martedì 28 aprile 2015

I 30 anni del Torino Gay & Lesbian Film Festival. Diversi perché unici

Il Torino Gay & Lesbian Film Festival (TGLFF per i media e Festival Cinema Gay per i torinesi de toda la vida) inizia domani, 29 aprile 2015, alle 21, nella Multisala Cinema Massimo, con una cerimonia guidata dal direttore Giovanni Minerba e di cui sarà madrina Carolina Crescentini; ci sarà anche un'esibizione di Irene Grandi, per terminare la serata con la proiezione di 4: The Director's Cut di Mark Christopher, presente in sala. Si chiude il 4 maggio alle 22 con Six Dance lessons in six weeks di Arthur Allan Seidelman, che riporta sul set l'85enne Gena Rowlands.

Ma, in realtà la 30° edizione del Festival è già iniziata, qualche giorno fa, il 22 aprile, con la dedica di una via a Ottavio Mai, regista e fondatore del Festival Cinema Gay, insieme al compagno Giovanni Minerba, che continua a dirigerlo. Regista e attivista omosessuale, si legge nella targa di via Ottavio Mai ed è la prima volta che la toponomastica italiana ricorda un attivista omosessuale in quanto tale. E il 25 aprile, a Borgo Dora, è stata inaugurata CasArcobaleno, che ospita numerose associazioni attive nel mondo omo e transessuale e dirette anche a tutta la cittadinanza e anche questa è una prima volta in Italia: per la prima volta c'è un polo gestito da attivisti omo e transessuali, che permette il superamento dei tabù e invita alla convivenza attiva tra persone, siano quali siano i loro orientamenti sessuali. Ci potrebbe essere regalo migliore per il 30° anniversario del Festival? Ne possiamo aggiungere un altro: la Regione Piemonte è tornata a dare il proprio patrocinio alla manifestazione, dopo gli anni bui della presidenza Cota.

In questi giorni di vigilia del Festival, in tanti, sui media, si sono chiesti se, 30 anni dopo, con l'evoluzione della società, è sempre necessario un Festival dedicato ai film a tematiche omosessuali. E sì, senza ombra di dubbio, è sempre necessario. Non solo perché la società italiana è una delle meno evolute d'Europa, non riconoscendo le unioni civili o i matrimoni omosessuali, ma anche perché libertà e diritti non sono mai conquistati una volta per sempre, ma vanno difesi quotidianamente. E, comunque, esiste una cinematografia dedicata al mondo LGBT, che non si capisce perché dovrebbe smettere di avere uno spazio che la diffonda e la valorizzi. L'arte merita sempre di essere conosciuta.

Consapevole dell'importanza dell'anniversario, il Torino Gay & Lesbian Film Festival celebra i suoi primi 30 anni con un bello slogan Diversi perché unici, avendo nel 30 il proprio filo conduttore. 30 i lungometraggi in programma, 30 i cortometraggi e 30 le feste extra. 4 i premi in palio: il Premio Ottavio Mai, il Premio Queer, il Premio al Miglior Cortometraggio e il premio The Best Torino, assegnato direttamente dal pubblico. Continua il sodalizio con il Circolo dei Lettori, che presenta la sesta edizione di A qualcuno piace libro, l'appuntamento letterario del Festival. In programma 4 incontri, tutti alle 18: il 30 aprile verrà presentato Il giorno più felice della mia vita (Rizzoli) di Sebastiano Mauri, con l'autore, interviene il Presidente del Circolo dei lettori Luca Beatrice; il 1° maggio ci sarà T'innamorerai senza pensare (Mondadori) di Francesca Vecchioni, con l'autrice interviene la giornalista Silvia Garbarino; il 2 maggio sarà la volta di Ritratto di famiglia con bambina grassa (Mondadori) di Margherita Giacobino, con l'autrice sarà presente la scrittrice Consolanza Lanza; il 4 maggio, infine, alle 17, Il matrimonio omosessuale è contro natura. Falso! (Laterza) di Nicla Vassallo, con lei ci saranno la sociologa Chiara Saraceno e il giornalista Pasquale Quaranta.

Il Torino Gay & Lesbian Film Festival è dotato di un bel sito web, in cui troverete tutte le informazioni sul programma e sull'acquisto dei biglietti. Vi lascio con la sigla di questa 30° edizione della manifestazione, che riassume il suo spirito, il racconto di un mondo omosessuale e di una militanza fatta sempre con un sorriso, con allegria, con orgoglio, senza paura e senza tabù. In questo video si capisce perché questi 30 anni sono valsi la pena e perché si augura a Giovanni Minerba e al suo staff che ci siano almeno altri 30 anni. Buon compleanno, Cinema Gay!

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