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sabato 21 febbraio 2015

Miss Bee, ovvero come si diventa una delle regine torinesi di Gnammo

Ho incrociato Miss Bee, al secolo Benedetta Oggero, varie volte nel web, prima di incontrarla finalmente dal vivo. E' una delle regine torinesi di Gnammo, piattaforma italiana del social eating, e ogni volta propone cene curiose a casa sua; è la responsabile di torte e pasticcini nei pomeriggi che Victorian Tea Planner e The little tea room dedicano a Jane Austen; e adesso si è inventata anche In the kitchen, lezioni di cucina in inglese, con Turin Epicurean Capital. Muovendosi nel web torinese, alla ricerca di novità e proposte legate a cene e cucina, la si incontra spesso. "Torino è piccola!" commenta lei allegramente.


A sin Benedetta Oggero, a destra foto di gruppo alla merenda dedicata al tè e a Jane Austen

- Come è nata la passione per la cucina?
In realtà non è mai nata, nel senso che non posso identificare un momento della mia vita in cui ho scoperto che mi piace cucinare. L'ho sempre fatto e ho imparato da mia mamma. Sono cresciuta con lei che amava cucinare, ricevere gli amici, avere momenti conviviali in cui conversazione e sapori si mescolavano ed è un gusto che mi è rimasto ed è parte del mio DNA. Gli amici mi hanno sempre chiesto perché non apro un ristorante, ma non amo essere legata agli orari che un ristorante impone.

- Poi hai scoperto Gnammo!
Sì, casualmente, su Internet, ho scoperto queste cene organizzate in casa propria per sconosciuti e mi sono incuriosita. Però è rimasta una cosa così, tra i Preferiti del mio browser. Qualche mese dopo, con un'amica. ho organizzato un baby shower per un'amica comune, che aveva già avuto il bambino. Ci siamo messe entrambe alla prova: lei, che organizza eventi, si è occupata della parte organizzativa, io di quella conviviale, legata al cibo. E' andata piuttosto bene e molte persone ci hanno chiesto se organizzare eventi era il nostro lavoro. Lì mi sono ricordata di Gnammo e ho deciso di organizzare le mie cene in casa.

- Com'è andata la prima volta?
La prima volta è stata quasi tra amici, poi, mano a mano, hanno iniziato ad arrivare persone nuove. La cosa bella è che molti tendono a tornare. Io posso ospitare un massimo di 14 persone, un buon numero per poter avviare conversazioni da tavola e non disperdersi. Ovviamente chi viene è una persona curiosa e, anche se difficilmente viene da sola, è disposta comunque a conversare con perfetti sconosciuti. Succedono cose anche molto carine. Io ho vissuto per sette anni a Londra e ho portato con me la passione per il tè e per lo stile di vita anglo-sassone, per cui organizzo cene a tema anche in occasione delle feste anglosassoni. A novembre c'è stata la cena per il Thanksginving e quasi tutti gli ospiti hanno voluto farsi un selfie con il tacchino! O è capitato che sia venuto come ospite un ex inquilino del mio appartamento!


- C'è una fascia di persone di riferimento, nelle cene di Gnammo?
In linea di massima sono persone tra i 25 e i 45 anni, più o meno, ma uno dei miei ospiti più assidui è una signora di settant'anni, davvero deliziosa, che viene da sola o con la figlia, una mia ex compagna di scuola, e che chiacchiera volentieri con i suoi vicini di tavolo. Sono convinta che il successo di una cena non sia legato all'età o alle fasce sociali degli ospiti, quanto alla loro curiosità.

- Il prossimo appuntamento, l'8 marzo, è un tè per celebrare la Festa della Donna
Sì, è il Ladies High Tea, un pomeriggio al femminile, di tè con dolcetti e salatini; preparerò tartellette al limone con mini meringhe e cestini di patate con salmone affumicato, per dire. E' un pomeriggio che fa un po' da intervallo tra le mie cene in giro per il mondo. Siamo partiti da Londra e siamo già stati a New York per un brunch, poi siamo passati per il Messico e il Marocco, domani ci sarà una sosta a Torino, a base di polenta, e quindi, da marzo fino all'inizio dell'estate, ci saranno tappe in India, in Thailandia, in Grecia, per ritornare a Londra, per un Sunday roast a cui sto già pensando.

- Ti brillano gli occhi quando parli delle cene e dei menù che prepari!
Oh, la preparazione del menù penso sia la parte davvero più divertente! Quando devi abbinare i piatti tra di loro, stare attenta che ci sia un certo equilibrio di colori e di ingredienti. Poi devi fare la lista della spesa, andare nei posti giusti per acquistare il necessario e, infine, cucinare e preparare la tavola. E anche la preparazione della tavola, con la scelta dei colori e del tema, è davvero divertente. Organizzare una cena mi appassiona.

- Perché sei Miss Bee?
A Londra i miei amici mi chiamavano B, da Benedetta. Quando si è trattato di scegliere un nome e un logo, sono partita da lì, ho cercato qualcosa che stesse bene con B e sono arrivata a Miss Bee; nel logo c'è un'ape, che è un insetto operoso e utile e fa il miele, per cui mi piace molto averlo come simbolo.


- Si vive, lavorando come Miss Bee? 
Ci stiamo provando! Lavoro come insegnante di inglese in una scuola privata e poi sono cuoca a domicilio, organizzo o collaboro a eventi come alcuni di quelli organizzati da Dino Del Corso e la sua Victorian Tea Planner o da Turin Epicurean Capital. L'idea è far convivere l'inglese e la cucina, le mie due grandi passioni, e fare di entrambi un lavoro.

Miss Bee è molto social (mi ha rivelato un'autentica passione per Pinterest); ha un sito web, www.missbeefoods.it, è su Facebook, su Twitter, su Pinterest, e su Instagram. Le foto pubblicate  nel post sono di Matteo Reinerio, Lucia Hannau e Alessandra Cobianchi.