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lunedì 10 agosto 2015

La vecchia stazione di Porta Susa diventerà un albergo con fitness?

Realizzate le grandi trasformazioni ferroviarie, tra passanti e stazioni sotterranee, rimangono gli edifici delle vecchie stazioni ferroviarie e il solito problema della nuova Torino: cosa fare dei vecchi edifici senza più un ruolo? In piazza Baldissera, la vecchia Stazione Dora è stata abbattuta, in corso Giulio Cesare la bella Stazione di Porta Milano (tra i torinesi è semplicemente la Ciriè-Lanzo) aspetta ancora una destinazione d'uso definitiva.

Nella lista delle stazioni senza ruolo, c'è anche la gloriosa Porta Susa, spodestata da una struttura moderna e trasparente, a poche decine di metri di distanza. La vecchia stazione di Porta Susa, inaugurata nel 1868, è in piazza XVIII dicembre, a chiudere la prospettiva di via Cernaia; bisogna pensare alla Torino ottocentesca in cui la piazza e la stazione sono stati concepiti, il grattacielo della RAI non era nei pensieri della città e l'edificio che lo precedeva era di altezza e architettura simile a quella degli altri palazzi presenti; l'effetto della stazione che 'chiudeva' la via, aveva dunque un maggiore e più fascinoso impatto. Porta Susa rispondeva al gusto ottocentesco per le stazioni: un corpo centrale più avanzato ed enfatizzato dalle finestre più grandi rispetto ai corpi laterali, sormontate da un orologio che continua a segnare l'ora; le due ali leggermente aggettanti e la balconata degli elementi intermedi danno movimento alla facciata, il piano terra caratterizzato da grandi archi vetrati, che danno leggerezza a tutta la struttura. Un'architettura semplice e sobria, una distribuzione degli spazi interni facile e comprensibile ai viaggiatori distratti e in cerca di rapidità per raggiungere biglietteria e binari.


Cosa fare, dunque di questo edificio, che è uno dei perni di piazza XVIII dicembre e alla cui presenza i torinesi sono abituati da ormai due secoli? Non si parla di demolizione, meno male, ma di un recupero e di un riutilizzo. In un articolo apparso su la Repubblica, nei giorni scorsi, si parla anche delle possibili destinazioni d'uso, considerando il fatto che la Stazione di Porta Susa, diventata la più importante di Torino, grazie all'alta velocità e al passante ferroviario, è a poche decine di metri e che presto troverà posto in zona il terminal degli autobus a lunga percorrenza.

Il piano terra dell'edificio dovrebbe mantenere quei servizi che aveva già in passato, come bar, giornalaio, ristoranti self service, così da soddisfare la richiesta di servizi dei viaggiatori. L'assessore all'Urbanistica Stefano Lo Russo ha ipotizzato che il necessario sportello di Turismo Torino trovi spazio nell'edificio (un progetto un po' macchinoso, però: molto più logico che chi scende dal treno si trovi Turismo Torino nella bella galleria di Porta Susa e vada a 'sbatterci' contro, piuttosto che doverlo cercare, magari senza le necessarie indicazioni stradali...). Il progetto più interessante riguarda però i piani superiori. Un privato sarebbe interessato a trasformare la palazzina in albergo, mentre il Comune pensa a palestre e centro benessere per gli edifici laterali, più bassi. Porta Susa trasformata in albergo potrebbe avere un senso, vista la vicinanza alla stazione e la posizione centrale, quasi di cerniera tra le attrazioni turistiche del centro e il liberty di Cit Turin. Si tratta ancora di idee e di progetti, l'importante è che la vecchia Porta Susa non rimanga abbandonata e che le sue linee architettoniche ottocentesche trovino una nuova dignità, tra le trasparenze di vetro acciaio della nuova Stazione e del grattacielo di Intesa-Sanpaolo.


Pubblicato su Progetti