martedì 14 luglio 2015

Per l'ex DAI di Mirafiori Sud, una grande passerella semicircolare

Quale futuro si immagina per un grande capannone un tempo industriale e di architettura affascinante? A Mirafiori Sud, TNE, la società che gestisce gli spazi ex Fiat, ha indetto un concorso per ipotizzare la prossima destinazione d'uso dell'ex DAI, in corso Settembrini. E, sembra curioso, ma i vari progetti presentati immaginano quasi tutti un futuro da acceleratore di start-up, di servizi destinati alla cittadinanza, di centro dell'automotive o di sede di iniziative culturali. A sintetizzare tutte queste proposte, c'è stato il progetto vincitore, selezionato tra otto finalisti e scelto, durante il Festival dell'Architettura 2015, da una giuria guidata da Cino Zucchi. E' un progetto firmato dalla cordata Recchinengineering, a cui partecipano Land di Andreas Kipar, Immagine e Territorio di Livio Dezzani, Cristiano Picco, +Studio e Roberta Musso.


Nella sua ipotesi di riuso, il capannone dell'ex DAI, ben 37mila metri quadrati coperti da campate che raggiungono i 12 metri di altezza, diventa sede di attività verdi, con tanto di orti e vivai, di spazi per artigianato e coworking e di attività creative, concentrate sui temi dell'automotive, così da non tradire il passato dell'edificio e dell'area. Il progetto è caratterizzato da una grande passerella semicircolare, panoramica, che non ha lasciato indifferente nessuno.


Il progetto è stato scelto perché, spiegano le motivazioni, "il vasto spazio esistente del capannone ex DAI è conservato nella potente scansione delle sue campate e dei suoi lucernari, e al contempo articolato a livello del suolo in una serie di paesaggi di diversa qualità che rispondono al programma previsto dal bando e lo arricchiscono di nuovi contenuti. I volumi di forma circolare che contengono le nuove funzioni – un acceleratore di start up, spazi per co-working, artigianato, un centro per l’automobilismo e il car design, spazi per musica e la ristorazione – sono tenuti insieme da vuoti collettivi di forma libera che connettono gli accessi da corso Settembrini con il sistema di spazi aperti tra i due capannoni, aprendo in maniera decisa l’ex stabilimento alla città. La rimozione parziale dello schermo murario esistente dona una nuova scala e una nuova presenza urbana alla sequenza di colonne metalliche che articola il fronte e l’interno, mentre una grande passerella semicircolare sospesa sopra l’ingresso principale costituisce un convincente segno architettonico del nuovo ruolo che il complesso vuole assumere nel quartiere e nella città(...) Lo spazio alberato esistente dietro il capannone DAI ospita degli orti urbani e un grande spazio eventi, mentre per l'Ex Gommatura sono previsti un vivaio e degli atelier.". Del progetto convince anche la capacità di "perseguire in forma convincente gli obiettivi richiesti, unendo una visione unitaria dell’intero complesso alla possibilità di realizzazione per fasi, la conservazione dell’esistente alla generazione di efficaci icone architettoniche capaci di guidare la trasformazione di un manufatto così importante nella storia economica e affettiva della città di Torino".


Pubblicato su Progetti