lunedì 23 novembre 2015

Il Parco San Paolo, progetto residenziale sull'ex stabilimento della Lancia

"Tra qualche anno, qui nessuno saprà più che cosa è stato e cosa ha significato Borgo San Paolo" mi hanno detto qualche giorno fa, alla Fondazione Merz, riferendosi alle opere di trasformazione in corso nel quartiere. La prova l'ho avuta a pochi isolati di distanza, dove il grande stabilimento della Lancia è stato sostanzialmente abbattuto per fare posto a un nuovo spazio residenziale, chiamato Parco San Paolo, in cui rimangono solo due maniche delle antiche fabbriche, ristrutturate per ospitare loft e negozi. Siamo nell'isolato compreso tra via Lancia, via Caraglio, via Monginevro e via Issiglio, piazza Robilant è a pochi passi, il grattacielo della Lancia, pure lui ristrutturato e ancora in cerca di acquirenti e vocazione, veglia da poco lontano. E' il cuore di Borgo San Paolo, il quartiere torinese, rosso e operaio per eccellenza, molto prima di Mirafiori.


Il progetto di riqualificazione riguarda 60mila metri quadrati, di questi circa 41mila saranno destinati a edifici residenziali, 17mila ad attività miste, siano terziario, commercio o tempo libero. Al centro dell'intervento c'è la creazione di una sorta di viale pedonale, che attraverserà tutto l'isolato, da via Lancia a via Monginevro, senza però rispettare il tessuto urbano esistente. Sebbene pedonale, il viale, infatti, non sarà la 'prosecuzione' ideale di via Genola, infrangendo così una delle norme non scritte dell'urbanistica torinese, secondo la quale non solo non esistono vie curve, ma si rispetta, per quanto possibile, l'idea dello scacchiere romano di vie diritte e perpendicolari.


Intorno a questo nuovo asse, che taglia in due l'isolato, sorgeranno i nuovi edifici, costruiti nella parte settentrionale dell'area, tra via Caraglio, via Monginevro e via Issiglio. Su via Caraglio ci saranno le costruzioni più alte, già realizzate, che arrivano fino a 10 piani, su via Issiglio, le costruzioni più basse e più vicine, come dimensioni, ai palazzi esistenti. Si tratta di edifici moderni, di architettura non particolarmente interessante, dotati di tutte le caratteristiche oggi considerate indispensabili per la compatibilità ambientale: la certificazione di Classe A, che garantisce l'isolamento massimo per il risparmio energetico, i pannelli solari, che sfruttano la luce del sole per produrre energia, il teleriscaldamento con impianto centralizzato, la ventilazione degli ambienti con recupero del calore e vari altri comfort.


Nella parte meridionale dell'isolato, due maniche dell'antico stabilimento della Lancia, opportunamente ristrutturate, saranno trasformate in loft e spazi commerciali, separate tra di loro da giardini pubblici e spazi per il tempo libero. A fare da cerniera tra la parte residenziale e quella ludico-commerciale, dovrebbero esserci due torri che chissà se la crisi immobiliare, portata dalla crisi economica, farà costruire.

Nei rendering il progetto appare bello e interessante, forse le torri sono incombenti su spazi pubblici che chissà se il sole toccherà mai, forse ci sono troppe case e troppe persone, per così poco spazio; rimane la sensazione che sia un progetto un po' estraneo al tessuto urbano in cui è inserito e con legami quasi inesistenti con il passato industriale dell'area: ci saranno targhe o spazi che ricorderanno cos'era la Lancia e cosa ha significato Borgo San Paolo non solo nella storia di Torino, ma in quella d'Italia? Il quartiere rosso e antifascista, che ha offerto la resistenza più strenua e più orgogliosa al nazi-fascismo, spazzato via dai nostri giorni, affamati dal debito pubblico e disposti alle speculazioni edilizie. La vita e la storia proseguono e così come si sono portati via i templi romani e le torri medievali, comprensibile che portino con sé anche le testimonianze e le tracce della Torino operaia. Ma.

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