martedì 21 aprile 2015

Torino, 70 anni fa, nei giorni della Liberazione

Questo post di Torino com'era è dedicato alla Torino di 70 anni, fa, nei giorni immediatamente precedenti alla Liberazione dal nazi-fascismo. Dal 18 aprile la città era paralizzata da uno sciopero generale, a cui aveva aderito la grandissima maggioranza dei lavoratori; il 24 aprile, il Comitato di Liberazione Nazionale diede il via all'attuazione del piano d'insurrezione, per liberare Torino prima dell'arrivo degli Alleati, impedendo, allo stesso tempo, che i tedeschi in ritirata distruggessero gli impianti produttivi. La città venne liberata in una sola giornata, il 27 aprile: "Nel pomeriggio del 27 aprile iniziano gli scontri a fuoco, con i partigiani che occupano rapidamente alcuni stabilimenti della Fiat (Mirafiori, Lingotto, Aeronautica) e si uniscono alle squadre interne di operai. Il continuo afflusso di uomini provenienti da fuori città rende vana la difesa tedesca, che si avvale anche dell'uso di una ventina di carri armati, spostati da una zona strategica all'altra nel tentativo di bloccare l’avanzata degli insorti" racconta l'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, nel documento in .pdf preparato per la Liberazione di Torino "Il generale Ernst Schlemmer, comandante responsabile della piazza di Torino, apre i negoziati con il Cln (mediati dalla Curia) per la resa delle truppe tedesche, ma nel frattempo organizza la ritirata dei suoi soldati, che infatti riescono nottetempo ad aprire un varco tra le linee partigiane e a ripiegare verso Chivasso. La mattina del 28 aprile Torino è liberata e il Cln ne assume la piena amministrazione,mantenendola fino al 9 maggio (le prime avanguardie alleate arriveranno in città il 1° maggio, mentre la giunta militare angloamericana sarà operativa una settimana dopo)”.


Le foto raccolte nel web raccontano la gioia di una città liberata, devastata dai bombardamenti, ma sorridente, per la fine dell'incubo della Guerra. Ci sono i partigiani che sfilano in città, una folla enorme in una piazza Vittorio Veneto ferita. Fa male vedere la propria città devastata (e abbiamo ancora testimonianze dei bombardamenti, in posti mai più ricostruiti, come, per esempio, nell'isolato di via Verdi, tra la Mole Antonelliana e la sede della RAI), ma provoca anche una certa invidia il sorriso dei torinesi di allora: c'erano sentimenti comuni, c'era una collettività che lavorava insieme e che aveva obiettivi comuni, c'erano solidarietà e comprensione, valori che dovremmo ritrovare con una certa urgenza, 70 anni dopo.


Il 23 aprile, alle ore 18.30, sarà presentato alla Bibliomediateca Mario Gromo di via Matilde Serao 8A, il libro  Torino dopo la guerra. Vita quotidiana dei torinesi dalla ricostruzione a Italia ‘61 di Pier Luigi Bassignana, che racconta la vita dei torinesi nell'immediato dopoguerra. Le epurazioni, le rappresaglie, la ricostruzione, il Grande Torino e la sua tragica fine, con il grande momento collettivo che furono i funerali dei morti a Superga, l'arrivo degli immigrati dal Sud e da molte Regioni d'Italia. Un viaggio nella Torino degli anni '40 e '50, fino a Italia 61, la grande festa per i primi 100 anni di questa Italia migliorabile, senza dubbio, ma nostra, finalmente. Un'occasione per conoscere meglio l'epopea dei nostri nonni e della nostra città, in anni fondamentali per la nostra Storia.

Aprile è il più crudele dei mesi, sosteneva T.S. Eliot, e a Torino, negli anni della Seconda Guerra Mondiale lo è stato, con i bombardamenti e le stragi naziste. Ma è anche stato il mese del riscatto, della libertà conquistata e di un nuovo futuro. Un futuro che ha visto il voto per le donne e le migrazioni degli italiani, le mescolanze di dialetti, sangue e culture, che, faticosamente o meno, stanno dando vita all'Italia unita. 


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