giovedì 30 aprile 2015

Il Monumento di Vittorio Emanuele II, tra i più alti di Torino

Monumenti, nel centro di Torino, ce ne sono tanti, da quello dedicato ai Caduti del Frejus, in piazza Statuto, al Soldato Sardo di piazza Castello a re Carlo Alberto, in piazza Carlo Alberto, fino all'energico Giuseppe Garibaldi, lungo il Po, l'unica statua italiana del Generale che non guarda verso Roma, ma verso Genova, e tutti gli altri nelle varie piazze storiche. Ma quando i torinesi si danno appuntamento al Monumento o parlano del Monumento, si riferiscono a uno solo: la statua di re Vittorio Emanuele II, all'incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Galileo Ferraris.


Il monumento è costituito da quattro alte colonne in stile dorico, al di sopra delle quali c'è la statua in bronzo del re, in piedi e fiero, con la spada al fianco, nell'immagine di Padre della Patria maschio e rassicurante. L'altezza totale del monumento è di 39 metri, alla base delle colonne, una per lato, ci sono quattro statue, che rappresentano la Libertà, la Fratellanza, l'Unità e il Lavoro. Intorno al monumento si muove oggi il traffico impaziente di una delle arterie più importanti del centro di Torino, corso Vittorio Emanuele, che porta dal Po fino a piazza Rivoli, nell'area occidentale della città. Una delle immagini più suggestive che questo monumento regala è dai tetti dell'antica Torino: ci sono balconi e finestre, agli ultimi piani, in cui si può vedere il capo del Re, spuntare dai tetti e, se state attenti, negli skyline classici di Torino non è difficile veder spuntare il faccione di Vittorio Emanuele.


Se oggi noi torinesi siamo affezionati al nostro monumento, non è stato sempre così. La costruzione del complesso, nella seconda metà del XIX secolo, fu piuttosto tormentata. La statua fu voluta da re Umberto I, che voleva onorare il padre nella sua prima capitale, con un monumento all'altezza della sua impresa storica. Fu bandito un concorso, vinto dallo scultore genovese Pietro Costa. E qui iniziarono i guai: ci vollero ben vent'anni, tra incomprensioni e liti con il Municipio di Torino, perché Costa terminasse il suo lavoro. E fu così coinvolgente e faticoso che praticamente non ci sono stati altri lavori di rilievo nella vita dello scultore. Superate le difficoltà, il monumento fu inaugurato il 9 settembre 1899, in una Torino festosa e un po' nostalgica, che ricordava il suo ultimo Re di Sardegna e il primo Re d'Italia. Certo, nessuno si sarebbe immaginato che sarebbe poi diventato la rotonda di uno degli incroci più importanti della città, ma è anche vero che vedere il Monumento da lontano, non solo è un aiuto all'orientamento, ma è anche Torino, una delle sue immagini più care.


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