giovedì 17 marzo 2016

Torino dall'alto: dal campanile della Consolata, con l'apericena di Somewhere

Nello skyline del centro di Torino, attira subito l'attenzione, perché è l'unico campanile romanico cittadino. In realtà il campanile del Santuario della Consolata, è l'unica testimonianza del romanico in città. Fu costruito nel X secolo, accanto alla chiesa di Sant'Andrea, ai bordi settentrionali delle mura romane della città. Poi la chiesa fu riedificata e modificata varie volte, fino ad assumere l'aspetto barocco di oggi, che ha poco a che vedere con la severità romanica del campanile, staccato dall'attuale edificio religioso. Una distanza di stile e di epoca, che la separazione fisica evidenzia, senza creare disarmonia.


Il campanile è alto 40 metri ed è diviso in sette fasce, ognuna delle quali decorate dai caratteristici archetti romanici; nelle fasce più basse non ci sono aperture, se non feritoie, che avevano anche un carattere difensivo, nelle fasce più alte sono invece presenti bifore e trifore. Nella cella campanaria, all'ultimo piano, ci sono nove campane, di queste, la maggiore, è la campana più grande del Piemonte, insieme a quella della Basilica di San Gaudenzio a Novara, ed è una delle campane più grandi d'Italia.


Salire agli ultimi piani del campanile è piuttosto agevole e non costa fatica neanche alle persone meno allenate: lungo il perimetro quadrato della torre corre una scala di legno, piuttosto stretta, ma facile da salire e da scendere. Quando si arriva all'ultimo piano, prima della cella campanaria, viene da dire: Ma siamo già arrivati?! La visione di Torino dall'alto è magnifica: le Alpi su un lato, la collina e Superga dall'altro. Da una parte la città del nuovo secolo, con i suoi grattacieli di vetro e acciaio e le torri del Villaggio Media di Spina 3, dall'altra la Torino storica, con le cupole barocche e i campanili, San Lorenzo, la Cappella della Sindone, il Duomo, San Maurizio, il grattacielo di piazza Castello. Ma il lato più fascinoso è quello in cui si è vis a vis con le cupole della Consolata, mai viste a distanza così ravvicinata. E poi ci sono i tetti di Torino, tra Ottocento e Novecento, con i loro abbaini, che fanno pensare facilmente a una città francese.


Il campanile della Consolata non è aperto al pubblico, è una proprietà privata del Santuario e viene aperto in esclusiva per gli apericena di Somewhere Tour&Events: si sale accompagnati da una guida turistica, che racconta la storia del complesso religioso e, una volta arrivati al penultimo piano, appena sotto la cella campanaria, illustra lo skyline cittadino, con curiosità storiche e artistiche. E un apericena sul campanile, nelle luci del tramonto che illuminano le cupole e la collina, mentre un musicista suona il sax e si piluccano stuzzichini dolci e salati (e se non bevete alcolici ci sono anche aperitivi analcolici, oh yess!), ammirando lo straordinario panorama di Torino dall'alto, a 360°, da una posizione insolita ed esclusiva, vale davvero la pena. Anche se, come nel mio caso, è toccata la giornata più gelida del tiepido inverno 2016!

Per info e prenotazioni sugli apericena sul campanile della Consolata, il sito web è www.somewhere.it.


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