martedì 7 aprile 2015

Torino quarta città d'arte italiana e la base Ryanair che non c'è

35mila persone al Museo Egizio (dalla sua apertura), 18mila alla Reggia di Venaria, 12mila al Museo del Cinema, 11mila nel Polo Reale. Sono i primi trionfali numeri del ponte pasquale a Torino e circolano da ieri nelle reti sociali, pubblicizzati non solo dai torinesi orgogliosi e dai sorpresi Enti Museali, ma anche dal sindaco Piero Fassino, che continua a sostenere come la Cultura e il Turismo siano due degli assi su cui deve contare la Torino del futuro.

I numeri dei Musei sono confermati dalle percentuali d'occupazione negli alberghi torinesi, con punte fino al 90% in centro e un aumento dei turisti del 20% rispetto a Pasqua 2014. Oltre ai turisti italiani, anche numerosi stranieri, attratti dal fascino delle Residenze Sabaude e dalle grandi mostre. Ed è la loro presenza a dover far riflettere sulle scelte strategiche di Torino.

La città vuole diventare uno dei punti di riferimento del turismo italiano, puntando sulla sua Storia, sul suo Patrimonio, sulla vicinanza delle Alpi e delle Langhe. Per alcuni osservatori è ormai la quarta città d'arte italiana, dopo Roma, Firenze e Venezia, ma ben prima di Napoli o Palermo, grazie agli sforzi compiuti in questi anni per valorizzare il suo patrimonio e promuoverlo all'estero. Il blog Allacciate le cinture, che racconta movimenti e obiettivi dall'Aeroporto Sandro Pertini, riportava qualche giorno fa un piccolo 'mistero': nei giorni prima di Pasqua il volo di Ryanair da Eindhoven ha avuto un tasso di riempimento superiore di quello in partenza da Torino per la città olandese. A occhio potrebbe significare non solo il ritorno di molti torinesi residenti in Olanda per le vacanze pasquali, ma anche l'arrivo di tanti turisti rispetto a quelli in partenza. Non è difficile comprendere che una città sempre più attraente da un punto di vista turistico debba avere anche le infrastrutture adatte per accogliere le persone in arrivo: non solo alberghi, non solo ristoranti, in grado di rispondere a tutte le tasche, da quelle dei più benestanti a quelle di chi si muove con budget limitati. E tra le infrastrutture c'è inevitabilmente un aeroporto dotato di voli provenienti dalle principali città d'Europa. Un aeroporto dotato finalmente di base low-cost.

Da anni l'associazione Fly Torino ricorda che Torino è l'unica grande area urbana europea priva di base low-cost: Ryanair ha ormai basi in numerosissime città europee, ma non ce l'ha nella quarta città d'Italia, a cui concede solo 11 voli, grazie al disinteresse delle amministrazioni locali. Non c'è città dotata di base Ryanair che non abbia visto crescere l'occupazione e il movimento di persone. Sognare di essere una città turistica senza fornire ai turisti i mezzi per arrivare (o esigere che paghino la sovrattassa di 44 euro a Sadem, per andare e tornare da Malpensa) è quantomeno curioso.


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