venerdì 27 febbraio 2015

Gli spazi sospesi del paesaggio industriale, in mostra a Torino

Quel momento in cui le grandi fabbriche sono abbandonate, in attesa di riconversione o di demolizione. E' un momento drammatico, per tutte le vite che lì sono passate, per la pagina che viene voltata, ma è anche carico di poesia e di opportunità, come possiamo vedere anche a Torino. E' un momento che la pittrice ligure Cecilia Ravera Oneto ha immortalato in molti suoi quadri: durante la Seconda Guerra Mondiale, il lavoro di disegnatrice alle Officine Ansaldo di Genova le permise di avvicinarsi alle tematiche del paesaggio industriale e, per tutti gli anni 50 e 60, le strutture dell'Italsider e delle fabbriche furono parte essenziale del suo lavoro. In quegli anni, le grandi città del nord divennero capitali industriali, trasformando inevitabilmente, e irrimediabilmente, il loro paesaggio. Ravera Oneto ne fu affascinata, descrivendo non solo il cambiamento repentino del paesaggio, ma anche i protagonisti di quel cambiamento: i capannoni, i gasometri, le raffinerie, un mondo nuovo e inaspettato, che cambiava paesaggio, vite, abitudini.


Per rendere omaggio a questo suo lavoro, alle trasformazioni delle grandi città e agli interrogativi che il mutamento del paesaggio pone, la Sala Mostre Regione Piemonte, in piazza Castello 165, ospiterà la mostra Spazi sospesi 2. Artisti a confronto con l'opera di Cecilia Ravera Oneto. Dodici artisti proporranno la loro visione dell'archeologia industriale, in rapporto con il paesaggio che la presenza delle industrie e dell'azione umana ha mutato. Sono spazi sospesi, abbandonati, senza più una funzione e un'identità, sono la testimonianza concreta del cambiamento delle nostre vite e delle nostre società; sono anche spazi che ci ammoniscono, perché sono in attesa di un futuro, che può essere la demolizione, ma anche una ristrutturazione e un nuovo uso, magari culturale o ludico (e a Torino ci sono tanti esempi di entrambe le opzioni). Probabilmente non ci potrebbe essere città più adatta di Torino a questo confronto artistico sull'archeologia industriale, proprio per i numerosi esempi di riconversione post industriale che offre, dal Lingotto al Parco Dora, dal Museo Ettore Fico alla Fondazione Sandretto fino a Eataly, per citare alcuni dei modelli più noti.


Artisti a confronto: Cecilia Ravera Oneto (sin) e Fabio Niccolini (ds)

Gli artisti che presenteranno i loro lavori sono Elvira Sanchéz, Valentina Bassetti, Elena Tortia, Guo Liang, Wang Peng, Zhao Li, Maria Rebecca Ballestra, Cesare Bignotti e Fabio Niccolini e i vincitori dell'ultima edizione del Premio Cecilia Ravera Oneto Resaldo Ajazi, Mihail Valentinov Ivanov e Zlatolin Donchev. Ci saranno anche lavori inediti di Cecilia Ravera Oneto provenienti da collezioni pubbliche, (Museo dell’Accademia Ligustica, Genova) e private (Fondazione Carige, Genova; Confindustria, Genova).

La mostra sarà inaugurata il 5 marzo 2015 alle 17.30, alla presenza dei curatori Leo Lecci, Monica Saccomandi e Laura Valle, Marina Ravera Gennari, presidente dell'Associazione culturale Cecilia Ravera Oneto, il Presidente dell'Accademia Albertina Fiorenzo Alfieri e il direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti Salvo Bitonti, la storica dell’arte Colette Bozzo Dufour e la storica dell’archeologia industriale Giovanna Rosso Del Brenna. Sarà aperta fino al 18 marzo 2015, tutti i giorni, dalle ore 11 alle 19; l'ingresso è libero.

Le fotografie dal sito dell'Associazione Pentesilea, www.pentesilea.org, partner culturale della mostra. 


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