lunedì 27 luglio 2015

Idee: la stazione di Porta Susa si apre al Salone del Libro?

Qualche giorno fa, in un'intervista a La Stampa, l'amministratore delegato di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) Maurizio Gentile ha illustrato il futuro della Stazione di Porta Susa. Entro sei mesi ci dovrebbe essere il collaudo definitivo del complesso, finalmente terminato; da quel momento in poi partirebbe, finalmente, la valorizzazione di Porta Susa. Che è una delle più belle stazioni ferroviarie contemporanee italiane (vogliamo dire la più bella? E diciamolo e mandiamo da un'altra parte, per una volta, l'understatement).


Porta Susa è stata in parte inaugurata nel 2013. E' stata concepita come una lunga galleria trasparente, che corre parallela ai binari, posti al piano sotterraneo. E' lunga 385 metri e, grazie alle vetrate che la formano, gode di luce naturale per tutto il giorno, mentre, la parte superiore della volta, rivestita di cellule fotovoltaiche, produce circa l'80% del suo fabbisogno di energia elettrica. E' costruita su tre livelli: in quello sotterraneo passano i treni e la linea 1 della metropolitana, a livello terra e a quello superiore si trovano i servizi per i passeggeri e, in futuro, una galleria commerciale aperta a Torino.


L'obiettivo di Porta Susa, infatti, è di essere una stazione aperta alla città. Un obiettivo a cui si prestano sia la sua posizione geografica che le sue caratteristiche architettoniche. Per decenni la ferrovia ha diviso la città in due, impedendo di fatto il collegamento tra quartieri adiacenti. I più giovani non lo ricordano, ma quando i binari scorrevano in superficie, c'era un cavalcavia che portava da piazza XVIII dicembre, davanti all'antica stazione di Porta Susa, fino a corso Inghilterra e, da lì, in Cit Turin e corso Francia. Non era un grande spettacolo, esteticamente parlando.


La nuova Porta Susa è stata definita un grattacielo orizzontale, date le sue lunghissime dimensioni; in corrispondenza delle vie che si affacciano su corso Inghilterra e corso Bolzano, ha passaggi pedonali, in modo da permettere di nuovo il passaggio da un lato all'altro, da un quartiere all'altro della città. E non solo: le scelte architettoniche permettono anche la costruzione di una galleria commerciale, indipendente dal movimento dei viaggiatori e, dunque, aperta alla città.

Porta Susa sembra destinata a essere, insomma, un polo d'attrazione anche per i torinesi (ed è consigliabile anche ai turisti: se avete in mente di visitare Torino, aggiungetela agli itinerari come esempio di architettura contemporanea esteticamente gradevole e razionale). Le ambizioni di Gentile, raccontate a La Stampa, sono ancora più suggestive: "Porta Susa non è soltanto bella dal punto di vista architettonico, ma ha anche grandi spazi e potrebbe diventare un palcoscenico naturale per eventi di carattere culturale. Metteremo la stazione a disposizione della città magari già a partire dal prossimo Salone del Libro".


Porta Susa e il Salone del Libro. Vi immaginate questa lunghissima galleria trasparente che accoglie qualche manifestazione legata al Salone, se non, addirittura, una sua qualche versione in scala ridotta? La mente corre a Madrid, dove la Feria del Libro, la più importante manifestazione editoriale spagnola, si tiene all'aperto, nel Parque del Retiro: i tendoni ospitano gli incontri e le conversazioni con gli ospiti, gli stand sono disposti lungo i viali del parco, attrezzati anche per eventuali piogge (a Porta Susa non si correrebbero questi rischi). Sarebbe come una sorta di Portici di Carta al coperto. E' un'idea bella e suggestiva, inaspettata per una stazione ferroviaria, originale e intrigante. Speriamo ci lavorino (anche per garantire a chi arriva in ritardo di prendere un treno al volo!).


Pubblicato su Progetti