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lunedì 18 gennaio 2016

Il bando per la gestione del Centro Servizi dell'ex Incet

Terminata l'ambiziosa riqualificazione e aperto a ottobre Open Incet, arriva il bando di concorso per l'assegnazione degli spazi ristrutturati dell'ex Incet. Siamo in Barriera di Milano, nell'isolato compreso tra via Cigna, via Cervino, via Banfo e corso Vigevano: qui sono stati realizzati per decenni i cavi elettrici dell'Industria Nazionale Cavi Elettrici Torino (INCET), fondata nel 1888 da Vittorio e Giuseppe Tedeschi. Poi la fabbrica è stata abbandonata per molti anni e solo grazie al programma Urban Barriera il Comune ha deciso di darle una nuova destinazione. Pensato come nuovo centro polifunzionale, in grado di diventare un polo di attrazione per il quartiere.


Le foto appartengono a Urban Barriera

L'antica fabbrica dei Bruni Tedeschi è formata da tre corpi paralleli uniti agli estremi: la manica occidentale è destinata ad attività private ed è ancora in fase di ristrutturazione, la manica centrale è stata trasformata in una grande piazza coperta, nella quale si svilupperanno numerose attività, soprattutto culturali; la manica orientale, infine, è stata pensata per i servizi per la collettività; ai piani superiori del fronte meridionale hanno trovato posto gli uffici e gli spazi dell'Open Incet, un centro dedicato all'imprenditoria e all'innovazione sociale, mentre, sul fronte settentrionale, oltre agli spazi per i servizi alla collettività ci sarà anche uno spazio multiconfessionale.

Il bando lanciato nei prossimi giorni riguarda gli spazi destinati ai servizi alla comunità. Si tratta di ben 4mila metri quadrati articolati in tre piani e affacciati sulla grande piazza coperta, utilizzabile per eventi culturali. In attesa della scelta dei gestori, che avverrà a marzo, con consegna della struttura già riqualificata e pronta per essere utilizzata, ci saranno anche alcune giornate di apertura straordinaria, in modo da far conoscere gli spazi agli interessati, siano cordate o associazioni. "Il bando pubblico, rivolto a realtà e associazioni senza scopo di lucro, propone un criterio di assegnazione fortemente innovativo: i partecipanti avranno facoltà di proporre quale vocazione conferire agli oltre 4000 metri quadri di saloni e uffici a disposizione, purché le attività che verranno ospitate compiano il requisito fondamentale di creare un alto valore aggiunto per la collettività. Più questo sarà efficace, maggiore sarà l'abbattimento del canone di affitto previsto, secondo un'equazione che lega fortemente l'utilità sociale alla capacità di creare e rispettare un solido business plan" recita l'introduzione al bando. Torino, insomma, si appella alla creatività dei torinesi, affinché uno spazio così caratterizzante e significativo abbia una destinazione d'uso all'altezza del suo passato e della riqualificazione appena terminata.


Le foto appartengono a Urban Barriera

E' una sfida ambiziosa, ammettono dal Comune, ma è considerata possibile perché "per verificarne la fattibilità è già stato realizzato un avviso esplorativo che ha visto la candidatura di dodici progetti, che sono stati utilizzati per calibrare il bando oggi in uscita". Cosa fare di questa piazza grandiosa? Quali attività utili ai cittadini realizzare in spazi così vasti e interpretabili in tanti modi possibili? E, soprattutto, quale modello adottare, per rendere qualunque attività economicamente sostenibile?

La sfida è davvero grandiosa ed è lanciata in uno dei quartieri torinesi più sorprendenti: nel giro di pochi anni Barriera di Milano ha iniziato a dare nuova vita agli edifici un tempo industriali, ha saputo riappropriarsi di spazi comuni, dando una nuova interpretazione al verde urbano, ha lanciato il Museo di Arte Contemporanea più bello e più vivace. Adesso arriva questa nuova opportunità: uno spazio di 4mila emtri quadrati tutto da inventare per diventare un polo d'attrazione cittadino. Associazioni, creativi, enti senza scopo di lucro, fatevi avanti!

Il bando è stato pubblicato su www.comune.torino.it



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