martedì 12 gennaio 2016

Piazza Castello, nelle incisioni del Settecento

C'è stato un tempo in cui piazza Castello è stata divisa in tre parti. Sembra strano, sembra incredibile, ma la piazza che rappresenta il cuore della città non trova pace, in qualche modo segue Torino in tutti i suoi cambiamenti (nella mia sola vita ha cambiato aspetto già due volte e, bisogna dirlo, l'ultimo cambiamento ha molto migliorato la sua fruizione per noi torinesi e la sua bellezza).

In passato era divisa in tre parti: al centro c'era sempre Palazzo Madama, che, prima di ricevere la sontuosa facciata barocca da Filippo Juvarra, aveva l'aspetto di una fortezza medievale (all'interno della quale era inglobata la famosa porta dell'impianto romano, da cui tutto era iniziato). Tra piazza Castello e la piazzetta Reale non c'era l'attuale, elegante cancellata voluta da Carlo Alberto e realizzata da Pelagio Palagi nella prima metà del IX secolo. A separare le due piazze, e a impedire al pubblico la vista di Palazzo Reale, c'era un porticato piuttosto alto, il Padiglione Reale, da cui i Savoia usavano mostrarsi al popolo durante gli eventi più importanti dell'anno e da cui usavano mostrare la Sacra Sindone.


Palazzo Madama era collegato a Palazzo Reale da una manica, che visivamente separava l'attuale lato della piazza su via Garibaldi da quello davanti alla Prefettura e al Teatro Regio; la parte inferiore era porticata, mentre il primo piano veniva utilizzata dai Savoia e dalla Corte come una sorta di passerella coperta per passare da un lato all'altro dei palazzi e all'interno della quale trovavano spazio alcune collezioni dei Duchi (recentemente Palazzo Madama ha pubblicato su Twitter i frammenti degli affreschi appartenenti a questa sorta di galleria di collegamento e ritrovati durante alcuni lavori di manutenzione). Curiosamente entrambe le maniche furono distrutte in periodo napoleonico: nel 1811, un incendio causò la perdita del Padiglione Reale, mentre l'amministrazione francese napoleonica decise di demolire la manica di collegamento tra Palazzo Madama e Palazzo Reale. Così piazza Castello perse un aspetto più angusto e medievale rispetto a quello cui siamo abituati e iniziò ad assomigliare alla piazza a noi arrivata.


Del suo passato rimangono le splendide stampe arrivate a noi dal Settecento e dall'Ottocento, che raccontano anche una diversa vita per la piazza, sempre centrale nella storia cittadina.

Sul gruppo Torino Sparita di Facebook
, che continuo a consigliare a tutti gli amanti della storia di Torino, recentemente sono state pubblicate alcune incisioni della piazza Castello che fu. Particolarmente impressionanti, quella che mostra il Padiglione Reale ad 'altezza d'uomo', una struttura architettonica davvero potente, che nascondeva alla vista il Palazzo Reale, aggiungendogli un alone di mistero e che 'appesantiva' un po' le dimensioni della piazza. Eppure quanto doveva essere affascinante, in tempi ducali e poi regali, trovarsi quest'ulteriore cortina a stabilire la distanza e l'estraneità dal sovrano. Interessante anche l'immagine della piazza Castello settecentesca, incisa probabilmente dal conte Ignazio Sclopis del Borgo, in occasione delle nozze di Maria Teresa d'Austria con il principe Vittorio Emanuele, nel 1789. Davanti a Palazzo Madama c'è come una specie di obelisco, il Padiglione Reale appare in tutto il suo splendore, la piazza più vivace che mai, mentre la carrozza con la sposa si dirige verso la Piazzetta Reale. Quante storie e quanta Storia, nelle incisioni conservate dal passato!


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