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lunedì 21 dicembre 2015

Una visita alla Certosa 1515, luogo di sosta e di pensiero

Un luogo di sosta e di pensiero, così don Luigi Ciotti ha immaginato la Certosa di Avigliana, affidata al Gruppo Abele per la rinascita, dopo l'addio delle monache certosine. E a visitarla, in queste giornate d'inverno, in cui la Pianura Padana appare in basso, coperta dalla cappa dello smog, e la luce è netta e l'aria è pungente, davvero è un luogo di sosta e pensiero. E di molta pace.

 
La Certosa, sulla strada che da Avigliana porta alla Sacra di San Michele, fu fondata nel 1515 da Beato Tommaso Illirico, che, di origini croate, ma proveniente dalla Francia, iniziò a predicare in questo territorio. Il complesso fu subito dotato di chiesa e di convento francescano, costruito intorno a un bel chiostro silenzioso. Dall'anno della fondazione arriva l'attuale nome, Certosa 1515, con cui il Gruppo Abele intende far conoscere questo complesso antico e affascinante. Nel corso dei secoli, il convento stabilì rapporti con le popolazioni del territorio, costruendo una scuola per i bambini, coltivando gli orti e occupandosi dei boschi circostanti. Quando i frati lasciarono la struttura, al loro posto arrivarono le monache certosine, che, rispettose delle dure regole della clausura, ristrutturarono vari edifici e, addirittura, costruirono un tunnel per potersi muovere all'interno della Certosa senza essere viste. Negli anni 90 del XX secolo anche le ultime monache lasciarono il convento e fu allora che il Gruppo Abele intervenne, per garantirne il futuro, sia attraverso il restauro che una nuova destinazione d'uso. Il convento è proprietà del Fondo Social & Human Purpose della REAM SGR di Torino ed è gestito dall'associazione Certosa1515 Onlus.

 

L'obiettivo è che la Certosa 1515 sia un luogo di sosta e pensiero. Uno spazio in cui ritrovare la serenità e ripensare valori come la semplicità, la capacità di ascoltare, la difesa dei diritti, la giustizia sociale. Uno spazio per la formazione, con corsi organizzati sia per aziende che per privati, su argomenti come l'impegno sociale, il rapporto sano con il cibo e con la natura, la narrazione nelle sue diverse forme. Uno spazio in cui organizzare convegni e seminari, a pochi km da Torino e a pochi passi dalla Sacra di San Michele. Le antiche celle del convento, trasformate in camere accoglienti, e il ristorante della Certosa, con i suoi menù, legati ai prodotti del territorio, offrono ai partecipanti ai corsi di dormire e mangiare nella struttura, dedicando il tempo libero disponibile non agli spostamenti, ma a se stessi, in uno spazio davvero speciale. Con il restauro e la ristrutturazione, il complesso si è dotato di 38 camere, 2 sale conferenze, un romitorio, una spettacolare sala auditorium affacciata sulla Pianura Padana, con vista sui laghi di Avigliana, un teatro decorato da un coloratissimo mural di ispirazione messicana, una bottega dall'atmosfera calda e accogliente, in cui si vendono i prodotti della Certosa (il miele!) e di Libera, una casa per i bimbi, studiata per i partecipanti ai corsi che hanno bambini al seguito, la chiesa, restaurata e consacrata, con affreschi originari del XVI secolo.

La Certosa 1515 ha la capacità di far sentire una grande pace. Negli spazi dell'antico convento, intorno al chiostro e nei corridoi che portano alle celle diventate camere accoglienti (che panorama sulle montagne, da certe finestre!), ogni angolo è buono per una libreria e per qualche poltroncina, per leggere e riflettere, per conversare e ascoltare. All'esterno, il magnifico bosco e i frutteti, il giardino, con le sue siepi e i suoi fiori, riportano al ritmo paziente e lento delle stagioni. Tutto invita a guardarsi dentro e a guardarsi intorno con altri occhi. "Chi viene qui, chiede sempre di tornare" commentano un po' tutti, lassù, in Certosa. Ed è vero. Si guarda il bosco spoglio del primo inverno, si ascoltano i racconti caldi di vita e di accoglienza dei volontari della bottega e si pensa già a quando trovare un buco per tornare lassù e respirare la pace della natura e anche della mano dell'uomo, che con quella natura convive.

  

Se volete scoprire questa bella struttura, non fatevi scappare l'occasione offerta da queste feste: il 25 dicembre, alle ore 16, don Ciotti celebrerà la Messa di Natale nell'antica chiesa francescana. Il ristorante, aperto nel finesettimana (venerdì ore 19-22.30, sabato 12-14.30 e 19-22.30, domenica e festivi 12-14.30; chiusura invernale 11-17 gennaio 2016; prenotazioni al numero 011 9313638), offrirà pranzi speciali per Capodanno e per l'Epifania. Il pranzo di Capodanno costa 40 euro e il menù prevede come antipasti cotechino su passata di lenticchie, flan alla zucca in gremolata di noci, rustico integrale del casaro; come primi cannelloni di magro della Certosa e pennette Alce Nero allo stufato di cacciagione; come secondo tagliata di vitello alla verza brasata e passata di mele della Certosa; per dessert zuccotto; i vini sono di Libera. Per l'Epifania (6 gennaio ore 12.30) il pranzo costa 25 euro e il menù offre come antipasto battuta di vitello all'emulsione di carciofo; come primo lasagne tradizionali; come secondo petto di tacchino in salsa di castagne e patate al rosmarino; come dessert tenerina al cioccolato con crema di zabaione; i vini sono della casa. Menù speciale per i bambini a 18 euro.

Tutte le informazioni sulla Certosa 1515, sul sito web www.certosa1515.org.


Pubblicato su Luoghi, Turismo in Piemonte


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