mercoledì 25 novembre 2015

De Wan, il successo di una storia torinese

Questa è una bella storia torinese, iniziata nel 1955, 60 anni fa. E' stato allora che Erika De Wan ha aperto un negozio di articoli da regalo in piazza Castello. La signora De Wan aveva le idee chiare: nel suo negozio dovevano esserci solo oggetti eleganti, di design studiato ed esclusivo, di materiali di alta qualità, di fattura italiana e, ultimo ma non meno importante, di prezzo accessibile. La difesa del made in Italy è stato il filo conduttore principale di questa storia, nata dall'intuizione di una donna brillante ed energica. Probabilmente il negozio De Wan sarebbe stato uno dei tanti succedutisi nel centro di Torino, di cui hanno memoria solo le generazioni che li hanno frequentati, non fosse stato per l'impegno di Erika a rinnovare continuamente le sue proposte.


Elisabetta, Roberto, Rosalba, Enrico: i De Wan oggi

Il rinnovamento che ha cambiato la storia della sua attività è stata l'introduzione dei bijoux. Negli anni '50, la bigiotteria non era diffusa come lo è oggi e il mondo si divideva tra chi possedeva gioielli e chi sognava di averli; a contribuire alla diffusione dei bijoux è stato, incredibilmente, il cinema, che ha iniziato a proporre donne bellissime, provviste di gioielli eleganti o vistosi, ma necessariamente falsi. In realtà, sembra incredibile, la bigiotteria è nata ancora prima e in Europa: nel XVIII secolo, le attrici, ancora loro, volevano indossare in scena gioielli vistosi, per nobilitare la loro arte, ma ovviamente non potevano usare gioielli veri, così il gioielliere parigino Strass si inventò le pietre colorate, che portano ancora oggi il suo nome e che affascinarono persino la regina Maria Antonietta, tanto che amava portarle quanto le vere pietre preziose. I bijoux che Erika De Wan porta nel suo negozio hanno un successo immediato, anche perché seguono le linee guida irrinunciabili: eleganti, di fattura pregevole, di design esclusivo, di prezzo accessibile.


Essendo una storia italiana, quella di De Wan è soprattutto una storia familiare. Negli anni Settanta, Erika viene affiancata dal figlio Enrico e dalla nuora Rosalba. Lui punta tutto su ricerca e design: è chimico per formazione e ama studiare materiali nuovi per proporre ai clienti oggetti sempre più eleganti e raffinati, come al solito esclusivi e di prezzo ragionevole. Lei è appassionata di bijoux, ama la storia e l'arte e non è difficile immaginare cosa queste passioni unite possano creare: Rosalba si inventa i Gioielli delle Regine, che lanciano il marchio De Wan all'attenzione internazionale. Nella collezione ci sono, rivisti e corretti, i gioielli appartenuti a regine come Maria Adelaide di Savoia, Maria Teresa d'Asburgo Lorena, Maria José d'Italia. Il successo è strepitoso: l'ultimo riconoscimento è la loro presenza nella mostra al Quirinale, per i 150 anni dell'Unità d'Italia.

La ricerca ha permesso a De Wan di inventare le Perle Iridee®, che, grazie a un processo tecnologico che include particelle di oro purissimo e che è protetto da brevetto, hanno sfumature di grande luminosità. Grazie a studio, ricerca, innovazione, De Wan espande la propria attività e non è più solo Torino. Dall'iniziale negozio in piazza Castello (sostituito poi dal leggendario negozio in via Roma, all'angolo con la Galleria San Federico), Enrico De Wan parte alla conquista del mondo, aprendo punti vendita anche a Milano e a Montecarlo, collaborando con Villeroy e Harrod's, che includono gli oggetti del marchio nei propri cataloghi. Tra i clienti ci sono dinastie del denaro come gli Agnelli e del sangue come i Grimaldi, celebrities come Kim Novak, Sandra Mondaini ed Eva Herzigova.


Il girocollo Black&White, con le perle Iridee; una spilla della collezione I Gioielli delle Regine

Alla vigilia dei primi sessant'anni di attività, la famiglia De Wan, che include adesso anche Roberto ed Elisabetta, i figli di Enrico e Rosalba, si è regalata l'ingresso nel mondo degli accessori moda. Da qualche tempo nel catalogo ci sono anche gli orologi, passione di Elisabetta, e le borse Wanderling, realizzate con la solita attenzione per il rapporto qualità/prezzo, con l'uso di materiali pregiati, design elegante, fattura artigianale e italiana. Il successo delle borse Wanderling è stato tale che si contano ormai ben 30 modelli, con oltre 50 combinazioni di pelli e colori. E per festeggiare i sessant'anni, c'è una nuova borsa, chiamata giustamente Anniversary, che propone tanti spazi utili per le donne che non amano perdere tempo a frugare in borsa, come, ad esempio, portachiavi e portamonete incorporati o il carica batteria d'emergenza per i cellulari.


Borsa Anniversary

E il regalo più importante, per Torino, è la nuova sede: lasciata piazza Castello vari decenni fa, e lasciato anche il negozio di via Roma all'angolo con la Galleria San Federico, di cui tutti noi torinesi abbiamo un ricordo, ecco il nuovo negozio, in piazza San Carlo 132. Si ammirano le borse colorate, i foulard di seta, i bijoux vistosi ed eleganti alle pareti del negozio, si getta uno sguardo alle grandi vetrine e compaiono le chiese (quasi) gemelle di piazza San Carlo. Più Torino di così.


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