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giovedì 15 gennaio 2015

El Pais: alla scoperta del Piemonte, culla di Slow Food

Il Piemonte è la patria di Slow Food e continua a rinnovare la cucina e a ottenere il massimo da alcuni dei suoi migliori prodotti, come il tartufo d'Alba o il Barolo. Parola di El Viajero, il supplemento viaggi di El Pais, che al Piemonte, in versione slow and food, dedica un lungo articolo, in collaborazione con Lonely Planet. La premessa è che prima di partire bisogna fare una lista degli acquisti imprescindibili: a Torino, i cioccolatini "famosi in tutto il mondo"; ad Asti, quasi non bisogna dirlo, "il celebre Asti Spumante"; ad Alba, possibilmente durante la Fiera, il tartufo e a Barolo, la Ferrari del vino italiano. Questi gli imprescindibili, ma intorno a loro ci sono "le nocciole dolci, gli eccezionali tartufi bianchi, il riso Arborio, l'uva Nebbiolo".


Il viaggio inizia a Torino, a cui gli spagnoli riconoscono di "aver inventato e venduto il primo cioccolato solido". La visita gastronomica proposta passa per CioccolaTO, Al Bicerin, Peyrano e Eataly; ma un gourmet non può lasciare Torino senza passare per la panetteria di Andrea Perino, in via Cavour 10, "maestro del culto di Slow Food, che sforna generose porzioni di focaccia e saporiti spuntini".

Si passa poi a Cuneo, per la quale El Viajero, inventa una definizione sorprendente ed efficace: "una versione condensata di Torino, a soli 90 km più a sud". E' "una città raffinata, con un'impressionante piazza porticata rinascimentale, la monumentale piazza Galimberti". Da visitare per il suo Festival della Musica di giugno, la Fiera della Castagna e la Fiera del Formaggio Regionale, in autunno. "Ma le caramelle ripiene di rhum, tipiche della città, si possono provare durante tutto l'anno". E un gourmet non lascia Cuneo senza prima essere passato all'Osteria della Chiocciola, in via Fossano 1, in cui i "suoi esperti cuochi fanno miracoli".

Bra è la patria di Slow Food e il suo tempio è l'Osteria del Boccondivino, dove tutto è iniziato. Poco più a sud, c'è Cherasco, "famosa per le sue lumache", servite "senza conchiglia e fritte, arrostite, accompagnate da salsa di carciofi o tagliate nei ravioli". Tra le specialità segnalate, le lumache alla Barbera; il locale in cui provarle è l'Osteria della Rosa Rossa, in via San Pietro 31.

Ci si addentra nelle Langhe passando a Barolo, "il centro delle Langhe, una terra di dolci colline coperte da orti, vigneti e fotogeniche fattorie di pietra". Il Barolo è "la Ferrari dei vini rossi italiani, considerato da molti il miglior vino italiano". Nella cittadina, il Museo del Vino, l'Enoteca Regionale del Barolo e un B&B, Villa Carita, che offre "romantiche viste notturne sulle luci di La Morra". Alba non è solo la capitale del tartufo bianco e "esplorarla a piedi o in bicicletta costituisce un autentico piacere". In Piazza del Duomo, La Piola, che "sintetizza l'esperienza gastronomica". Nel Medioevo la rivale acerrima di Alba era Asti, una rivalità ricordata nel Palio d'Asti, "una corsa di cavalli celebrata la terza domenica di settembre". Nel calendario di Asti anche la Festa della Douja D'Or, a settembre, a cui fa eco il Festival delle Sagre, poco dopo. Le specialità locali si assaggiano da Pompa Magna, "una brasserie di due livelli, perfetta per prendere una bruschetta e un bicchiere di buon vino". Ma quello che davvero vale la pena è il bônnet, "un elaborato budino di cioccolato".

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