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giovedì 23 aprile 2015

Torino dall'alto: la bella salita sul Campanile del Duomo

In questi giorni torinesi, di Ostensione della Sindone e di spiritualità diffusa, il piccolo, ma prezioso Museo Diocesano, in piazza San Giovanni, sta giocando un ruolo da protagonista. Si trova nei sotterranei della Cattedrale e si muove abilmente tra le vestigia della basilica paleocristiana e gli arredi sacri provenienti dalla storia millenaria della Chiesa in Piemonte. In occasione dell'Ostensione della Sindone ospita due mostre che valgono davvero la pena il Compianto del Cristo Morto del Beato Angelico (fino al 30 giugno 2015), prestato dal Museo San Marco di Firenze, e l'antologica Umberto Mastroianni tra coscienza civile e spirito del sacro (fino al 30 settembre 2015), di cui parlerò presto nel blog.

Oggi vorrei invitarvi a un altro dei must del Museo Diocesano: il campanile del Duomo. E' aperto al pubblico da poco tempo, ho sempre rimandato la salita per una ragione o per un'altra, ma ieri ero in centro, avevo a disposizione un'oretta e ho pensato di passare a vedere il Museo per salire sul campanile, viste le belle giornate di primavera che sta facendo a Torino. Ho fatto il doppio biglietto, per il campanile e per le mostre, e sono entrata nel Museo. Il personale è composto da volontari (purtroppo: io difendo sempre e comunque il concetto 'chi lavora dev'essere pagato'), sono tutte persone di età adulta, probabilmente pensionati, e tutti davvero molto gentili, appassionati e attenti. Hanno un sorriso per tutti e sono sempre premurosi nelle indicazioni, un segno di passione e di accoglienza da cui il personale (pagato) di altri Musei, non solo torinesi, dovrebbe prendere esempio.


Per salire sul campanile, a circa 40 metri di altezza, ci sono 210 gradini. Tanti? Pochi? Io non sono allenata, non faccio sport, non credo di aver più fatto ginnastica dai tempi del liceo e sono salita senza particolari difficoltà. I gradini non sono particolarmente alti, ma sono stretti, per cui, soprattutto in discesa, bisogna stare attenti e mettere i piedi paralleli allo scalino. Da un certo punto in poi, la salita è davvero spettacolare: ci si trova in un'altissima sala vuota, con le rampe delle scale appoggiate, a mensola, sulle pareti perimetrali del campanile; si guarda in basso e si vede il vuoto, si guarda in alto e si vede la copertura su cui poggia il piano della cella campanaria. Se siete impressionabili è una bella sfida, se, come me, siete impressionabili, ma pensate 'non si sa se tornerò, adesso o mai più', vi terrete forti, non penserete che i gradini di legno sono appoggiati a mensola sulle pareti e guarderete in basso: ne varrà la pena. L'architettura secolare del campanile, è tutta lì, nella sua semplicità, davanti ai vostri occhi. Superati gli ultimi scalini, si vede la luce e si arriva al piano delle campane. Stanchi? Ma va!


Tutt'intorno c'è Torino, con le Alpi e le nuove costruzioni, grattacielo di Intesa-Sanpaolo e torri olimpiche in primis (ma si fanno notare anche gli edifici di Spina 4) e con la collina, il suo verde incredibile e piazza Castello, quasi sotto gli occhi. Ma la cosa più emozionante, sul lato orientale del campanile, è vedere vicine, insieme, due delle signore di Torino: la Mole Antonelliana e la Cappella della Sindone! Potreste immaginare lo skyline torinese senza le due visioni folli e oniriche di due grandi architetti come Guarino Guarini e Alessandro Antonelli? E avete idea di cosa sarà questa visione, quando, finalmente, saranno tolte le impalcature alla Cappella della Sindone e torneranno a noi la sua copertura orientaleggiante? Non vedo già l'ora. Prima di scendere, date un'occhiata anche alla copertura di questa cella delle campane, è tutta lignea, con travi a vista e merita pure lei di essere apprezzata.


Ma non è finita qui. La discesa è durata pochi minuti, anche perché si conoscevano già i punti di difficoltà. E arrivata giù, di nuovo la gentilezza del personale del Museo. In una breve chiacchierata, un addetto si è illuminato non appena ha saputo che sono torinese e mi ha dato un bel suggerimento: "Torni in autunno e salga su verso le 4-5 del pomeriggio: vedrà tutto il centro in notturna". E non solo. "Perché non tornare anche dopo una bella nevicata?" Due belle idee per tornare a vedere questo piccolo gioiello dell'architettura torinese, incastonato tra i palazzi del potere (al suo lato la Cattedrale, alle sue spalle l'intero Polo Reale), che regala preziosi panorami sulla città.

Durante l'Ostensione della Sindone, e fino al 30 giugno 2015, il Museo Diocesano offrirà orari e prezzi speciali. E' aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18.30; il biglietto del Museo costa 4 euro, la salita alla torre 2 euro. Gli orari ordinari sono mercoledì ore 14-18; venerdì, sabato e domenica 10-18. Il biglietto ordinario intero al Museo costa 5 euro, la salita al campanile 3 euro, il biglietto per entrambi costa 7 euro; ridotti rispettivamente a 3,50, 2 e 5 euro; gratuito per i possessori della tessera Abbonamento Musei. Tutte le info nel bel sito web del museo, www.museodiocesanotorino.it.


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