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venerdì 30 gennaio 2015

Al fronte: il Museo del Cinema racconta la Grande Guerra

Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie, scriveva Giuseppe Ungaretti nella più celebre e crudele sintesi della vita dei soldati in trincea. E questa sensazione di precarietà non abbandona mai, durante la visita di Al fronte. Cineoperatori e fotografi raccontano la Grande Guerra, la mostra appena inaugurata al Museo Nazionale del Cinema di Torino.


Merito dell'allestimento, che parte dalla grande aula del tempio, trasformata in una sorta di trincea, mostra decine di fotografie e di immagini sulla salita della rampa, in un'implicita metafora della fatica e della precarietà, e termina poi con la Prima Guerra illustrata da musicisti e artisti contemporanei. Il Museo del Cinema conserva collezioni preziosissime sulla Grande Guerra, ci sono i fondi di Luis Bogino, un fotografo nato in Argentina da genitori piemontesi, al seguito dell'Esercito Italiano; ci sono le fotografie dei giovani soldati, scattate nella quotidianità e nelle sorprese del fronte, spesso in trincea; ci sono i filmati dell'epoca, propagandistici e cinematografici, e ci sono spezzoni di film girati in varie epoche, tra cui Uomini contro di Francesco Rosi. Sono immagini preziosissime, che aprono uno squarcio inedito sulla vita al fronte, che raccontano le influenze e le conseguenze di quell'evento sull'immaginario italiano, che parlano alle nuove generazioni assuefatte di violenza e guerre, sante o meno, con immagini d'impatto e teneri oggetti appartenuti ai Caduti.

La Grande Guerra è la prima documentata dalle immagini in movimento e dalle fotografie. Per chi le osserva 100 anni dopo, c'è la tenerezza della distanza, c'è l'eco dei ricordi scolastici, c'è tutta l'epica del Piave, di Caporetto, del Presente di Redipuglia, c'è la memoria di nonni e bisnonni segnati per sempre dalle trincee, c'è la tristezza di una violenza che non termina mai e di una disumanità che in questi giorni è più che mai attuale. Lungo la salita della rampa elicoidale, si ha anche la consapevolezza del ruolo dei media, del forte impatto visivo della fotografia, più efficace di tante parole. Sette le sezioni tematiche, che raccontano il dramma della Grande Guerra: Il fronte geografico e i panorami di guerra, Momenti della vita quotidiana al fronte, La trincea, La guerra bianca sulle cime italiane, Tecnologie della Grande Guerra, Feriti e prigionieri al fronte e nelle retrovie, Vittime di guerra: corpi e luoghi devastati.


La sezione che chiude la mostra racconta i luoghi della Grande Guerra oggi, con un viaggio fotografico di Paola De Pietri, con le installazioni degli artisti Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi e con videoclip di musicisti di vari generi, dal pop al metal. C'è attualità in quella violenza, in quell'epica in cui gli italiani si trovarono al fronte per la prima volta insieme, senza ancora una lingua comune, e in cui l'Europa perse se stessa, faticando tutto un secolo per ritrovarsi.

Nel 2015 l'Italia ricorda i 100 anni dal suo ingresso nella Prima Guerra Mondiale, ci saranno poi date di avanzate e disfatte lungo la linea delle trincee e del Piave, ma il ricordo di quella Guerra in cui l'Europa si è persa, non poteva avere migliore inizio, qui, a Torino, nel Museo del Cinema.

Al fronte. Cineoperatori e fotografi raccontano la Grande Guerra chiuderà il 3 maggio 2015; l'orario di apertura segue quello del Museo del Cinema: da martedì a venerdì dalle 9 alle 20, sabato dalle 9 alle 23, domenica dalle 9 alle 20; lunedì chiuso. Se intendete approfittare della mostra per salire anche sulla Mole Antonelliana, ricordate che dal 2 febbraio al 23 marzo 2015 l'ascensore panoramico sarà chiuso per manutenzione. Il biglietto d'ingresso costa 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito per i bambini fino a 5 anni, per i possessori delle tessere di Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card. Tutte le info sul sito web del Museo, www.museocinema.it.

2 commenti:

  1. Una bella mosta, per non dimenticare....

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  2. Paola, scusa se non ho pubblicato prima il tuo commento, ma mi è apparso solo stamattina, insieme a tutti gli altri...
    Ho pensato la stessa cosa al visitare la mostra, per questo invito tutti a non perderla, soprattutto i più giovani, che poco sanno della Grande Guerra. Grazie per il commento!

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