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martedì 24 novembre 2015

Ferran Adrià apre a Torino il suo primo ristorante dopo El Bulli

Il progetto di riqualificazione dell'ex Centrale dell'ENEL di via Bologna si arricchisce di nuovi dettagli. Ricordate? Se n'era parlato tempo fa su Rotta su Torino: la Lavazza, che sullo stesso isolato sta costruendo la Nuvola, il suo nuovo centro direzionale, intende fare della Cattedrale, così è chiamato l'edificio, un polo d'attrazione per la città, con vari spazi aperti al pubblico e un ristorante "affidato a uno chef di fama riconosciuta". E un paio di giorni fa la Repubblica ha annunciato in cronaca cittadina che lo chef di fama internazionale è Ferran Adrià, uno dei cuochi più famosi e più mediatici del mondo, il padre della cucina molecolare e di El Bulli, che è stato considerato per vari anni consecutivi il miglior ristorante del mondo. E' la prima volta che lo chef catalano si occupa di un ristorante fuori dalla Spagna e la notizia passa giustamente inosservata: da torinesi viene facile pensare che se avesse scelto un'altra città, lo sbarco di Adrià in Italia sarebbe finito come minimo su tutti i tg e nelle cronache nazionali dei quotidiani.


La Cattedrale si trova all'angolo tra via Bologna e via Pisa, la Soprintendenza ha posto come vincolo che le facciate esterne dell'edificio siano conservate intatte, mentre l'interno potrà essere ristrutturato secondo le esigenze della Lavazza. Così Cino Zucchi, autore del progetto del centro direzionale, ha immaginato che al piano terra ci sia la mensa aziendale della Lavazza, aperta anche ai torinesi, con una cucina semplice ma di qualità, mentre al piano superiore troverà posto un ristorante gourmet, curato da Ferran e Albert Adrià.

El Bulli, il mitico ristorante catalano in cui c'erano liste d'attesa di un anno per assaggiare la cucina molecolare inventata da Ferran, è chiuso da ormai quattro anni, ma lo chef catalano ha continuato la sua leggenda con altri locali. A Barcellona, c'è Tickets, un bar di tapas di Albert Adrià, che propone una cucina accurata, senza le fantasie e le tecniche di El Bulli (anche i prezzi sono diversi).

A Torino verrà importata la ricetta che ha decretato il successo di Tickets: una cucina creativa, senza l'uso eccessivo di tecniche molecolari e, essendo sbarcati in Italia, con un forte sapore italiano. Un riconoscimento dei nostri prodotti, come sottolinea Eat Piemonte in un articolo dedicato all'arrivo dello chef catalano: "L'ecosistema enogastronomico necessita di attori di tutte le dimensioni e di tutti i ruoli. Una regione come il Piemonte, per marciare e tenere il passo, ha bisogno di grandi, piccole e medie realtà. E le medie devono puntare a diventare grandi in 15-20 anni, le 'startup' a reggere il mercato e così via. Miriadi di piccoli produttori fungono da vivaio per le poche grandi realtà, che però devono esistere e mantenere saldo il loro ruolo guida sul territorio. L'arrivo di Ferran Adrià ci insegna tutto questo. Va bene Lavazza, ma se lo chef-star atterra a Torino è anche per la presenza di tante connessioni con il territorio e di 'nomi' e brand di rinomanza globale".

L'apertura del nuovo locale, annuncia la Repubblica, è attesa alla fine del 2016-inizio 2017.


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