lunedì 18 maggio 2015

L'ex fabbrica Tobler, ristrutturata intorno al suo cortile

Fino a pochi decenni fa, la Chocolat Tobler aveva una sola sede estera, in cui produceva il suo mitico Toblerone. Si trovava a Torino, in via Aosta 8. Smantellata la produzione, è rimasto l'edificio industriale, firmato da Beppe Fenoglio, il padre del liberty torinese (in realtà l'architetto aveva disegnato l'edificio per il marchio Gilardini, che vi si era installato ancora prima della Tobler). Lo scorso decennio l'edificio è stato riqualificato e trasformato in un condominio, con appartamenti di diversa metratura, abitati in larga parte da intellettuali e liberi professionisti.

La riqualificazione dell'ex Tabler di Torino La riqualificazione dell'ex Tabler di Torino

Ho avuto modo di scoprirlo proprio ieri, durante il tour Camminare per Fabbriche, organizzato dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Torino e dal Circolo dei Lettori. Sono rimasta affascinata dal cortile, dai suoi percorsi interni, dall'uso dell'acqua e delle piante, dalle grandi (e immagino luminose) finestre che vi si affacciano, in contrasto con il ritmo severo delle aperture in facciata. Cercare maggiori notizie su questa ristrutturazione è stato inevitabile. Il complesso è costituito da due maniche, su via Aosta e su via Parma; i vincoli imponevano alla ristrutturazione il mantenimento della facciata, per cui la trasformazione è stata tutta nell'architettura interna e nella concezione del cortile. Ed è una trasformazione che gioca sul rapporto flessibile tra spazi interni ed esterni: le grandi finestre incorniciate dal blu intenso delle strutture aggiunte all'esistente, sono come uno schermo verso l'interno, anch'esso giocato sulla flessibilità. Il contrasto con i colori crema e rosati, presenti in facciata e anche nei volumi preesistenti all'intervento nel cortile, è evidente, ma non crea disagio e affascina, anche per la diversa interpretazione dei materiali.

Il progetto dell'ex Tabler di Torino Il progetto dell'ex Tabler di Torino

Ma, spiega lo Studio Cucchiarati, che ha firmato il progetto per De.Ga Spa, è "il concetto di vivibilità a costituire il tema portante di tutto l'intervento: il progetto infatti propone una reinterpretazione dell'abitare, attraverso un uso flessibile degli spazi degli alloggi, secondo nuove e stranianti logiche e in un gioco di incastri che non è funzionale a se stesso, ma permette di occupare al meglio tutto il volume disponibile". Un concetto che si ritrova nel cortile, verso il quale convergono gli spazi interni. Più che un cortile di memoria torinese, sembra, per concezione, uno spazio in cui ci si ritrova per condividere tempo e interessi e in cui si è lasciato grande protagonismo agli elementi naturali: i percorsi pedonali sono in legno, una piccola vasca dalle vivaci pareti in turchese ricorda l'estate, il fresco e, di rimando, persino l'uso dell'acqua in Andalusia, il garage sotterraneo è sottolineato da un bambù, che arriva da uno spazio posto più in basso. Tutt'intorno piante e verde. Un verde che diventa anche interesse per l'ecologia.

Il progetto dell'ex Tabler di Torino Il progetto dell'ex Tabler di Torino

In linea con le tendenze contemporanee dell'architettura, il complesso è ecosostenibile, progettato per il risparmio energetico: al centro del cortile c'è un pozzo da cui viene prelevata l'acqua di falda che alimenta la centrale termica; il sistema di calore e raffrescamento ha un'alta efficienza energetica, che permette notevoli risparmi sia nei costi di gestione che nell'emissione di gas nocivi.

Numerose foto sull'intervento, anche ai piani superiori, su divisare.com


Pubblicato su Progetti 


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