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venerdì 6 marzo 2015

Avery Singer, United Artists e Fobofilia, tre mostre alla Fondazione Sandretto

Tre è il numero perfetto ed è il numero delle mostre in contemporanea che da qualche tempo ha scelto la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Fino ad aprile sono in corso, negli spazi di via Modane 16, ben tre mostre, tutte diverse per argomenti e tecniche, tutte strumenti di riflessione sull'arte contemporanea e sulla nostra società.

Picture Punish Words, a cura del direttore dello Stedelijk Museum di Amsterdam Beatrix Ruf, è la prima personale italiana della  25enne newyorkese Avery Singer. Presenta una serie di opere che tendono a confondere l'osservatore abituato agli schemi tradizionali: i lavori di Avery sono dipinti, sono elaborazioni digitali? L'artista newyorkese si serve dei moderni strumenti digitali, per realizzare figure geometrizzate, volumi sorprendenti e oggetti astratti, e spiazza lasciando i suoi quadri appesi non alle pareti, come ci si aspetterebbe, ma a cavi, facendo sì che anche la concezione dello spazio sia modificata e sorprendente. Le opere presentate alla Fondazione Sandretto sono state realizzate appositamente per questa personale, già presentata alla Kunsthalle di Zurigo.


United Artists of Italy è un progetto del gallerista Massimo Minini, che raccoglie una serie di ritratti di artisti realizzati da alcuni dei più importanti fotografi italiani. "L'idea" spiega la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo “è stata quella di concepire una collezione di volti d'artista ripresi dai grandi fotografi italiani, quasi un mondo aiutasse l'altro, completandosi a vicenda". Iniziato qualche anno fa, il progetto si è trasformato in una sorta di viaggio sia nella fotografia che nei volti e nei modi, diventando così uno strumento di interpretazione della realtà, degli atteggiamenti, dell'evoluzione degli artisti. Le fotografie sono quasi duecentocinquanta e tra i loro autori ci sono, tra gli altri, Aurelio Amendola, Gianni Berengo Gardin, Elisabetta Catalano, Mario Giacomelli, Gianfranco Gorgoni, Paolo Pellion, Ferdinando Scianna.


Fobofilia raccoglie alcune opere della Collezione Sandretto Re Rebaudengo con un filo comune, la paura. Perché proprio la paura come tema e filo conduttore della mostra? "La paura è il registro più diffuso nell'intrattenimento, ma anche nell'informazione e di conseguenza nel modo di percepire la realtà. L'arte riflette questa temperie, ne offre diverse sembianze, da quello più intimo e psicologico” spiega la Fondazione di via Modane. Numerosi gli artisti in mostra per questo viaggio insolito e inquietante, tra loro Miguel Calderon, Maurizio Cattelan, Dinos e Jake Chapman, Margherita Manzelli, Eva Marisaldi, Nathaniel Mellors, Andreas Slominski, Marianne Vitale, Jakub Julian Ziolkowski.


Tutte e tre le mostre saranno aperte fino al 12 aprile 2015; gli orari di apertura sono: giovedì dalle 20 alle 23, con ingresso gratuito, da venerdì a domenica dalle 12 alle 19; il biglietto costa 5 euro, ridotto 3 euro; il sito web, con tutte le informazioni, è www.fsrr.org.

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