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venerdì 1 aprile 2016

Al Museo dell'Auto, la mostra The Jaguar Heritage Project

Al Museo Nazionale dell'Automobile, stata inaugurata pochi giorni fa, e continuerà fino al 17 maggio 2016, la mostra The Jaguar Heritage Project, con cui il Museo torna a occuparsi di uno dei temi che gli sono più cari, la creatività nell'ambito automobilistico. Nelle sue numerose mostre temporanee, il MAUTO non si stanca di sottolineare quanto il lavoro dei designer e le sperimentazioni della ricerca siano state, e continuino a essere, indispensabili, per la realizzazione dei nuovi modelli e anche per il nostro immaginario collettivo, capace di identificare un'epoca attraverso le sue auto.


Grazie alla collaborazione di Jaguar Italia, sono in mostra nove Jaguar d'epoca, prestate da Scuderia Jaguar Storiche, e tre vetture contemporanee, che raccontano così l'evoluzione del design della casa automobilistica britannica. Tra le vetture ci sono autentici gioielli come la SS Jaguar 2,5 DHC del 1937, il primo dei quattro prototipi realizzati personalmente da William Lyons, proprietario del marchio, la Jaguar E Type OTS 3,8, definita da Enzo Ferari "l'auto più bella mai costruita", la Jaguar E Type 3,8 FHC, immortalata nei fumetti di Diabolik ed Eva Kant (era la loro auto), la Jaguar MK VII 3,4, che ha partecipato a ben due film, Milk di Gus van Sant e il corto Ultimo beso en Roma con Giorgio Locuratolo, la Jaguar XK 120 OTS, prediletta da star come Clark Gable, Liz Taylor, Humprey Bogart o Roger Moore. Dal 1937 al 1961, è una sorta di viaggio nello stile e nell'idea del lusso della Gran Bretagna, attraverso auto che hanno colpito l'immaginario collettivo. E che continuano a colpire, anche con modelli più recenti, in mostra al MAUTO: la F-TYPE Project 7, la nuova JAGUAR XF e la F-TYPE AWD.


La mostra è completata da una serie di cofani realizzati da Cesar Pieri, il Creative Design Manager di Jaguar, che li ha decorati e ridisegnati, esprimendo così la sua passione per le auto. Lo stesso Pieri spiega il processo creativo di questi cofani, strettamente legato a quelli che portano alla definizione dei prototipi di Jaguar: "Come car-designers cerchiamo non solo di creare veloci e accattivanti macchine sportive ma anche di realizzare sketches, che talvolta diventano vere e proprie opere d'arte. Di solito passiamo il tempo a realizzare disegni precisi per soddisfare le richieste di progettazione, ma l'esigenza è quella di andare oltre, esplorare nuovi limiti. Per questo motivo, ho creato una mia personale forma di espressione, realizzando una collezione di artworks che coniugano il mio grande amore per le Jaguar, che, come designer, progetto quotidianamente, con un linguaggio più astratto possibile". Tutti i cofani della sua The Jaguar Bonnet Artwork Collection sono dipinti a mano e svelano al profonda creatività che accompagna i car designer, nel loro appassionante lavoro di ricerca e di studio.

The Jaguar Heritage Project è al Museo Nazionale dell'Auto di Torino, in corso Unità d'Italia 40, fino al 17 maggio 2016. Gli orari di apertura sono lunedì ore 10-14, martedì ore 14-19, mercoledì, giovedì, domenica ore 10-19, venerdì, sabato ore 10-21. Il biglietto d'ingresso al Museo costa 12 euro, ridotto 8 euro (over 65, dai 6 ai 14 anni, chi presenta alla cassa il biglietto di Museo A come Ambiente, Museo Casa Enzo Ferrari (MO), Museo Diocesano di Torino, Museo del Paesaggio Sonoro di Riva presso Chieri (TO), Museo Nicolis di Villafranca di Verona), gratuito under 6, possessori delle tessere Abbonamento Musei Torino Piemonte e Torino + Piemonte Card. Tutte le info sul Museo e sulla mostra nel sito web, www.museoauto.it; al sito appartengono anche le immagini che illustrano questo post.


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