Quattrocento e Seicento.

Nato nel III secolo dopo Cristo, Sebastiano era un militare romano, di profonda fede cristiana, che spinse alla conversione numerose persone del suo intorno; fu condannato a morte, spogliato, legato a un palo e trafitto dalle frecce dei soldati, così lo tramanda l'iconografia cristiana; miracolosamente sopravvissuto, fu condannato a essere flagellato a morte, nel 304. San Sebastiano è considerato il protettore dalle malattie e dalle epidemie, dando un significato metaforico alle frecce (le malattie), che lo colpiscono ma non lo uccidono.

Nel corso dei secoli, il martirio di San Sebastiano ha ispirato numerosi artisti, diventando di fatto, una delle rappresentazioni più popolari della cultura cristiana. Al Castello di Miradolo sono stati raccolti i capolavori di Andrea della Robbia, Tiziano, Rubens, Guercino, Guido Reni, Luca Giordano, che, per la prima volta, permettono un confronto diretto tra le varie raffigurazioni del santo.


Il percorso inizia con Andrea della Robbia e continua nella Venezia del XV secolo, dove "Carlo Crivelli interpreta con grande suggestione, tra la laguna e le Marche, la figura di un giovanetto nudo e invaso dalle frecce. Sul suo viso compare la smorfia: è l'uomo del Rinascimento con le sue passioni e le sue aspettative sul mondo e nel futuro" spiega il comunicato stampa "Ludovico Carracci interpreta il secolo della grande Riforma Cattolica mostrandoci un atleta gentile che cita passi di danza e si muove leggiadro nei meandri della fede. Lo splendido paesaggio è la scena suggestiva che ospita la Vergine col Bambino e uno statuario Sebastiano, dipinto da Paris Bordone, che ci guarda e assiste silenzioso al mistico dialogo. Compagno ideale è il solitario e meditabondo San Sebastiano di Tiziano".

L'immagine di Sebastiano nel Seicento è affidata a Rubens, il cui quadro proviene dalla Galleria Corsini di Roma. La pittura del Seicento è rappresentata dai Sebastiano del Guercino e di Guido Reni, "che lega il bel Sebastiano a un albero in un'atmosfera calda, serale, intima". Ci sono poi le atmosfere caravaggesche nei dipinti di Ribera e Regnier, superate da Luca Giordano e Mattia Preti, "che cavalcano il Seicento e aprono il secolo successivo lasciandosi alla spalle la pittura di verità e la ritualità del vero".

La mostra del Castello di Miradolo, curata da Vittorio Sgarbi, con la collaborazione di Antonio D'Amico, è davvero un grande evento culturale, che offre l'occasione unica di vedere opere provenienti da collezioni pubbliche e private geograficamente lontane: ci sono opere appartenenti a collezioni di Madrid e di New York, al napoletano Museo di Capodimonte, alla fiorentina Galleria degli Uffizi, ai veneziani Museo Correr e Galleria dell'Accademia, alle romane Galleria Colonna e Palazzo Orsini, all'Arcivescovado milanese. Qui, nel Castello di Miradolo, sono tutte riunite, per permettere un confronto unico tra epoche, pittori, stili, immaginari. Lungo il percorso c'è anche un allestimento sonoro, Il Martirio di San Sebastiano di Gabriele D'Annunzio con le musiche di Claude Debussy, che nei giorni di Natale e Santo Stefano, alle 21.15, sarà suonato dal vivo, con i musicisti disposti in varie sale, così da creare una sorta di dialogo con le opere esposte (biglietto intero 22 euro, ridotto per Abbonamento Musei 20 euro, per under 18 15 euro, per bambini fino a 6 anni gratuito; per info e prenotazione, obbligatoria, tel 0121 502761).

La mostra è anche un'occasione da non perdere per conoscere questo castello neo-gotico, da qualche anno sede della Fondazione Cosso, un'associazione no profit che ha come obiettivo la promozione del territorio, attraverso iniziative culturali di grande livello come questa . Tra le cittadine del territorio coinvolte nel progetto, non solo Pinerolo, ma anche Saluzzo, Manta, Staffarda.


Il Castello e la mostra sono aperti il giovedì e venerdì dalle 14 alle 18, il sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18.30; chiuso il martedì e il mercoledì; ultimo ingresso, un'ora prima della chiusura. Il 24 e il 31 dicembre e il 1° gennaio, il Castello sarà chiuso; il 25 dicembre l'orario sarà dalle 15 alle 18.30, il 26 dicembre e il 6 gennaio dalle 10 alle 18.30. Il biglietto d'ingresso costa 10 euro, ridotto 8 euro (gruppi, convenzionati, studenti fino a 26 anni, over 65, militari), ridotto per bambini dai 6 ai 14 anni 3 euro, gratuito per bambini fino a 6 anni e per i possessori della tessera Abbonamento Musei; il servizio audioguide costa 3 euro. Sono previste anche visite guidate per singoli, la domenica alle 16.30, con appuntamento alla biglietteria della mostra alle 16.15 e con un costo di 5 euro da aggiungere al prezzo del biglietto.

Arrivare al Castello di Miradolo, in via Cardonata 2 a San Secondo di Pinerolo (TO), è piuttosto facile persino per chi vuole usare i mezzi pubblici. Lo spiega bene il bel sito web ufficiale della Fondazione Cosso (altamente consigliabile per la facilità d'uso e la completezza delle informazioni); da Torino si può raggiungere Pinerolo in treno, con la linea SMF2 (gli orari, in pdf, sul sito sfmtorino.it); dalla stazione ferroviaria di Pinerolo, ci sono gli autobus della linea 1 de La Cavourese, in direzione di San Secondo di Pinerolo (gli orari, in .pdf, sul sito cavourese.it).


1 commento:

  1. Leggendo l'articolo mi sono convinto ad andare a vedere la mostra... Sono sicuro che sarà molto emozionante.

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