lunedì 16 febbraio 2015

La Barriera di Milano raccontata dagli scrittori, in La Storia Continua

La Storia Continua _Urban Storytelling: incursioni di scrittura urbana è un bel progetto letterario che ha avuto luogo in Barriera di Milano e che si può leggere ancora nel web, nel sito di Urban Barriera. Un quartiere in forte cambiamento di vocazione e strutture deve avere i propri cantori, scrittori e appassionati che immortalino l'istante, descrivano un'atmosfera, ricordino un volto. Così il Comitato Urban Barriera di Milano ha chiesto a una ventina di scrittori, torinesi e non, noti e non, di compiere qualche incursione nel quartiere, per raccontarlo. Gli scrittori sono Andrea Bajani, Giuseppe Culicchia, Stefano Di Polito, Mara Dompè, Fabio Geda, Riccardo Humbert, Davide Longo, Filippo Losito, Giusi Marchetta, Marco Magnone, Marianna Martina, Giuliana Olivero, Darwin Pastorin, Alessandro Perissinotto, Emiliano Poddi, Cinzia Ravallese, Enrico Remmert, Franca Rizzi Martini, Alberto Robiati, Sabrina Rondinelli, Laura Sciolla, Massimo Tallone.

Nei loro racconti ci sono i mercati, i negozi, le strade, i personaggi, la generosità, l'indifferenza, la fatica, l'illusione, la speranza. Anche se non si frequenta Barriera di Milano, si pensa a quanto un quartiere sia ricco di storie, di sentimenti, di passato e di futuro per gli occhi che sanno guardarlo. Di tutti i racconti di questo progetto, mi ha colpito in particolare quello di Laura Sciolla, A Torino c'è il mare. Il napoletano Vincenzo sente nostalgia del mare della sua città, il collega Lucio gli mostra che anche Torino è dotata di mare e lo porta in un negozio di articoli subacquei, in Barriera di Milano. E, chiacchierando di mare e osservando articoli, Lucio fa un'osservazione emozionante, che parla della Barriera: ""A ben guardare" continuò Lucio "tutto questo quartiere è nato da un sogno. Non un sogno languido, ma un sogno laborioso, attivo… il tipo di sogno che facciamo noi! Era il sogno degli operai che nell'Ottocento cercarono uno spazio libero, poco costoso, dove andare ad abitare: lo trovarono subito fuori della cinta daziaria, ai bordi della pianura. Furono dei veri, coraggiosi pionieri! Le case se le costruirono con le loro mani, mattone su mattone, sacrificando il tempo libero. E piantarono alberi e giardini… ne fecero una spiaggia che si affacciava su quello che in tempi remoti era un grande mare. Poi la città si è espansa, ha inghiottito il borgo… ma il sogno c’è ancora. È un sogno tenace, che resiste a tutto e su tutto vince: inquinamento, crisi, degrado. Un sogno di gioia. Di libertà. Un sogno di mare. Lo senti?"" Se non fossero sufficientemente emozionanti le parole di Lucio, che trasforma l'epopea del quartiere in poesia, c'è la risposta di Vincenzo: ""Lo sento" rispose Vincenzo".

Dopo aver coinvolto gli scrittori, il progetto letterario è continuato con Continua la Storia: gli abitanti del quartiere hanno raccontato il quartiere dal loro punto di vista, con sentimenti ed emozioni più immediate di quelle che appartengono a un osservatore esterno. Sono stati selezionati nove racconti, che potete leggere nel sito di Urban Barriera: nostalgie, sogni, emozioni, orgoglio, colori, profumi, sapori che si sentono alla lettura. E viene da pensare quanto siano importanti il racconto di una vita, la capacità di cogliere la poesia, la descrizione dei suoni e dei sapori, per raccontare un quartiere che cambia. Sarà banale, ma una città non è solo il suo passato, lo skyline lanciato verso il XXI secolo, i suoi portici e i suoi musei, è anche i suoi volti, i suoi profumi, i suoi odori, i suoi sguardi. Molti quartieri di tante città hanno avuto i propri cantori e sono entrati nella storia della letteratura e nelle wish-list le liste dei desideri, dei turisti. Chissà che anche Barriera di Milano abbia questo destino e possa diventare una delle icone della Torino letteraria (Rotta su Torino, nel caso, l'ha già messa nelle 10 cose da vedere in città, piccola e sintetica guida per turisti ).

Nessun commento:

Posta un commento