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venerdì 2 gennaio 2015

La costruzione di una Nazione, al Museo del Risorgimento di Torino

Al Museo del Risorgimento c'è una bella mostra, Immaginare la nazione. Saperi e rappresentazioni del territorio a Torino, 1848-1911, organizzata dal Dipartimento di Studi Storici dell'Università di Torino con la collaborazione dello stesso Museo. Il suo obiettivo è indagare su alcuni dei temi risorgimentali che più curiosità suscitano tra i profani: perché fu proprio Torino, la città che attrasse il movimento risorgimentale, fino a divenirne guida? E perché fu a Torino che si crearono le basi per la legittimazione del nuovo Stato e della sua dinastia? La mostra cerca risposte articolandosi in cinque sezioni: Il mito dinastico sabaudo, La nazionalità italiana e gli esuli, Conoscenza, rappresentazione e governo del territorio, Divulgare l'immagine della nazione, Nazione e territorio nelle grandi esposizioni.


Lo Stato sabaudo era l'unica monarchia costituzionale della penisola e anche per questo attrasse gli esuli in fuga e i liberali, facendo di Torino una delle capitali più vivaci e culturalmente inquiete della penisola italiana. E questa vivacità culturale contribuì al dibattito non solo sul Risorgimento, ma anche sull'Italia che sarebbe stata. Curiosamente, la ricerca scientifica ebbe un ruolo non secondario, (anche se mai sufficientemente sottolineato nei programmi scolastici, che ci raccontano quell'epoca storica): "L’istituzione di nuove cattedre universitarie, tra le quali non casualmente quelle di Storia Moderna e di Geografia e Statistica già prima dell'Unità, di nuovi laboratori, di associazioni culturali o scientifiche, di riviste specializzate si rivelò in grado di modellare una sfera pubblica e di indirizzarla alla costruzione di saperi tecnici e conoscenze utili a governare, ma anche a rappresentare il Paese" spiegano gli organizzatori della mostra.

Dal Piemonte, inoltre, era partita, per diffondersi poi nel resto d'Italia, la creazione del mito sabaudo, con la trasformazione di Vittorio Emanuele II in Padre della Patria: i monumenti del primo sovrano italiano e di suo padre Carlo Alberto, il primo re sabaudo che aveva manifestato simpatia per i movimenti unitari e che aveva tentato di guidarli, si diffusero in tutto il Paese. E non bisogna dimenticare il ruolo della scuola e delle Esposizioni Nazionali che si successero a Torino, tra il 1884 e il 1911. La scuola divenne uno dei luoghi in cui i miti del Risorgimento e della Patria trovarono maggiore divulgazione, educando le nuove generazioni nel nuovo Stato; le Esposizioni contribuirono a dare un'immagine propria della giovane Italia, capace di inventarsi un ruolo nei campi del sapere, fossero le scienze, l'architettura, le automobili.

A raccontare la costruzione dell'immagine e dell'immaginario dell'Italia, ci sono numerosi oggetti e reperti: foto, libri, riviste (quanto sono importanti le riviste, per raccontare un Paese, un'epoca, le sue emozioni?), mappamondi, i documenti della spedizione al Polo Nord del Duca degli Abruzzi e la perforatrice utilizzata per il traforo del Frejus, entrambi capaci di dare un'idea epica di una Nazione, dei suoi progressi, dei suoi entusiasmi. La mostra si trova al termine del percorso museale, come succede sempre per le mostre del Museo del Risorgimento. E' una scelta azzeccata e intelligente: il tema proposto è un approfondimento e una riflessione di quanto visto durante la visita ed è come un completamento. Se amate l'Italia e quello che ha significato la sua costruzione, non perdetela.

Immaginare la nazione. Saperi e rappresentazioni del territorio a Torino, 1848-1911 è al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, in piazza Carlo Alberto 8, fino al 29 marzo 2015; l'orario di apertura è da martedì a domenica dalle 10 alle 18, il biglietto d'ingresso, comprendente sia la mostra che la visita al Museo, è di 10 euro (gratuito per i possessori della tessera di Abbonamento Musei).


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