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lunedì 22 giugno 2015

E l'ex MOI diventa un polo universitario multidisciplinare d'avanguardia

Il Comune di Torino ha firmato un'intesa con l'Università e il Politecnico di Torino per trasformare l'ex Mercato Ortofrutticolo all'Ingrosso (MOI) di via Giordano Bruno in un polo multidisciplinare, in cui troveranno posto attività di didattica e ricerca avanzata. E' una trasformazione davvero interessante, perché questo nuovo polo tecnologico si troverà a pochi passi dal Lingotto Fiere, a cui è collegato con la passerella costruita per Torino 2006 e caratterizzata da un grande arco rosso, dalla futura Città della Salute, che sarà costruita nei pressi del grattacielo della Regione, dalla stazione ferroviaria del Lingotto. Il nuovo polo della ricerca verrebbe dunque a completare la nuova vocazione terziaria della Torino Sud un tempo tempio industriale.


Foto d'epoca dell'ex MOI, da www.caat.it

Per il complesso dell'ex MOI, una delle più belle e più importanti architetture razionaliste, una nuova vita che riceve e dà prestigio. A un Mercato Ortofrutticolo all'Ingrosso a Torino Sud si iniziò a pensare quasi un secolo fa, quando l'espansione della città, diventata ormai industriale, spinse a guardare ai quartieri meridionali anche per questa nuova sede. La costruzione fu affidata all'architetto Umberto Cuzzi, che esaltò la forma rettangolare dell'isolato, con il lato lungo posto su via Giordano Bruno e, sull'altro lato, a guardare il Lingotto e la collina. Con l'asse simmetrico posto in una pensilina centrale, sormontata da una torre dell'acqua, il complesso è costituito da due edifici laterali alla pensilina e formati da sette lunghe gallerie affiancate. L'uso del cemento armato e delle arcate ha permesso un uso duttile degli spazi e ha facilitato la necessaria mobilità e movimentazione dei prodotti del Mercato Ortofrutticolo, spinto poi a lasciare via Giordano Bruno perché la struttura era diventata insufficiente.


La chiusura del Mercato Ortofrutticolo ha costretto Torino, ancora una volta, a riflettere sul futuro di una struttura di grande pregio architettonico. Per le Olimpiadi Invernali del 2006, l'ex MOI è stato trasformato in un centro polifunzionale, esaltato dalla vicinanza al Villaggio Olimpico, alla Passerella con l'Arco Olimpico e al Lingotto. Poi ci sono stati gli anni dell'abbandono, appena interrotti dalla bella esperienza di Paratissima, che ha dimostrato come fosse possibile una nuova vita per l'ex MOI. E adesso questo nuovo progetto, ancora tutto da scoprire, ma promettente.

Sotto le Arcate ci sarà un polo multidisciplinare, in cui la condivisione delle risorse umane e delle infrastrutture favorirà la ricerca nell'ambito delle scienze della vita, grazie anche l'incontro e la collaborazione tra ricercatori dell'area medico-chirurgica e politcecnica. Ci saranno laboratori per ricercatori, dottorandi e studenti dei Dipartimenti dell'Università e del Politecnico. "Gli ambiti di collaborazione riguarderanno temi strategici di ricerca, quali l'applicazione della robotica e delle nuove tecnologie alle scienze chirurgiche, le tecnologie neuromuscolari e più in generale le neurotecnologie, l'imaging e la telemedicina; il polo contribuirà alla formazione di una nuova generazione di medici ed ingegneri, a partire dal dottorato interateneo in Scienze Cliniche, Chirurgiche e Bioinegneria attivato dallo scorso anno accademico, e alla costituzione di un programma di trasferimento tecnologico con grande attenzione all'attrazione di investimenti strategici e alla promozione di start-up e nuova imprenditorialità in campo biomedico" ha spiegato il rettore del Politecnico di Torino Marco Gilli.

Come si vede, per l'ex MOI si tratta di una rinascita di assoluto prestigio, una dimostrazione ulteriore di come gli edifici dall'intenso passato possano essere interpretati nuovamente e diventare protagonisti di progetti d'avanguardia.


Pubblicato su Progetti